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Moda mare e costumi da bagno: come scegliere il migliore per te

Torna l’estate e con essa l’emergenza armadio: cosa metto sulla spiaggia? I bikini triangolo dell’anno scorso sono troppo consumati, troppo piccoli, troppo larghi o semplicemente non corrispondono più al gusto del momento. Ogni anno è sempre la stessa storia ma basteranno pochi accorgimenti per risolvere la questione.

Mai come quest’anno i costumi da bagno da donna sono così attraenti e dettagliati: con fantasie a righe, floreali e tropicali, sono in particolar modo le forme a sorprendere. Sembra che il mood del 2019 prediliga il beachwear di qualità, quello che evidenzia la silhouette e le dona il massimo risalto. La grande varietà di modelli, adatti per tutte le taglie, potrebbe confondere durante lo shopping ma c’è solo bisogno di un po’ di confidenza con le varie tipologie di costumi da donna.

Costume intero o due pezzi? I costumi da donna si dividono in due grandi categorie e ognuna ha il suo modello preferito. Quello intero può differenziarsi nei dettagli (ad esempio, con volant o laccetti strategici per aumentarne la sensualità) ma troverai anche monokini per lasciare intravedere un po’ di pelle nuda.

Il due pezzi ha un ampio margine di differenziamento, dal bikini a balconcino per un effetto push up al bikini a fascia, la scelta è davvero incredibile.

Per l’abbigliamento mare, il consiglio è quello di puntare su capi capaci di esaltare i punti forti e farci sentire comode tutto il giorno. Il costume bikini è una buona idea se vuoi un modello evergreen e sempre attuale ma prediligi il costume a fascia se vuoi abbronzarti in maniera impeccabile, senza segni sulle spalle. Qualora avessi un seno prosperoso o desiderassi aggiungere un po’ di volume, il costume a balconcino è perfetto per sostenere il décolleté e donare una taglia in più.

Vita bassa o alta? Decidi in base ai tuoi fianchi! Quella bassa è adatta a un corpo molto snello e senza le classiche maniglie dell’amore, in quest’ultimo caso opta per la vita alta così da stare comoda e contenere le tue forme generose.

I brasiliani sono degli slip molto sensuali che non lasciano nulla all’immaginazione, potresti abbinarli con top e canotte da spiaggia, seguendo i trend dettati dalla moda mare da donna. Questo outfit sarà semplice e di impatto, adatto a tutte le donne che vogliono differenziarsi dalla massa e focalizzare l’attenzione anche al mare o in piscina.

Per creare il tuo outfit da spiaggia quest’anno puoi anche optare per il mix & match abbinando pezzi individuali così da personalizzare il costume in base alla tua personalità.

Per perfezionare il look, non tralasciare l’amore per accessori e abbigliamento. Anche l’abito da mare sta riscuotendo successo, per variare dai soliti pantaloncini e canotte casual. Quest’anno indossa un copricostume a tinta unita con trama in pizzo o traforata, così da lasciare intravedere il costume sottostante. Il risultato sarà di impatto e curato, specialmente se abbinato con accessori estivi come collane e orecchini con conchigliette, bracciali in legno, cavigliere, cappelli in paglia e occhiali da sole.

PRESTITO PER L’AUTO NUOVA E FINANZIAMENTO DALLA CONCESSIONARIA, PERCHE’ NON MI FIDO

Non è un mistero che da anni diciamo di voler cambiare l’auto.

Il primo post, in tal senso, risale a 5 anni fa quando avevamo l’Audi A2 che abbiamo poi rivenduto a nemmeno 1000 euro tramite il sito Noicompriamoauto.

Per quanto fosse una  macchina esteticamente ancora molto bella era ormai vecchia – immatricolata nel 2001 – con così tante magagne al motore che per rimetterla a posto ci sarebbero serviti 3mila euro. Capirete che non ne valeva la pena. 

