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INTESTINO, COME AIUTARE IL NOSTRO SECONDO CERVELLO A FUNZIONARE BENE

L’intestino è anche noto come “secondo cervello“. In effetti,  appena c’è qualche tensione, un colloquio importante da sostenere, un picco di stress, ecco che la prima a farne le spese è mia la pancia! Tensione addominale quando va bene, di corsa in bagno quando va male. Somatizzo lo stress e tutta l’energia negativa si accumula lì. Ma non credo di essere l’unica, vero?

Curiosità sull’intestino:

  1. 60 le tonnellate di cibo che vi transitano attraverso calcolando la durata di una vita media
  2. 10 metri è la lunghezza media dell’intestino
  3. Dopo quella respiratoria, la mucosa dell’intestino è la più grande del nostro organismo. Se fosse srotolata arriverebbe a corprei un campo da tennis pari a 250-300 m2   
  4. La microflora intestinale è abitata da circa 500 tipi diversi di ID-100111144 (1)microrganismi, che tutti assieme costituiscono la cosiddetta microflora intestinale
  5. In totale i microgranismi della microflora sono così tanti da superare il numero complessivo delle cellule umane (la proporzione è circa 10:1 ovvero 10 microrganismi per ogni cellula)
  6. Microrganismi e mucosa intestinale “parlano” fra loro e insieme, se si dicono le cose giuste, sono responsabili del corretto funzionamente dell’intestino
  7. La mucosa funziona anche da barriera. E’ infatti una parte importante del nostro sistema immunitario: serve a tenere lontani sostanze e batteri che minacciano il nostro organismo
  8. Quando il nostro instestino funziona male vuol dire che i microrganismi buoni sono in minoranza rispetto ai microrganismi cattivi. Tradotto significa che la microflora intestinale non è più in equilibrio.

Cosa contribuisce a mettere in subbuglio la nostra flora batterica?

  • l’alimentazione,ID-10056380
  • l’età,
  • i farmaci,
  • alcuni fattori genetici,
  • l’affaticamento fisico-mentale,
  • le malattie.

Praticamente il 90% delle persone ha l’intestino sottosopra: la maggior parte di noi mangia male e prende sempre troppe medicine. E che dire delle vagonate di stress che accumuliamo giorno dopo giorno?

Basterebbe seguire un’alimentazione più sana, fare attività fisica e imparare a vivere in maniera più easy per mettere fine a buona parte dei nostri problemi. Ma come sappiamo, si tratta solo di buoni propositi che poi difficilmente riusciamo a portare a termine. Ecco che allora corrono in nostro aiuto i famosi probiotici.

Che cosa sono i probiotici?

Il Ministero della Salute Italiano, FAO e OMS indicano come probiotici quei microrganismi che sono in grado, una volta ingeriti in adeguate quantità, di arrivare vivi e attivi nell’intestino e di esercitare funzioni benefiche per l’organismo.

Attenzione, perchè non tutti arrivano vivi nell’intestino! E la differenza è enorme sul risultato finale. A tal proposito il Ministero chiede che il ceppo del probiotico venga dichiarato sull’etichetta.

Come si fa a capire che se un probiotico non muore nell’intestino?

Semplice si analizzano le feci al microscopio e si vede che, anche dopo 7 giorni, il probiotico è lì, sano come un pesce!

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Il professor Shirota

Yakult è forse il più famoso probiotico commercializzato al mondo. I miei cugini in Brasile lo bevono come se fosse la cosa più normale del mondo. Noi in Italia abbiamo abitudini un po’ diverse, in particolare ne abbiamo una pessima, quella di saltare la colazione o farla in maniera molto frettolosa.

Dentro Yakult ci trovate il Lactobacillus casei Shirota (il nome del ceppo probiotico) isolato per la prima volta da uno scienziato giapponese, il signor Shirota appunto.

Quali vantaggi dà assumere un probiotico a colazione?

  1. Fa aumentare il numero di mircorganismi buoni, contribuendo all’equilibrio della flora batterica
  2. combatte la stipsi, promuovendo la regolarità intestinale
  3. rafforza il sistema immunitario, contribuendo ad aumentare l’attività delle cellule NK (natural killers)
  4. contribuisce a combattere le allergie stagionali come quelle ai pollini.

Naturalmente questi risultati non si ottengono con un’unica singola assunzione ma serve fare una sorta di cura.

“Fate in modo che il cibo sia per voi medicina e che la medicina giusta sia per voi il cibo” diceva Ippocrate già nel IV sec a.C.

