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UOVO IN CAMICIA, COME SI FA? TRUCCO FACILE E INFALLIBILE

Prepare l’uovo in camicia è facilissimo con questo trucco che potete rifare tutti e che vi permetterà di cucinare delle uova in camicia perfette esteticamente e nella cottura

Tempo fa sono stata invitata a una cooking lesson tenuta da chef Moreno Cedroni. In quell’occasione abbiamo preparato piatti degni da ristoranti stellati che mai rifarei a casa, per il numero di ingredienti  e il tempo di preparazione che richiedono.

Ora, non so perchè ma molti chef sono fissati con le uova. Chef Carlo Cracco è diventato famoso per come le cucina e così chef Davide Scabin ha fatto del suo Cyber Egg un suo cavallo di battaglia.

A me le uova piacciono molto, anche se consigliano di non mangiarne più di due a settimana perchè fanno alzare il colesterolo.

Mia figlia, anche le adora. Fosse per lei le mangerebbe sempre. Oltre a essere buone sono anche facili da preparare. Uova alla coque, uovo bollito, frittata, uova strapazzate sono tutte modalità semplici per cucinare le uova. Tranne una: l’uovo in camicia.

L’uovo in camicia può mettere in difficoltà perchè bisogna scaldare l’acqua in una pentola abbastanza capiente, aggiungervi poi un goccio di aceto perchè poi l’uovo si rapprenda ancor più velocemente dentro l’acqua e infine creare un vortice con il cucchiaio. L’uovo si cuocerà all’interno di questo vortice.

Se ci riuscite siete brave, perchè il problema dell’uovo in camicia è che tende a sfaldarsi e dunque se volete una bella presentazione, molto probabilmente, finirete col fare diverse prove che porteranno a degli inevtiabili sprechi.

Ma non è tutto! Un altra difficoltà dell’uovo in camicia è azzeccare la cottura. Quando si rompe con la forchetta, dall’uovo in camicia, il tuorlo deve uscire ancora semiliquido.

Quanto deve cuocere un uovo in camicia?

Ebbene Chef Moreno Cedroni in quell’occasione ha insegnato a noi mamme un modo facile per preparare l’uovo in camicia in pochi minuti. Per scoprire questo trucco guardate il video pratico che ho realizzato.

COME COPRIRE I BUCHI NEL MURO E LE MACCHIE NELLE PARETI SENZA STUCCO

Per coprire i buchi nelle pareti lasciati dal trapano o da un chiodo o magari tappare degli aloni o macchie ostinate, ecco qualche esempio originale ed economico che vi eviterà di stuccare e imbiancare

In passato abbiamo già parlato di come il dentifricio possa essere un valido alleato per tappare i piccoli buchi nelle pareti. Abbiamo affrontato anche il problema delle macchie e di come il sapone di marsiglia ci venga incontro nella lotta allo sporco più ostinato.

Ma quando i buchi sono tanti, per esempio? Mica si può tappezzare la parete di dentifricio. Se non si vuole spendere soldi in stucco che richiede poi per forza anche un’imbiancata alle pareti, una soluzione molto più economica c’è!

Come vedete, questo dei centomila buchi era proprio il mio caso.

coprire buchi nel muro

Avevo una bellissima lampada firmata Ikea che però faceva poca luce, consumava molto e che ogni due per tre fulminava un faretto. lampade moderneCosì abbiamo deciso di torgliela dalla parete per sostituirla con un’unica grande lampada che facesse più luce e possibilmente consumasse di meno. Provate a immaginare quante trapanate sono state date per fissare questa lampada nella foto a sinistra, larga oltre un metro! Tante. E allora come risolvere?

adesivi personalizzati

Subito ho pensato a degli stickers e fortuna vuole ho trovato la soluzione che facesse al caso mio: un bel mazzo di fiori da poggiare sopra il mobile arancione e poi delle foglie cadenti, assieme alla meravigliosa frase contenuta nel Piccolo Principe (“L’amore non consiste nel guardarsi l’un l’altra bensì nel guardare entrambi verso la stessa direzione).