La provvidenza nel frattempo ci ha fatto arrivare in dono una Lancia Musa usata del 2005. La moglie di mio padre ha cambiato auto e ci ha regalato la sua. Anche l’Audi, a dire il vero, era sua…

Adesso non possiamo più sperare in nuovi cambi d’auto, poiché ha deciso che le è più conviente avere un’auto in affitto.

Dunque il momento di comperare una nuova auto sembra finalmentearrivato!

Non abbiamo più scuse, se non quella dei soldi…che poi tanto una scusa non è, a dirla tutta.

La Lancia Musa era perfetta fintantoché eravamo in 3 ma da quando la famiglia si è allargata, un’auto più grande ci farebbe davvero comodo

chicco trio bagagliaio lancia

Il punto è che i seggiolini auto occupano un sacco di spazio e quelle volte che capita di avere dietro anche mia mamma, diventa davvero complicato. Anche fare la spesa non è semplice, perché quando comperi una box di pannolini e due casse d’acqua, il bagagliaio è praticamente già pieno. Per non parlare del passeggino…

Quindi, idealmente, staremmo cercando una macchina grande ma non troppo lunga perché abitando a Milano le dimensioni sono importanti per trovare parcheggio facilmente.

Trovo carini quei minisuv da città, un po’ alti dato che in famiglia siamo tutti degli stangoni. Naturalmente deve avere 5 porte.

Esteticamente, invece, non amo le carrozzerie troppo aggressive ma mi piacciono quelle con i fanali un po’ tondeggianti.

Ma conviene davvero comperare un’auto usata?

La risposta è sì perché, com’è risaputo, il mercato automotive è tra quelli che si svalutano più in fretta.

Un’auto nuova, dopo nemmeno un mese vale poco più della metà. Forse, semplicemente, perché è sospetto che uno voglia sbarazzarsi di un’auto muova dopo appena un mese?

Chissà, me lo sono sempre chiesto…

La soluzione delle auto a kilometro zero è l’alternativa che mi dà più garanzie. Ovvero quelle auto aziendali, usate pochissimo oppure  usate dalle concessionarie per far fare le prove giro ai clienti. Sono praticamente nuove ma hanno degli sconti davvero importanti

Purtroppo le nostre finanze attuali non ci permettono di acquistare un auto nuova e nemmeno usata sull’unghia.

Una spesa che azzererebbe  tutti i nostri risparmi in un sol colpo. Ed è una cosa che non possiamo fare dato che siamo genitori di due bambine e gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo (come per esempio le spese condominiali straordinarie che ci attendono l’anno prossimo).

Sarà anche che l’auto la usiamo molto poco, per cui sicuramente non è tra le nostre priorità.

Tuttavia non è una cosa così impossibile. Ho dato un’occhiata alle valutazioni delle auto usate sul mensile Quattroruote e con 10mila euro si possono comperare dei modelli davvero interessanti e nemmeno troppo vecchi.

prestito auto usata

Per i soldi potremmo chiedere un finanziamento, ma personalmente eviterei di farlo tramite la concessionaria. Per un semplice fatto: non mi fido! Avrete sentito parlare della multa dell’Antitrust nei confronti delle case automobilistiche che –  in accordo con le finanziarie –  avevano fatto cartello per tenere i tassi d’interesse più elevati  rispetto a quelli dettati dalla Banca Centrale Europea.

In pratica le persone che hanno acquistato un’auto con queste modalità tra il 2003 e il 2017 hanno pagato più del dovuto. Si è trattato di una vera e propria truffa ai danni del consumatore. A tal proposito siete sempre in tempo a chiedere il rimborso per i soldi pagati in più (qui a questo link sono descritte le modalità per prendere parte alla class action attivata dal Altroconsumo: https://www.altroconsumo.it/azioni-collettive/finanziamenti-auto ).

Oggi, grazie a internet, è possibile richiedere prestiti molto convenienti rispetto a un tempo. Per esempio, facendo la prova sul sito Younited Credit con un finanziamento di 11mila euro in 3 anni con Taeg 4,95% e Tan 3,75 viene fuori una rata mensile di 328,89 e un importo totale dovuto di 11.840 euro. In pratica l’auto ci costerebbe 800 euro in più, ovvero poco più di 260 euro di interessi l’anno.