Il cibo è davvero la medicina più potente che ci sia e, fortunatamente, oggi più che mai ce ne stiamo rendendo conto. Per questo è importante scegliere con attenzione ciò che mangiamo. A cominciare dalla colazione, dato che è un pasto importante tanto quanto gli altri, a maggior ragione che l’organismo arriva da 10-12 ore di digiuno.

Dalla tavola, al mattino, non dovrebbero mai mancare:

  • latte o yogurt (proteine!)
  • cereali, fette biscottate, biscotti o pane (carboidrati!)
  • frutta…ma questa potete assumerla anche a metà mattina per esempio. (vitamine!)

La colazione deve rappresentare circa il 25% del nostro fabbisogno giornaliero. Aiuta anche a mantenere la linea, perchè sono calorie che sicuramente andranno smaltite interamente e poi è dimostrato che chi fa colazione pasticcia meno durante il giorno.

Se volete scoprire qual è la colazione che meglio si adatta alle vostre esigenze e avere degli esempi concreti da portare in tavola al mattino, vi invito a fare il test “Di che colazione sei?“, con menù studiati da nutrizionisti. Ecco il mio risultato:

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Dove ho imparato tutte queste cose? A un evento organizzato da Yakult Italia dove noi mamme blogger abbiamo avuto la fortuna di avere una nutrizionista a nostra disposizione, che abbiamo massacrato con i mille dubbi che solo una mamma sa avere. 🙂

Ecco il video della mattinata:

Inoltre vi segnalo anche questa guida carinissima con tutti i locali kidsfriendly, dove fare colazione con i vostri bambini in assoluta tranquillità, un’altra inziativa come Mamme di corsa che fa parte del pacchetto “Mamma pensaci tu!”.

LIBRI DI GENITORI DI BAMBINI CON SINDROME DI DOWN E AUTISMO

L’altro giorno mentre facevo la spesa, ho dato uno sguardo alle ultime novità in fatto di libri. Ci avviciniamo al Natale e, da sempre, mi piace regalare libri piuttosto che l’ennesimo pigiama o set di coltelli. La mia attenzione è stata subito catturata dall’ultimo volume di Gianluca Nicoletti.

Nicoletti è un noto giornalista, che ho amato soprattutto per il suo programma radiofonico Golem su Radio Rai (forse qualcuno se lo ricorderà fra voi). Sono rimasta molto colpita nello scorprire che avesse un figlio autistico. Dopo aver scritto Una notte ho sognato che parlavi. Così ho imparato a fare il padre di mio figlio autistico, l’autore esce ora con un nuovo scritto: Alla fine qualcosa ci inventeremo: Che ne sarà di mio figlio autistico quando non sarò più al suo fianco.

E’ stato davvero strano scoprire che una persona che avevo sempre ammirato e stimato dovesse avere a che fare con un grande dolore come questo. Non so bene dirvi il perchè, ma mi ha lasciata davvero di stucco questa scoperta. Del resto, queste disgrazie non guardano in faccia nessuno, potremmo quasi dire che sono “democratiche”.

Per trovare un po’ la forza e il coraggio necessari, qualche mamma e papà arriva persino a chiamare “dono”, “un regalo di Dio”, l’ handicap del proprio figlio.

Personalmente nutro una grande ammirazione per questi genitori che, giorno dopo giorno, lottano per strappare un pezzettino del loro amato alla malattia; anche se il problema vero viene dopo, così come si chiede Nicoletti nel suo libro, “che ne sarà di mio figlio, quando io non sarò più al suo fianco?”.

Quale immenso ed eterno dolore si porta dentro, ogni istante, un genitore di un bambino handicappato?

Un logorio continuo che non solo deve fare i conti solo con questo maledetto ritardo ma anche con un mondo circostante che fa fatica a comprendere una malattia che, spesso, fa paura.

Il figlio di mio cugino ha solo 5 anni ed è autistico.

L’altro giorno, nel suo palazzo, hanno festeggiato il compleanno di un bambino e per l’occasione sono stati invitati tutti i bambini. Tranne lui.

Quanto fanno male queste cose a una mamma e a un papà? Tutti a dire “fregatene”, “non lo meritano”…ma in un cuore già lacero, questa è un’altra ennesima stilettata.

LEGGI ANCHE: Scoprire di aspettare un figlio down. Abortire oppure no?