Ed ecco il risultato finale (scusate la qualità della foto).

adesivi per paretiadesivi per pareti

Questa storia degli adesivi murali mi è piaciuta talmente tanto che ho pensato bene di applicarne anche sul pianerottolo di casa dove c’erano un paio di macchie ataviche di piedate (come le avranno date chi lo sa…).

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Inutile dire che i miei dirempettai ne sono rimasti entusiasti perchè è un decoro semplice ma allo stesso tempo di gran classe.

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Mi permetto di suggerirvi adesivi tutti neri che vadano a ricreare le sagome del soggetto che volete ritrarre, altrimenti il rischio è che prima o poi vi stanchino o che vadano a pasticciare eccessivamente gli ambienti. Penso a un salotto, a una cucina, a una camera da letto.

Questo discorso non vale invece per arredare le camerette dei bambini che devono essere belle colorate, ricche ma comunque anche queste non eccessive, dato che la stanzetta sarebbe il luogo in primis fare la nanna. Il vantaggio degli sticker è che arrivati a un certo punto si possono staccare senza problemi (cosa che probabilmente dovremo fare quando la nostra ragazza troverà un po’ eccessiva la sua stanza delle principesse Disney).

cameretta principesse disney

Se desiderate una cosa più discreta ma allo stesso tempo originale ho trovato questo sito di adesivi personalizzati con ottimi prezzi. Qui sotto qualche esempio che spero possa esservi d’ispirazione (io trovo carinissimo  quello con tutte le foto di Instagram).

sticker personalizzati per camerette

 

TORTA MINION, TUTORIAL FACILISSIMO CON TANTE FOTO

Se state cercando qualche idea per una torta dei Minions, ecco un tutorial semplice che spiega passo a passo come realizzare la vostra torta per una festa a tema Minions.

Torna la nostra Valentina Romano con le sue creazioni golose. Io non so come faccia a essere così brava. Le ho detto un sacco di volte di partecipare al programma Bake Off, quello della Benedetta Parodi, ma lei dice che si vergona. Mah…speriamo cambi idea!

Questa volta ci ha preparato un tutorial per fare una torta dei Minions, i buffi personaggi di Cattivissimo Me (se non sbaglio poi hanno fatto un film solo a loro dedicato, tanto è stato il successo).

Come al solito la Vale ci permette di trasformare ciò che è difficile in qualcosa di facile, grazie alle tanto foto che scatta durante le fasi di lavorazione.

Cominciamo subito partendo dalla letture del post che spiega la ricetta per la pasta di zucchero, ingrediente fondamentale per il cake design. 

Bene, ora potete passare al passaggio successivo: la realizzazione dei Minions che potrete mettere sopra la torta per decorarla.

 

Torta Minion in pasta di zucchero

Creare con la pasta di zucchero  gialla la forma cilindrica tipica dei Minions.
tutorial minion
Stendere la pasta di zucchero blu e creare la forma che vedete in foto: sarà la sagoma della salopette. Applicare il vestito, aiutandovi con della gelatina alimentare e premere la parte in eccesso sul fondo.
torta pasta di zucchero
Tagliare la parte in eccesso del vestito  e con questa creare con dei ritagli di pasta blu, stretti e lunghi, che andranno a formare le bretelle.
vestito minimion
Montate le bretelle.
vestito Minion
Iniziamo ora a montare il Minion partendo dalla scarpa e dalle gambette e ci aiutiamo a sostenerlo con uno stuzzicadenti comericetta nella foto a lato.
Con una pallina di pasta di zucchero nera facciamo i bottoni e con uno stuzzicadenti facciamo tanti forellini sia sui bottoni che sulla tasca
Con degli stampi ad espulsione a forma di cercio ho creato gli occhi.
IL TRUCCO RISPARMIO —>>> Per chi non li avesse basta fare una pallina bianca e schiacciarla, poi create una striscia di pasta di zucchero grigia e la applicate intorno alla parte bianca!
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La parte divertente dei Minions sono proprio le espressioni! Divertitevi a creare quella che vi piace di più, giocando anche con gli occhi: alcuni belli aperti, altri a mezz’asta!
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Per creare la bocca aperta del Minion, prima si disegna con un coltello la forma, si scava e si appiattisce la zona della bocca per poterla riempire con un pochino di pasta di zucchero nera; poi si inseriscono la lingua e i denti!
minion in pasta di zucchero
minions
Per fare le braccia del Minion basta fare un rotolino di pasta gialla, mentre per la mano partite la una pallina di pasta di zucchero nera, create un cono e col coltello fate due tagli sulla parte “cicciosa” del cono! Infine appiattite l’interna manina!
Ed ecco i Minions per la torta del piccolo Armando!
torta Minions in pasta di zucchero
Auguri e buon appettito!
Vostra Valentina Romano
Guarda a questo link tutte le mie creazioni e i miei tutorial