L’erogazione del credito avviene completamente online tramite bonifico bancario, i documenti richiesti sono un documento personale e le ultime due buste paga;  una volta inseriti tutti i documenti la risposta avviene in appena 24h. Va da sé che chi ha un passato da  cattivo pagatore non può essere finanziato. Cliccate qui di seguito se volete fare delle simulazioni di prestito con la cifra di vostro interesse. :

Dato che dal prossimo settembre non avremmo più la rata del nido perché Tiara comincerà la materna, forse è la volta buona che la famiglia Risparmio abbia una macchina nuova (usata)? 😊 Intanto mio marito continua a sognare scattando foto alle auto lussuose che parcheggiano davanti al suo ufficio, dove c’è un noto albergo cinque stelle milanese…

SPANNOLINAMENTO VELOCE, la guida: cosa serve, come fare

Missione spannolinamento, vasino e riduttore, quale scegliere? Cosa è importante guardare prima di comperare, evitando di farsi tentare solo dall’estetica.

Anche per Tiara è arrivato il tanto atteso momento dello spannolinamento. Il 21 giugno ha compiuto due anni e mezzo ed è dunque pronta a togliere via il pannolino. Gli esperti dicono che i bambini sarebbero pronti a levare il pannolino intorno ai due anni e in effetti, col senno di poi, avrei potuto tentare già lo scorso dicembre.

Il periodo migliore per togliere il pannolino? Primavera – estate

Il fatto che fosse pieno inverno mi ha disincentivata. Non è un mistero che sia più facile togliere il pannolino con la bella stagione, dato che i bambini si sporcheranno più volte al giorno. L’ideale è lasciarli completamente senza pantaloni affinché realizzino chiaramente che dei loro organi genitali fuoriesce qualcosa di liquidò e di solido e che provoca fastidio e disagio.

A Flor, la mia prima figlia, ho tolto il pannolino a tre anni, rendendomi poi conto che in realtà sarebbe stata pronta ben prima. Ci ho messo non più di una settimana. Se avete bisogno di più tempo probabilmente, state sbagliando qualcosa. Qui vi lascio un video con suggerimenti ed errori sullo spannolinamento.

Con Flor ero alla mia prima esperienza di mamma e dunque ero un po’ timorosa nell’affrontare questo momento, pensando a quanto tempo avrebbe impiegato la mia bambina ad abituarsi senza pannolino.

Sbagliavo.

Come sempre le paure ci bloccano senza un vero perchè dato che nella realtà le cose sono molto più semplici di quelle che ci immaginiamo.

Cosa serve per fare lo spannolinamento?

  • Può essere utile un vasino (ma non per forza necessario)
  • Sicuramente un riduttore (questo sì è necessario e lo userete per almeno un biennio).

Il vasino che utilizzerò sarà quello che ho usato con Flor: un modello a forma di papera di Ok Baby che onestamente non tornerei a comperare. Uno, perchè la bimba non lo ha praticamente usato, preferendo fin da subito il wc; due perchè l’ho trovato scomodo e piccolo per le sue gambine lunghe.

Quale vasino e riduttore comperare? Consigli e opinioni da mamma bis

I bambini amano imitare i grandi, soprattutto i genitori. Quindi è più facile che il piccolo sia attratto dal water piuttosto che dal vasino. Speravo che il vasino a forma di papera potesse divertirla, invece no.

Noi genitori facciamo spesso questo errore: guardiamo più all’estetica che alla praticità. Questo vasino La mia Prima Toilette della Fisher Price sembra molto carino in effetti (ed è per questo uno dei modelli più venduti tra i vasini), ma siamo sicuri valga la pena spendere 60 euro per un oggetto che forse non useremo?

vasino-fisher-price-finto-wc

Per evitare di sbagliare esistono delle guide online che mettono in luce i punti di forza e le debolezze dei prodotti più venduti.

