Il metodo Fate la Nanna di Estivill da un lato, il cosleeping dall’altro. Dopo 21 mesi senza dormire, a questo punto siamo disposti a tutto perchè la mancanza di sonno ci sta mettendo a dura prova. Anche come coppia, visto che da un anno dormiamo separati
Da quando provo a fare la blogger vedo meno persone ed esco poco. Tutto il giorno davanti a un pc, in cambio di pochi euro al mese. Per adesso, lasciatemelo dire, non ne vale davvero la pena. Ecco perchè serve tanta passione e determinazione per questo lavoro. Se da un lato vedo meno persone, dall’altro scopro tante cose (e a volte certe cose sono persino più piacevoli delle persone!).
Oggi ho scoperto che esiste una giornata mondiale del sonno. Beh, modestia a parte, credo che io, assieme a Papàrisparmio, dovrei esserne la testimonial d’eccezione, così come la signora Conglio dovrebbre aprire ogni anno il concerto del primo maggio.
Stanotte mia figlia mi avrà svegliato circa dodici (quindici?) volte! Non saprei, ormai perdo il conto. La mancanza di sonno ti uccide, ti annienta anche quei pochi neuroni buoni. Giuro che ci sono certe notti, quando sono particolarmente stanca, che non la sopporto quando mi sveglia. E mi sale una tale rabbia che le urlo dietro…mi vergogno persino ad ammetterlo.
Io dormo con lei. Sì! Sto benedetto cosleeping….quello che fa tanto bene al bambino – così si legge in Rete – “perchè loro hanno bisogno di contatto!”. Ok, è vero. Il bisogno di contatto in efffetti c’è…visto che mia figlia ama addormentarsi sopra di me:
- con la sua pancia sulla mia faccia
- sdraita a sardina sulla mia schiena
- col suo busto sulla mia giugolare, impedendomi un respiro normale
- e altre posizioni che il Kamasutra le fa un baffo (vedi sotto)
Io però non ce la faccio più. Non sopporto più di esser svegliata tutte le notti, più volte a notte, perchè ho un suo piede nella bocca, un suo ginocchio nella costola, perchè si è scoperta per la centesima volta o perchè – gira e rigira – sento che è a un centimetro dal baratro, laggì ai piedi del letto.
Perchè non la faccio dormire nel suo lettino, che pure è a fianco del nostro letto?
Ah, scusate…ho detto “nostro”?!!!
Forza dell’abitudine, perchè Papàrisparmio dorme in un’altra stanza da ormai un anno, cioè da quando ha trovato lavoro e da quando Babyrisparmio nel suo lettino non ci vuole stare più (perchè fino agli 8 mesi circa ci stava…).
Il nostro letto è a una piazza e mezzo, quello di quando ancora ero single e spensierata. Dunque c’è spazio per due adulti. O un bambino e un adulto.
Il nostro rituale è il seguente: uno dei due la fa addormentare (da circa 6 mesi anche Papàrisparmio è in grado si addormentarla, perchè prima era tetta o tetta!) e poi la si mette nel suo lettino.
Come un orologio svizzero, verso le 2 o al massimo le 3, ecco il primo risveglio. Urla, pianti disperati, colpi di tosse e mani in bocca per procurarsi il vomito e attirare l’attenzione.
Disperati, la prendiamo e la mettiamo nel lettone per farla riaddormentare. Tetta in bocca. Nanna.
Il problema è che lei non si accontenta…perchè la tetta la vuole altre ottanta volte nella stessa notte (e altre 160 nel giorno), manco fosse un bebè ancora di 2 mesi e non 21.
L’altro giorno, sconsolati, ci siamo fatti forza e abbiamo provato a lasciarla piangere nel lettino. Per la prima volta. Nio non abbiamo mai seguito il metodo Fate la Nanna, perchè contrari, visto che su internet avevamo letto peste e corna: crescono complessati, poi sono insicuri, è disumano ecc.
Però è anche vero che nessuno parla mai dell’esaurimento legato al non dormire dei genitori.
Un genitore riposato è di sicuro più propenso a giocare e a stare bene con il proprio figlio. Nessuno poi pensa allo stress che può generare anche all’interno di una coppia il fatto di non dormire più assieme. Abbiamo il sonno talmente sballato che, anche quelle rare volte che non si sveglia alle 3, ogni tanto, ci capita di incontrarci in cucina o in bagno con gli occhi sbarrati.
Beh vi dicevo che l’altra sera l’abbiamo lasciata piangere un po’ nel lettino. E sapete cos’è successo? La ragazza ha tentato il suicidio, facendo perno sul cuscino paracolpi, si è buttata giù dal lettino: un tonfo della madonna – BUMMMM!!! -…e poi il rumore del suo sgambettio fino in salotto.
Lei paonazza in volto, è corsa verso di me, risentita ma desiderosa di un abbraccio della sua mamma. Allora l’ho presa e ci siamo riaddormentate assieme per la terza volta (sì, eravamo già a tre!).
Non lo so ragazzi…questa storia del sonno è davvero dura!
E noi che volevamo una famiglia numerosa, ci stiamo davvero ripensando…ma quanto è dura?
Chi ha figli che dormono, non può capire.
Qualche mamma che ci sia passata o con più esperienza di me?