FESTA DEL PAPA’ 20 REGALI CHE LO FARANNO CONTENTO

Manca poco alla festa del papà che quest’anno cadrà sabato 19 marzo . Ho pensato bene di raccogliere qui qualche bella idea regalo dedicata a lui e acquistabili (quasi) tutte sul sito Groupon.

 

Ecco, secondo me, le più interessanti 🙂

Se volete accedere all’offerta vi basterà cliccare sulla descrizine in rosa. Alcune cose sono davvero a buon mercato se paragonate al costo in negozio.

 

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ADOTTARE UN BAMBINO A DISTANZA SENZA FREGATURE

Adottare un bambino a distanza e farlo potendosi fidare di quell’associazione. Perchè se uno lo desidera, quel bambino, lo può andare a trovare. 35 bambini (solo 35!) stanno urgentemente cercando una mamma e un papà che li aiuti nel loro percorso di vita cominciato tutto in salita.

Lo so che è un continuo chiedere soldi. Qui a Milano, la città dove vivo, si comincia subito. Appena esco di casa c’è un ragazzo di colore che stanzia tutte le mattine l’ingresso della metropolitana. Poi quando in metropolitana ci entro ecco che comincia “la sfilata” del disagio: c’è lo zingaro che suona il violino mentre tu vorresti solo dormire ancora quei cinque minuti, c’è la mamma che manda avanti il bambino di cui vi avevo parlato in questo post “Se la colpa è un po’ anche nostra“, c’è anche l’italiano che alle 9 del mattino è già intontito dai fumi dell’alcol e della droga (a proposito, avete notato? Sono sempre più giovani).

E’ dura.

E’ dura per tutti. Perchè nemmeno noi possiamo aiutare tutti.

Però una cosa, almeno una cosa, dobbiamo farla nel nostro piccolo. Personalmente quando devo aiutare il prossimo mi affido sempre ad associazioni riconosciute come quelle di cui vi avevo parlato in occasione della donazione del 5X1000  quando si fa la dichiarazione dei redditi (qui trovate i codici fiscali di associazioni che si occupano solo di bambini).

aiuti in repubblica domenicanaL’adozione a distanza è sicuramente una modalità per fare del bene che ti assicurerà che i tuoi soldi faranno davvero del bene. Ma soprattutto ti garantirà che quei soldi faranno la differenza per quel bambino. A volte una differenza tra la vita e la morte.

Oggi vi parlo di Mission Bambini, un’ associazione che conosco molto bene e che di lavoro fa “solo” questo: aiutare i bambini in difficoltà, stranieri o italiani che siano.

In particolar modo, adesso, sta aiutando i bambini della Repubblica Dominicana, il Paese che noi italiani conosciamo bene per i bei resort, i balli caraibici e il divertimento assicurato.

In quello stesso pezzo di terra baciato da mari cristallini a pochi chilometri da ristoranti che servono cibo a tutte le ore, ci sono 120 bambini poveri che quest’associazione sta seguendo con dedizione e amore. Poveri, anzi poverissimi! 35 di questi aspettano ancora di essere adottati. Non sono tantissimi, 35. Ce la si può fare.