Ora, ad esempio, devo acquistare un nuovo riduttore poiché quello utilizzato con Flor è stato buttato via (era di seconda mano),  esasperati dal fatto che suonasse in piena notte senza un perché…non vi dico che paura la notte (come se non bastasse, avevo appena finito di guardare il film “Paranormal Activity”)!

Ma è davvero necessario che un riduttore suoni per allietare il bambino mentre fa la cacca?

Con la consapevolezza di una mamma bis, oggi so per certo che per un riduttore è più importante essere comodo che bello.

Prima di lanciarvi in un acquisto online, studiate la materia poichè le recensioni così come le posizioni dei prodotti presenti non sempre corrispondono all’oggetto con il miglior rapporto qualità prezzo.

Prima di acquistare un vasino potete farvi un giro su questi siti tipo Habu.it che velocemente vi spiegano cosa guardare e cosa no. Ci sono diverse categorie tra cui quella dedicata ai bambini e alla puericultura.

Il mio consiglio numero uno quando si tratta di acquistare un riduttore è quello di essere sicuri che abbia i manici laterali, sui quali il bambino possa poggiare le manine. Questo piccolo accorgimento è fondamentale per evitare che venga in contatto direttamente con l’asse del water.

Non a caso nella sezione dedicata alla scelta dei riduttori wc, fra quelli attualmente recensiti (in futuro potrebbero cambiare in base ai trend di vendita), quello che più mi ha convinto è quello di Chicco che ha una seduta morbida e le famose maniglie. Il famoso rapporto qualità prezzo tuttavia non sempre è premiato, poichè l’estetica – soprattutto tra i neogenitori – ha ancora la meglio. Come potete notare nell’immagine sotto, la paperella sembra avere un appeal irresistibile… ecco perché per certi acquisti è bene farsi guidare da chi ci è già passato.

riduttori wc a confronto

QUALE CIUCCIO E’MEGLIO? GUIDA ALLA SCELTA, LA TRY-ME BOX

Come scegliere il ciuccio? E’ vero che fa venire i denti storti? Meglio in caucciù o silicone? Perché dopo i 3 anni è meglio che non lo usi più? Ho realizzato questa guida con l’aiuto di uno dei massimi esperti in Igiene dentale per capire cosa sia vero e cosa no. In più vi parlo di una novità molto smart da poco sul mercato: la Try-Me Box di Chicco, che lascia scegliere i neonati e fa stare tranquilli noi genitori

Sei anni di blog e ho sempre sentito tanti pareri diversi quando si parla di ciucci.

A cominciare dal nome: chi lo chiama succhietto, chi gommotto, chi appunto ciuccio.

C’è chi poi asserisce che faccia venire i denti storti, chi invece è sicuro  del contrario.

Poi c’è chi sostiene che il succhietto vada dato sin da primi giorni di vita del piccolo “perché poi non lo prende più”, chi attende – come del resto suggeriscono le linee guida – che sia trascorso almeno un mese per essere sicure che l’allattamento sia ben avviato.

Insomma essendo il ciuccio oggetto di continuo dibattito e al centro dei principali interessi dei neo-genitori, ho approfittato dell’occasione che mi è stata data da Chicco di partecipare a una tavola rotonda guidata dal professor Luca Levrini, presidente vicario corso di laurea Igiene Dentale Università degli Studi dell’Insubria. Ho raccolto alcune delle domande che mi avevate posto sui social e me ne sono fatta portavoce.

Prima di rispondere, alcune doverose premesse per capire perché il ciuccio o meglio la suzione sia così vitale per un neonato.

La suzione nel neonato, perchè è vita ed emozione

La suzione tranquillizza il bambino tant’è che già dalla 17esima settimana di gestazione  è possibile notare il feto succhiare. Succhiare non gli permette solo di alimentarsi ma anche di sviluppare la cosiddetta intelligenza emotiva.

Quando nasce, il neonato non percepisce la divisione con la mamma e sente di essere una sola cosa con lei. La suzione è espressione di questo legame.