A me questi genitori fanno pena e tenerezza. Mi commuovo fino al lo zaino di emma magone nel leggere i loro racconti, spesso rimango incredula davanti la loro forza d’animo. Le loro parole, al tempo stesso, mi trasmettono anche una grande energia: mi nutro del loro coraggio per andare avanti, tutte quelle volte che mi sento in difficoltà.

Quando leggo storie come quella di Nicoletti o quella di Martina Fuga, mamma di Emma, bambina di 10 anni con la sindrome di Down e autrice del libro Lo zaino di Emma, io, un po’ mi vergogno di me stessa, sapete?

Mi vergogno di tutte quelle volte, quando agli inizi, mi sono lamentata e ho persino pianto perchè non accettavo di buon grado quanto fosse faticoso essere madre. Mi pesava il non dormire, non poter fare quello che volevo quando lo volevo, dover allattare ogni due per tre e passare le mie giornate su un divano invece di girare il mondo. Insomma un sacco di privazioni che vivevo come sacrifici perchè come dice questo simpatico ma profondo libro “Di materno avevo solo il latte.

La mamma di Emma è una di quelle che non considera un dono l”handicap di sua figlia. Tuttavia non si dà per vinta e assieme a lei, ogni giorno, riempie questo zaino immaginario della piccola. Questo bagaglio si arricchisce man mano di amore e strumenti che Emma dovrà poi portare sempre con sè, per andare avanti, anche quando la sua mamma non ci sarà più.

LEGGI QUI: Quella volta che Emma ha incontrato il Papa 

E’ evidente che la preoccupazione di questi genitori è soprattutto legata al futuro dei loro figli. La stessa che in fondo ogni genitore ha! Ognuno di noi a suo modo prova a riempire lo “zaino” dei propri figli  con qualcosa di speciale

Io vorrei che nello zaino di mia figlia ci fossero soprattutto tolleranza e rispetto per il “diverso”, non importa se il diverso in questione sia rappresentato da un colore di pelle, una religione o un’inclinazione sessuale. Da sempre la “diversità” è stata condannata, perseguita, bollata come sbagliata.

Io vorrei che lei capisse che ciò che è diverso da lei non è né migliore né peggiore, solo differente.

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La mia piccola portata a mo di zainetto daL suo papà 🙂

 

 

 

LA TORTA MC DONALD’S A FORMA DI PANINO E PATATINE

Ecco la ricetta per realizzare una torta in pasta di zucchero ispirata a Mc Donald’s con tanto di panino hambuger gigante e immancabili patatine con il ketchup.

La nostra maestra pasticcera Valentina l’ha realizzata per il compleanno della sua bambina, un’occasione speciale che meritava una torta super speciale come questa!
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Per prima cosa si devono fare due torte allo yogurt, dello stesso tipo che già conosciamo per fare i cake pops!
Io ne ho fatta una al cocco (aggiungendo all’impasto base un po’ di farina di cocco a piacere) mentre l’altra l’ho aromatizzata alla cannella.
Queste due torte saranno i due panini!
Per l’hamburger si ottiene facendo un bel salame di cioccolato.
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Per l’insalata si fa un cerchio di pasta di zucchero verde e si assottigliano i bordi con l’attrezzino!
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Per i pomodori, si fa un cerchio di pasta di zucchero rossa, si delinea un bordino con un altro coppapasta leggermente più piccolo, e con l’attrezzino ho semplicemente schiacciato sulla pasta ed ho ottenuto l’effetto dei semini.
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Per il formaggio si creano dei ritagli triangolari di pasta di zucchero gialla e si bucano a piacere!
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Per le patatine, per farle ho fatto un rotolino di pasta di zucchero gialla, poi con l’aiuto delle spatole ho creato la loro classica forma schiacciando sui lati e girandole su loro stesse più volte poi con il cacao e un pennello ho creato le sfumature/bruciature classiche della cottura!
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Per fare il ketchup ho semplicemente messo un po’ di pasta di zucchero rossa nel bicchiere, ho aggiunto poca acqua e ho messo il tutto nel microonde per pochissimi secondi stando bene attenta a girare e a controllare lo scioglimento! Si crea una specie di crema che col cucchiaino si fa cadere sul bordo della torta.
Per il vassoio ho creato una scacchiera per ricreare l’effetto tovaglia!
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COME SI MONTA LA TORTA
Si devono ricoprire le due tortine semplici prima con la crema al burro, per stuccare e togliere eventuali difetti, poi ricoprire con la pasta di zucchero.
Si mette una torta sul vassoio, ovviamente capovolta! quindi si vedrà il fondo della torta non ricoperto, poi si verserà il ketchup, poi si metterà l’hamburger, poi le decorazioni di pasta di zucchero solo ai bordi (dentro non servono…non le vede nessuno e sarebbe uno spreco!) e poi si richiude il tutto con l’altra torta finendo l’opera con dei semini di sesamo fatti con pezzettini molto piccoli di pasta di zucchero bianchi!
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Valentina Romano, una mammarisparmio col pallino dei dolci