Se volete accompagnare per mano uno di questi piccoli, aiutarlo a crescere più sereno, potete visitare qui la pagina di Mission Bambini. Un giorno, se lo vorrete, potrete anche andare a visitare di persona quel bambino (con quel che si sente in giro, questa è la garanzia che i vostri soldi sono in buone mani!); ogni anno riceverete un paio di aggiornamenti sulla sua salute e su come sono stati utilizzati i vostri soldi.

Penso a questi poveri bambini  a come si sentiranno diversi rispetto agli altri che già ricevono una mano, una lettera dai loro genitori adottivi. Penso alle persone che si prodigano, tutti i giorni, a fargli una carezza, il bagnetto, un sorriso. Tutte cose vitali per la buona crescita di un bambino.

Io ci sono stata in uno di quei resort.

Avevo 20 anni e tutta la vita spensierata di chi ha quell’età. Tuttavia non mi sono fermata alle piscine  e all’animazione ma ho voluto vedere oltre quella coltre di palme. Quell’escursione me la ricordo ancora, come se fosse adesso: chilometri e chilometri di campi di banane e cioccolato, con le nostre jeep prese di mira da questi eserciti di piccoletti che rischiavano di finire sotto le ruote per due caramelle e quattro penne.

Ricordo che a un certo punto avevo finito e non sapevo più che dargli. Avrebbero preso anche le mie mutande sporche se gliele avessi date tanta, in quei luoghi dimenticati da Dio, è la fame. Fame di tutto.

Da domani fino all’11 marzo potrete conoscere da vicino questo centro e questi bambini seguendo l’hashtag #azzeraladistanza e i social di “Una mamma green“, la blogger scelta per vivere questa esperienza a dir poco meravigliosa e che spero di poter vivere anch’io un giorno, magari nella mia Colombia o in un altro Paese che conosco bene, il Brasile, dove anche lì ci sono tantissimi bambini bisognosi, molti dei quali nel tunnel della droga già dall’età di 9-10 anni (pensate che per risparmiare fumano il bazuco, una polvere ricavata da una mattonella piena di elementi chimici tossici, per cui se non muoino di droga, muoiono poi per problemi ai polmoni).

Sono poco più che bambini, dovrebbero profumare di vita e non di morte.

adozioni a distanza

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LE RAGIONI PER CUI IL VALORE DI UNA VITA UMANA DEVE RESTARE INESTIMABILE

La maternità surrogata, di fatto, è una nuova forma di schiavismo, dove il “più forte” approfitta della situazione disagiata di un’altra persona.
Non a caso il 90% di questi ordini di essere umani vengono attuati in zone sottosviluppate o dove comunque la mamma vive sicuramente una situazione di disagio e/o bisogno (economico).
In alcuni casi si tratta di un nuovo tipo di prostituzione, dove la gente anzichè andare a lavorare fa un figlio l’anno. Altro caso limite è quello delle “nonne” che diventano allo stesso tempo mamme, perchè prestano l’utero ai figli senza scopo di lucro (casi discutibili ma ben diversi dalla mera compravendita di essere umani).
Poi ci sono le eccezioni, come quella del ricco ereditiere giapponese cui gli era presa la scimmia di avere tanti figli e non avendo una compagna fissa, li aveva ordinati tutti, anche a distanza di pochi mesi. Ve lo ricordate? Del tipo che aveva un figlio di 3 mesi, uno di 8 mesi, un altro di 10 mesi e così via…
maternità surrogata
 