Non stupisce, quindi, che il 77% dei bambini trovi gratificante usare il succhietto.

Normalmente questa esigenza primaria di succhiare dovrebbe esaurirsi attorno ai 36 mesi.

Che cos’è il succhietto e perché è così importante per un bambino

È un oggetto transizionale che aiuta il bambino a superare con meno stress i primi momenti di distacco dalla mamma.

Oltre a questo,  la letteratura scientifica ha dimostrato altri benefici derivanti dall’uso del succhietto:

  • Riduce il rischio di SIDS
  • È in grado di ridurre il dolore nelle manovre invasive di pronto soccorso o, per esempio, durante le vaccinazioni (non è un caso che gli americani lo chiamino “pacifier” perché dona pace ai bambini e, di conseguenza,  anche agli adulti).
  • Riduce l’eventualità che il bimbo si succhi il dito

Per tutte queste ragioni, possiamo dire che il succhietto porta dei benefici , ma a patto che lo si utilizzi nei tempi e nei modi corretti. E che abbia la forma giusta.

Quando è meglio proporre per la prima volta il succhietto

  • Come specificato in tutte le linee guida è opportuno proporre per la prima volta il succhietto solo dopo il buon avviamento dell’allattamento naturale . Questo perché il neonato deve attaccarsi bene al seno che a sua volta deve essere stimolato a sufficienza per calibrare la produzione di latte (e in questo il ciuccio potrebbe interferire perché il bimbo potrebbe stancarsi non succhiando con il giusto vigore il seno).

QUANDO NON DARE IL CIUCCIO

  • Vietato dare il ciuccio quando il bambino ha l’otite perché va a stimolare proprio quella parte, andando a peggiorare la situazione
  • L’uso del ciuccio è da interrompere ai tre anni.

E’ vero che il ciuccio fa venire i denti storti?

forma del ciuccio quale migliore

Tutto dipende dalla forma: se pensata per aderire perfettamente al palato e per guidare la lingua nella corretta posizione (in avanti e in alto) è sicuramente di supporto al corretto sviluppo del palato. Da evitare, invece, le forme troppo tondeggianti e dritte.

Qual è la forma migliore per un ciuccio?

Tutte le volte che il bambino deglutisce poggia la lingua sul palato, stimolando la crescita del mascellare superiore…

ciuccio danni denti

La forma corretta del succhietto deve guidare la lingua nella corretta posizione, avanti e in alto. Per questo è importante che abbia una forma inclinata all’insù per aderire bene al palato e permettere alla lingua di spingere correttamente sul palato.

Ogni quanto bisogna cambiare il ciuccio?

Il ciuccio va sostituito circa ogni due mesi

Che differenza c’è tra il ciuccio in caucciù e quello in silicone? Quale è meglio?

Il caucciù è un materiale naturale, sicuramente più elastico rispetto al silicone e quindi più morbido al tatto e più soggetto a cambiare dimensione. Il silicone, invece, è igienico e indeformabile ma con una sensazione tattile diversa dal caucciù. Entrambi i materiali sono sicuri, è il bambino che può avere una preferenza per l’uno o per l’altro.

Quando è meglio togliere il ciuccio?

In linea di massima il bambino a tre anni dovrebbe aver abbandonato il ciuccio. Per questo il suo processo di limitazione dovrebbe cominciare attorno ai 24 mesi così che il passaggio a 36 mesi sia meno traumatico (“Quando sei in cucina il ciuccio non lo usi…quando giochi non lo usi…ecc. fino ad arrivare all’ultimo step: lo usi solo per addormentarti”). L’ideale è toglierlo in vacanza, in un momento sereno di spensieratezza, quando i genitori sono più disponibili e…non in situazioni di cambiamento che possono produrre stress (cambio casa, scuola, arrivo di un fratellino/sorellina,..)

Meglio dito in bocca o ciuccio?

Decisamente ciuccio. Il dito in bocca, oltre a rendere più complicata una limitazione nel tempo, porta con sé il rischio di infezioni legate alla macerazione della pelle. Inoltre non è anatomico e quindi rischia di produrre maggiori danni..