SALAME AL CIOCCOLATO, RICETTA E INGREDIENTI PER ROTOLO GOLOSO

Come si prepara il salame al cioccolato, anche detto rotolo di cioccolato? Bastano pochi ingredienti e poco tempo per avere una torta buonissima.
Cosa serve per la prepazione, ingredienti:
  • 200 gr di biscotti secchi tipo oro saiwa
  • 100 gr di burro
  • 2 uova
  • 80 gr di cacao
  • 100 gr di zucchero
  • 50 gr di farina di mandorle

 

salame al cioccolato

Procedimento:
unire tutti gli ingredienti insieme, lasciando i biscotti per ultimi!
I biscotti vanno spezzettati e aggiunti alla fine al composto. Bisogna mettere il composto ottenuto su carta forno.
Attenzione! Se volete realizzare la torta a forma di hamburger, ricordate di dargli la forma dell’hamburger! Per non avere problemi di diametri differenti con le torte consiglio di porre il composto del salame nella stessa teglia dove sono state cucinate le torte!
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Una volta che ha preso la forma desiderata e che si è solidificato lo si può conservare in frigo per due giorni!

Valentina Romano, mammarisparmio pasticcera

IL CAFFE’ PERFETTO A CASA E AL BAR, COME PREPARARLO E RICONOSCERLO

Mia mamma è campana, di Torre Annunziata. Mio marito è colombiano, di Bogotà. Voi capite che, con queste premesse, a casa mia, il caffè è un argomento molto serio. In effetti lo è un po’ per tutti noi italiani. Quando ero in Sudamerica, per esempio, mi sono abituata a dover fare a meno di tante cose, ma ogni mattina non riuscivo a non pensare a quanto mi mancasse un buon caffè, “come quello di casa mia”.

Uno dei migliori caffè, se non il migliore, l’ho bevuto poco tempo fa negli stabilimenti della Vergnano, marchio italiano che dal 1882 produce caffè alle porte di Torino, utilizzando ancora gli stessi185643_1872367009797_6429471_n (1) metodi di tostatura di cento anni fa. Una tostatura lenta, infatti, regala al caffè un aroma ancora più pregiato e qui viene fatta non solo separando le varie qualità ma anche le diverse grandezze del seme.

Mettere un piede nelle industrie è sempre un’esperienza bellissima perchè ti dà la possibilità di vedere da vicino come nasce qualcosa. Vedere come nasce il caffè, come lo intendiamo noi, dopo che ha percorso migliaia e migliaia di chiloemtri dal centro e Sudamerica e dall’Africa è un’esperienza esaltante. E pensare che quei chicchi, qualche anno addietro, li avevo raccolti con le mie mani nella famosa “zona cafetera” colmbiana. Avete visto sopra? Le mie mani e il caffè formano come due cuori. Che strano!

20141029_102625Alla Vergnano abbiamo trascorso molto tempo nell’accademia, una vera e propria “scuola del caffè” per insegnare ai baristi i segreti del caffè perfetto. Il risultato finale, infatti, non dipende solo dal fatto di usare una buona qualità di caffè, ma anche da come si utilizzano i macchinari.

E allora ecco alcuni dubbi frequenti e qualche trucco del mestiere che vi faranno capire se andrete a bere un buonissimo o un pessimo caffè.

COME CAPIRE SE IL CAFFE’ O IL CAPPUCCINO DEL BAR SARA’ BUONO?