A 24 anni aveva già 15 figli (uno in arrivo al momento dell’arresto), affidate a 7 baby-sitter, che vivevano relegate in un appartamento bunker di Bangkok. Come lui, tanti altri casi simili, magari meno eclatanti. 
Non credo sia una coincidenza che dal gennaio 2015 la Thailandia, considerata il paese con il rapporto qualità/prezzo migliore quando si parla di madri surrogate, per legge, abbia vietato a tutti gli stranieri l’affitto di un utero da donne locali. Questo la dice lunga sulla situazione insopportabile di sfruttamento e  disumanità che si era creata.
Questa riforma è arrivata anche dopo  il clamoroso caso dei gemmelli nati su ordinazione, di cui uno affetto da sindrome down, rispedito al mittente secondo la formula del “soddisfatti o rimborsati”.
La coppia eterosessuale – perchè il problema della maternità surrogata non è una questione che riguarda  solo gli omesessuali – portò via unicamente quello sano asserendo di ignorare l’esistenza dell’altro gemello (molto credibile, vero? Ma come, non la segui la gravidanza di tuo figlio, le ecografie e tutto il resto?). 
A Pattharamon Janbua, questo  nome della mamma in affitto, di anni 21, dopo gli esami di rito che ipotizzarono la sindrome di down, fu chiesto di abortire. La ragazza che ha già due figli, di religione buddista, si rifiutò. Eccola qui sotto con il bambino che è rimasto con lei, mentre il gemello sano vive con la felice coppietta australiana…brutta storia, comunque la si veda. 
gemelli utero in affitto
 
In questi giorni a tenere banco è la notizia che l’ex governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola, vicino alla sessantina abbia avuto un figlio dal compagno di anni 38. Ho letto da qualche parte che il bambino  sia stato pagato sui 135 mila dollari (dunque una cifra non proprio alla portata di tutti…sarà per questo che la maggioranza andava in Thailandia dove i gemelli di cui sopra sono costati appena 12mila dollari?).

Due parole sul perchè io sono contro la maternità surrogata.

Una cosa  è il bambino orfano di madre/padre perchè magari i genitori sono morti, perchè i genitori sono tossici/battono/violenti/problemi psichici….
Altra cosa è scegliere SCIENTEMENTE che questo bambino non avrà mai una mamma. Anche i bambini adottati, di solito, a un certo punto della loro vita pur considerando genitori quelli che li hanno cresciuti, sentono il bisogno di ricostruire le proprie radici. Accade spesso, di solito durante l’adolescenza, una fase delicatissima e difficile anche quando tutte le tessere sono al posto giusto.
Sapere che tua madre biologica ti ha venduto, tuo padre ti ha comprato, che non hai mai avuto una mamma perchè a monte, per te, era già stato deciso così...beh non lascia indifferenti.
Mettiamola così:  la vita continua per carità, ma diciamo che fra tutte le soluzioni possibili ce ne sono alcune migliori di altre. Premetto che sono a favore di matrimoni, adozioni anche da parte degli omosessuali. Per me ognuno può fare quello che vuole purchè le sue scelte ricadano sulla propria persona, non della vita di altri.
 
Adesso, visto che per me siamo ormai nel campo della fantascienza, voglio fare un pensiero alla Matrix e dirvi che in un futuro non troppo lontano, le assicurazioni sulla vita terranno conto di questo valore. “Se la tua vita è stata pagata 135mila euro, come posso darti 1 milione di euro se schiatti?”. La vita ha assunto un valore ancor prima di cominciare.
Sembra assurdo, ma in fondo la maternità surrogata, cos’è? Non è solo amore ma anche soldi, scambio, contrattazione.
 
A proposito di assurdità, guardate la foto qui sotto.
utero artificiale
Questa è una capra nata in un utero artificiale. Ebbene signori, la donna non serve nemmeno più! E’ una notiza passata un po’ in sordina, dell’estate scorsa ma i giapponesi hanno messo a punto una tecnica chiamata E.U.F.I. (Extra Uterine Fetal Incubation: incubazione fetale extrauterina).
In pratica, l’utero sintetico è in grado di far crescere la vita senza necessità di una donna attraverso dei cateteri, con un sistema venoso, che ricreano la camera amniotica .
Si può fare con le capre perchè non con gli uomini?
Chi sostiene  l’utero in affitto, dovrà appoggiare per forza anche questa tesi. Perchè alla fine la mamma surrogata è semplicemente questo: un contenitore. E allora tanto vale usare una vasca, così ci saranno meno rischi e sofferenze per tutti. Poi però glielo spiegate voi a quel bambino che la sua mamma era una vasca.
Sei d’accordo con questo post? Grazie per condividerlo allora 🙂