La tavola rotonda aperta a noi mamme blogger è stata l’occasione per presentare la novità di casa Chicco, studiata ancora una volta dall’Osservatorio Chicco che, ascoltando le esigenze di mamme e bambini, mette insieme i massimi esperti del settore per studiare e sviluppare il prodotto nei più piccoli dettagli.

ciuccio physioforma chicco opinioni

Così, anche per i succhietti Chicco ci sono stati negli anni studi approfonditi che hanno dato vita a Chicco Physioforma.

Tutti i ciucci di casa Chicco ora si chiamano così, con un unico nome che evidenzia come la forma sia unica e uguale per tutti e sviluppata in modo tale da supportare  il corretto sviluppo ortodontico, oltre alla respirazione fisiologica (quella dal naso). A cambiare sono i materiali, il design e le misure, diverse a seconda della fascia di età del bambino.

Physio in greco significa “natura” dato che l’obiettivo primario per Chicco è stato quello di riprodurre una forma naturale che non interferisse con lo sviluppo della bocca, anzi lo supportasse correttamente; Chicco PhysioForma una volta in bocca aderisce perfettamente sul palato. Anche le rughettine sulla punta della tettina del ciuccio sono volte a riprodurre le naturali rugosità presenti sul palato.

Geniale poi lo starter kit che in un’unica box racchiude tre modelli di succhietti Chicco PhysioForma 0 M+. Chi non ha speso fior fiore di soldi prima di trovare il ciuccio gradito al piccolino? Con la Try-Me Box – questo il nome in commercio, prezzo consigliato 9,90 euro – oltre a risparmiare, è possibile avere sottomano il gommotto in caucciù, quello in silicone e il modello Micrò, il più piccolino della gamma con mascherina ultraleggera.

Ecco come si presenta la Try me box di Chicco

Tre succhietti unici nella forma – PhysioForma – per la tranquillità dei genitori ma diversi nei materiali e nel design dello scudo per far scegliere al bambino il suo preferito in quel momento. Per scoprire nel dettaglio tutta la gamma dei succhietti Chicco Physioforma visitate il sito https://www.chicco.it/succhietti/physio-forma.html

RISPARMIARE SULL’ ABBIGLIAMENTO DEI BAMBINI NUOVO E USATO, I CONSIGLI DI MAMMARISPARMIO

In questi anni di blog tantissime volte mi avete chiesto come risparmiare sugli abiti dei bambini. Capisco perfettamente le vostre richieste perché i vestiti dei bambini costano moltissimo in proporzione alla stoffa utilizzata e se teniamo conto che alcuni di questi si usano pochi mesi l’anno e poi diventano stretti in un batter d’occhio, vien da non dormirci la notte (ok…forse sto un po’ esagerando ).

COME RISPARMIARE SUI VESITI DEI BAMBINI

Vale sempre la regola di comperare sempre almeno una taglia in più; due taglie, del resto, sarebbero eccessive se non vogliamo farli sembrare  degli spaventapasseri.

Ovviamente l’abbigliamento usato bambino resta l’opzione più economica in circolazione. Che decidiate di affidarvi a un negozio specializzato in vendita usato bambini – dove magari potete lasciare anche i capi che non vi servono più in contovendita – o che vi arrivi un bel pacco dall’amica della sorella del vicino che ha partorito tre anni fa (tutti conosciamo qualcuno che non vede l’ora di sbarazzarsi di quei cumuli ingombranti di vestiti che non servono più), in ogni armadio di una Mammarisparmio c’è un po’ di abbigliamento bimbo di seconda mano.

Guardate che scarpette che ho preso a Flor al mercatino di beneficenza delle suore: mocassino Tod’s, stile british in vera pelle a soli 3 euro! Sono praticamente nuove.

scarpe tod's scontate

Adesso vanno anche tanto quei siti dove è possibile scambiarsi scatoloni di vestiti usati tra mamme a fronte di un abbonamento annuo. Ve ne ho parlato non molto tempo fa su Instagram; loro si chiamano ZeroC.