  • Controllate che il barista pulisca ogni volta la manopola con un apposito spazzolino. Non devono esserci residui di polvere del caffè preparato in precedenza. Se così fosse il vostro caffè avrebbe poi un sapore di bruciato che andrebbe a coprire il gusto di quegli aromi naturali propri del caffè.
  • Il caffè deve venire ben pressato affinchè l’acqua calda, filtrando, “porti con sè”, tutto il gusto del caffè.
  • Un buon caffè ha bisogno solo di 7 grammi di polvere di caffè. Tanta miscela, non siginifca per forza di cose un caffè più buono.
  • Se avete ordinato il cappuccino, controllate che il beccuccio del vapore dovebeccuccio cappuccio si monta il latte sia pulito. Il barista dovrebbe avere uno straccetto apposito per pulirlo ogni volta, per evitare che il latte bollente non stagni e si cuocia al di fuori diventando una sorta di “ricotta”.
  • Ogni volta che il barista finisce o inizia a montare il latte, dovrebbe far sfiatare il beccuccio perchè è probabile che ci siano ancora residui di latte vecchio al suo interno.
  • Quando il barista monta il latte, non ha bisogno di fare particolari acrobazie con il contentiore. Anzi più fermo sta, più il latte verrà omogeneo, senza fare bolle. Ecco perchè una buona crema non ha bisogno di essere sbattuta sul bancone (avete presente quel rumore assordante del contenitore sul bancone? Lo fanno per far uscire l’aria dal latte)
  • Il latte per il cappuccino deve essere rigorosamente freddo di frigo. Quando vedete pile di litri di latte accanto alla macchina del caffè non va bene. Come accade con la panna, una buona crema per un cappuccino si ottiene solo dal latte ben freddo.

 

COME PREPARARE IL CAFFE’ PERFETTO CON LA MOCA DI CASA?

  • La moca va pulita per bene ogni volta prima di preparare il caffè; ma attenzione, sarebbe meglio non usare il sapone. L’acqua è più che sufficiente!
  • La polvere di caffè va pressata ma senza esagerare. Il risultatoIMG_20141029_064434 deve essere compatto, senza vuoti d’aria ma nemmeno troppo spesso.
  • Utilizzate l’acqua calda. Il tempo che impiega l’acqua a raggiungere la temperatura, scalda tutta la moca, compreso il caffè, che si brucia! Dunque, mettere l’acqua già calda evita che la polvere di caffè si surriscaldi eccessivamente e perda il suo aroma originale.
  • Se avete pagato un euro al chilo il vostro caffè, è quasi sicuro che sia stato realizzato con chicchi si scarto. Quindi non potete aspettarvi un gran caffè!
  • Usare l’acqua minerale della bottiglia aiuta a ottenere un caffè più buono, dato che non siamo mai certi della composizione organica dell’acqua dei nostri rubinetti. E’ importante che tutti gli elementi siano ben bilanciati, come di solito accade con l’acqua in bottiglia. Non a caso il caffè dei Paesi arabi, dove l’acqua è desalinat,a non è proprio il massimo…
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Pausa caffè!

CURIOSITA’ SUL CAFFE’

  • Il  caffè lungo non ha meno caffeina rispetto a un ristretto. Anzi!
  • Se il caffè ha la crema vuol dire che è buono? E’ indice di qualità dei chicchi (che vuol dire hanno la giusta quantità di olio e gas) ma non è l’unico fattore da considerare.
  • La varietà Arabica ha un retrogusto più dolce e contiene meno caffeina; il tipo Robusto invece ha più caffeina e ha unIMG_20141029_122135 gusto più deciso.
  • Il caffè più caro al mondo viene dall’Indonesia, costa 500 dollari al kg ed è il “prodotto” delle feci di una specie di scoiattolino che si nutre dei semi del caffè. Una volta “fuori”, il seme viene recuperato e lavorato (vedi la foto qui a lato).
  • Nel sud Italia il caffè piace molto più forte e con un sapore più intenso. Per questo lì vengono commercializzati alcuni caffè dal gusto più intenso.
  • 20141029_125038Se volete un cappuccino all’italiana, all’estero chiedete un “flat white”
  • La prima coltivazione di caffè conosciuta della storia è yemenita, non a caso è qui, in Yemen, che si trova la città di Moca da cui deriva il nome della caffettiera
  • Il caffè può contenere al suo interno fino a 600 aromi diversi: cioccolato, legno, chiodi di garofano…
  • Il primo espresso della storia risale al 1903

E con questo è davvero tutto!

Grazie Caffè Vergnano per le tante cose imparate sul caffè e alla prossima!

 

INTERVISTA AD ALESSANDRO BORGHESE: LO CHEF “RIBELLE” DI STARWARS

alesssandro borghese disneyQuando mi hanno detto che avrei dovuto intervistare assieme ad altre mamme blogger lo chef fantasista Alessandro Borghese ho fatto un salto di gioia. Quando mi hanno detto che lo avrei intervistato sulla nuova serie Starwars Rebels  in onda tutte le domeniche sul canale Disney XD, di salti, ne ho fatti due.

Non sono una grande amante dell’arte culinaria ma lui è uno di quei cuochi in grado di appassionare anche chi, come me, in cucina non ci sa fare.

Alessandro, del resto, è un fuoriclasse. E non solo tra i fornelli. E’ simpatico, dsponibile, ecclettico, esuberante, accomodante, nei modi e nei fatti. Sì, perchè il ragazzo ormai – anche se ama definirsi “prima di tutto uno chef” – è bravissimo a vestire i panni di presentatore in fortunate trasmissioni tv, di giudice in Junior Masterchef Italia (avete notato com’è sempre attento e dolce con i bambini?), di attore come nel recente spot dello yogurt Activia e, adesso, anche nelle vesti di doppiatore di uno dei personaggi della serie  Starwars Rebels.

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E la cosa sorprendete è che passa da un ruolo all’altro con assoluta nonchalance. Tutto quello che fa, gli riesce bene.

Vogliamo aggiungerci pure che è un bel ragazzo, mamme? Anche l’occhio vuole la sua parte ;-)!

“Gli insegnanti, di me, dicevano sempre: è bravo ma non si applica – ci racconta Borghese con il suo timbro inconfondibile – Ai libri ho sempre preferito il lato pratico delle cose, così non ho avuto dubbi tra l’andare all’università o imbarcarmi su una nave da crociera. Ho cominciato dal basso, mi sono fatto tutta la gavetta e, oggi, eccomi qua:  sono 17 anni ormai che vivo in cucina e  sono sicuro di aver fatto la scelta giusta. Non ho mai deviato perchè la cucina ti permette di continuare a imparare tutta la vita, è un linguaggio internazionale, un lavoro che dà certezze”.

Di questo ne è sempre stato convinto e ha tutte le ragioni per dirlo2014-10-20 12.54.06 dato che è stato uno dei pioneri che ha portato il food sul piccolo schermo. Pensate che la sua trasmissione“Cortesie per gli Ospiti” è in onda addirittura dal 2004!

Forse non tutti sanno che Alessandro è figlo della famosa attrice Barbara Bouchet, vero sex symbol degli anni ’70: “E infatti da figlio maschio non è sempre stato facile avere una madre così bella – scherza Alessandro – ma il vero attore in famgilia è papà, le cui origini napoletane non mentono!”.

Con queste premesse, ovvio che la recitazione ce l’abbia nel sangue, anche se non gli è mai passato per la testa di trasformarla in un lavoro vero e proprio.

“Doppiare il mio personaggio è stato divertentissimo, era la mia prima esperienza di doppiaggio ed è andata al di là delle mie aspettative. E poi io sono un fan sfegatato della serie StarWars, da sempre. Sono felice che abbiano realizzato questa serie perchè dà la possibilità anche ai bambini di oggi di conoscere le avventure di Guerre Stellari, che sono un po’ diverse da come ce le ricordiamo noi. L’aspetto che accomuna la vecchia e la nuova versione sono i tanti messaggi positivi che contengono al loro interno!”.

EZRAE visto che la serie StarWars Rebels parla di persone che hanno il coraggio di ribellarsi, gli chiediamo se anche lui abbia mai fatto qualcosa di ribelle nella vita…

“Sicuramente sposarmi! Oggi come oggi convolare a nozze è da considerarsi una sorta di trasgressione”, (ride!).

Non entriamo nei dettagli ma possiamo immaginare le motivazioni che stanno alla base di una risposta simile :-). Del resto,  si è trattato di una “trasgressione” più che comprensibile dato che sua moglie (ex modella) è una donna bellissima.

Alessandro Borghese, infatti, è anche papà di una bimba di quasi tre anni che non vuole mai mettere le scarpe la mattina quando è il momento di andare a scuola…

E questi dettagli così “umani”, sicuramente, ce lo fanno piacere ancora di più!

E sul finale una notizia che interessa in particolar modo noi mammerisparmio che ho trovato su Twitter. Dato che i vostri figli, non appena vedranno la serie StarWars Rebels vorranno le carte collezionabili, perchè non averle gratis? Grazie ancora a Disney, sempre molto generoso con i bambini e noi mamme (ricordate anche l’iniziativa “Al cinema gratis con DisneyJuniorParty?)

 

Entra in #StarWarsRebelsIT presso tutti i Disney Store. Dì “Sabine” e ricevi le carte collezionabili gratis. pic.twitter.com/Q9QnQvstTl

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— Star Wars Italia (@StarWarsIT) 17 Ottobre 2014