COMPERARE VESTITI NUOVI PER BAMBINI SPENDENDO POCO, COME FARE

Se avete il lecito desiderio di avere anche degli abiti nuovi per il vostro bambino, oltre ai soliti nomi arcinoti marchi come H&M e Kiabi che vendono abbigliamento low cost da bambini che io definisco “da battaglia” – perfetto per andare al parco per esempio – ci sono altri modi per risparmiare sull’abbigliamento per bambini.

Anche perché diciamoci la verità: magliette, leggings, pantaloncini di questi marchi economici per bambini, difficilmente sono rivendibili poiché si usurano molto, quand’anche non si bucano sulle ginocchia. Del resto non possiamo nemmeno pretendere troppo, dato il prezzo davvero basso.

Il punto è che a prezzi leggermente superiori possiamo trovare delle ottime occasioni; con un piccolo escamotage che sto per dirvi avrete abiti di qualità nettamente superiore che, un domani, riuscirete a rivendere senza problemi a un prezzo decente.

È la cosiddetta circular economy di cui giustamente si fa un gran parlare, soprattutto per la salvaguardia dell’ambiente. 

ABITI DI MARCA PER BAMBINI SCONTATI, ECCO COME

Il consiglio risparmio per acquistare capi di abbigliamento nuovi è rappresentato dalle cosiddette flash-sales, di cui avevo parlato anche in occasione della mia partecipazione a Detto Fatto dove avevo raccolto la sfida degli autori di vestire un’intera famiglia con 50 euro. Ovviamente, al di là della cifra, il pretesto era quello di parlare ai telespettatori dei diversi modi di risparmio in fatto di vestiario.

Clicca qui per vedere il mio intervento alla trasmissione Detto Fatto

Alcuni dei trucchi per risparmio erano i seguenti.

swap party ovvero incontri in cui le persone portano abiti e accessori in buono stato che non usano più e li scambiano con altri (dove e quando li trovate in siti dedicati come per esempio questo che segnala gli swap party che si tengono a Milano cadenzialmente oppure nei gruppi Facebook dedicati al risparmio)

iscriversi sempre alle newsletter dei negozi fisici e online, ai vari club e tessere fedeltà per approfittare degli sconti dedicati esclusivamente ai titolari

– tenere d’occhio le vendite flash dei siti che vendono a tempo

Apro una parentesi proprio su questo ultimo punto perché non tutti conoscono questa possibilità.

COSA SONO LE FLASH SALES E DOVE SI TROVANO

Così come nel mondo fisico anche in quello virtuale esistono gli outlet. Ce ne sono altri più convenienti di altri. Quali sono chiedendo?  Quelli che vendono vi starete un prodotto ribassato solo per un determinato periodo di tempo ovvero solo per qualche giorno.

abiti di marca scontati outlet online

Questi outlet online, di solito, trattano molti marchi. Provate a pensare ad un outlet come Serravalle o Vicolungo, però online e con vendite limitate a pochi giorni.

Ora guardate quanti abiti nuovi per le mie bambine sono riuscita a ordinare sul sito di Zalando Privé. Tutti sicuramente conoscerete il sito Zalando, ma sapevate che ha anche una sezione dedicata alle vendite flash con prezzi ancora più bassi? Il sito si chiama Zalando-prive.it

abitino rosso bambina
abiti bambini scontati
Flor tiene le manine così perchè dice che questo maglione è come quello dei carcerati. Lei è dietro le sbarre!

PERCHE’ I SITI DI VENDITE FLASH RIESCONO A FARE QUESTE OFFERTE

  • trattano collezioni passate,
  • rimanenze di magazzino da smaltire
  • e perché  soprattutto hanno pochissimo magazzino.

In pratica fanno da intermediari. Lo svantaggio è che c’è da aspettare un po’ per ricevere la merce perché, appunto, devono prima farsi inviare i vostri ordini dal produttore e in un secondo momento recapitarvelo. Su questi siti non vendono solo vestiti ma anche accessori come scarpe, borse od occhiali.

Le ottime scarpine Falcotto a meno della metà del prezzo di vendita

Se volete ricevere in tempi più rapidi la merce, dovete selezionare quei capi dove c’è l’opzione “spedizione in 5 giorni”, perché un po’ di magazzino c’è sempre per quelle cose che sono sicuri di vendere.

vestiti di marca scontati per bambini

Altro trucco per risparmiare è quello di comperare fuori stagione. Come vedete io ho acquistato dei maglioni anche se siamo in estate; persino due maglioni di Natale perché è tradizione farci la foto con il Christmas Jumper.

Come sempre ho scelto praticamente tutto per le bambine e giusto un abito per me…ma noi mamme siamo davvero tutte così? 

ARREDARE CON MOBILI INDUSTRIALI SPENDENDO POCO

Se state cercando consigli per arredare la vostra casa con mobili in offerta dallo stampo industriale o minimal siete nel post giusto. Ecco le dritte per non sbagliare evitando così di buttare via i soldi

Ho vissuto 7 anni in un loft e qui potete leggere il post dove vi mostravo la mia casa moderna. Mio padre pure abita in un loft open space. L’edificio dove stavamo, infatti, era un’ex fabbrica di biciclette poi convertita in abitazioni. Del resto qui a Milano ci sono tantissime soluzioni del genere, appartamenti di stampo industriale dalle ampie metrature che meritano un arredamento ad hoc.

L’arredamento per i loft, di solito, è pensato per occupare spazi grandi; per cui si tratta spesso di pezzi ingombranti come questa lampada o come questa libreria.

lampada piantana obliqua
libreria stile industriale
Fonte www.p-i-b.it

Ma non è detto poichè adesso ci sono loft anche molto piccoli, ricavati da negozi a piano terra che sono stati trasformati in abitazioni. In questo caso si può sempre pensare a un arredamento in stile loft, meglio se minimal con pochi pezzi ma d’effetto.

Da quando mi occupo di fotografare e scrivere di case e mi capita per questo di visitare dimore ultra lussuose, ho imparato ad apprezzare ancora di più lo stile minimal di alcuni mobili di ispirazione scandinava: essenziali, mai eccessivi, funzionali, eleganti e versatili allo stesso tempo.

Sul sito di arredamento online Pib ci sono diverse soluzioni in tal senso. Non hanno una scelta vastissima ma pochi pezzi altamente selezionati a prezzi molto più bassi rispetto al negozio di design con vetrina su strada.

arredamento minimal loft

Tornando all’arredamento industriale, non è detto che questo sia destinato esclusivamente ai loft o agli open space. Una tendenza ormai consolidata infatti è quella di mischiare diversi stili tra loro. L’aspetto difficile è quello di riuscire a trovare l’amalgama perfetta poichè il rischio di strafare è sempre dietro l’angolo. Meglio quindi non eccedere nelle forme e concentrarsi su tre, quattro tonalità al massimo di colore; meglio ancora sarebbe scegliere due tonalità e declinarle poi nelle varie sfumature, accessori e biancheria per la casa compresi. Nella foto qui sotto, per esempio, il libro azzurrino, la borsa blu scuro di Air France, il tappeto blu cina e il divano color carta da zucchero non sono certo un caso…

Se non avete grosse possibilità economiche per cui acquistare non potete contare sulla consulenza di un architetto, puntate su un unico pezzo forte come il tavolino qui in basso – un insieme di diversi sgabelli – oppure il tavolino con ruote che ricorda una vecchia carretta.

mobili design loft

Altra cosa: puntate sulle tonalità chiare e il legno – un classico che difficilmente delude – come il rovere, il faggio più facili da abbinare. E’ vero che le pareti e i mobili scuri rendono gli ambienti molto chic ma è anche vero che se non si sanno abbinare con gusto rischiano di appesantire tantissimo l’atmosfera.