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L’UTILIZZO DEL CBD IN CUCINA

Il CBD è una sostanza caratterizzata da molteplici pregi per l’uomo e il suo organismo. Utilizzata come antiossidante, rilassante e antinfiammatorio; essa si distingue per altre numerose proprietà interessanti. In realtà, essendo un derivato della cannabis, il CBD viene comunemente consumato sotto forma di e-liquid o d’olio. Ciò nonostante, è possibile impiegare il CBD anche in cucina. Ma attraverso quale metodo si assume?

Integrare il CBD con sostanze grasse e olii


Uno dei procedimenti più diffusi, per giovare dei benefici del CBD, è integrare il fitoccanbinoido nell’ alimentazione. Molti
scelgono di assimilarlo ad olii o alle sostanze grasse. Infatti, il CBD è liposolubile. Conseguentemente sarà possibile combinare
il composto con grassi sani come: l’olio di cocco, il burro chiarificato, l’olio di oliva, il burro vegetale, il burro di cocco, ecc.
Pertanto, il CBD può essere usato per qualsiasi ricetta culinaria.
Per coloro che amano i gusti speziati, è consigliabile aggiungere del chili o dell’aglio.
Inoltre, prima di utilizzare l’olio di CBD, è necessario agitare bene il contenitore, affinchè la sostanza sia perfettamente
incorporata.

Aggiungere il CBD ai piatti preferiti


Per i grandi fan del CBD, quale modo migliore se non combinare il composto ai tuoi piatti preferiti?! La miscela sarà molto
saporita. Ma dovresti già sapere come procedere e soprattutto con quale genere di pasto sarà possibile una tale combinazione.
Il CBD può essere miscelato con qualsiasi tipo di pasto, alimenti senza grassi compresi. Tuttavia, alcuni preparati sono
particolarmente più sensibili all’incorporazione del CBD.

È il caso, ad esempio, delle uova strapazzate, della
vinaigrette, del guacamole, della pizza, del sugo per la pasta, della zuppa, del purè di patate
. Queste sono tutte ricette culinarie a cui puoi includere il CBD per un’esperienza di gusto unica.
Oltre al sapore che il CBD emanerà nel tuo piatto, potrai godere di tutte le virtù che esso offre. Inoltre, quando il preparato in
questione conterrà poco grasso, sarà necessario assicurarsi di sbatterlo bene in modo che il CBD venga distribuito bene in tutto
il piatto.

Il CBD in pasticceria


Oltre ai grassi e ai cibi normali, il CBD è funzionale anche nella preparazione di dolcetti zuccherini. Quindi, se non vuoi
consumare il tuo cannabidiolo durante il pranzo o come parte del tuo piatto principale, non devi preoccuparti. Può trovare posto nella merenda o nel dolce.
Puoi aggiungerlo alle tue torte, biscotti, caramelle, cioccolato, nei brownies, nelle gelatine.
Inoltre, il CBD può essere integrato nei frullati. Come molte altre piante, è piacevolmente gustoso se consumato come infuso. A
scopo precauzionale, si consiglia di prestare attenzione al dosaggio, indipendentemente dalla forma in cui viene consumato il CBD.


IL CHIAMA ANGELI, LE VERITA’ CHE NON SAI SUL GIOIELLO PER IL PANCIONE

Quando ero in attesa della mia prima figlia, non ho avuto un Chiama Angeli, anche se mi sarebbe piaciuto molto.

Mio marito non me ne regalò uno e, personalmente,  credo che questo gioiello debba essere ricevuto in dono. Ma all’epoca eravamo troppo “poveri” per concederci degli extra, entrambi disoccupati e dunque molto preoccupati per quello che sarebbe stato il nostro futuro, anche economico, con l’arrivo della bambina; eravamo molto concentrati sull’acquisto di beni essenziali e cercavamo quindi di spendere il meno possibile.

Quando però sono rimasta incinta la seconda volta, fortunatamente le cose si erano sistemate perchè mio marito aveva trovato nel frattempo lavoro. Così, appena superato il terzo trimestre – così, anche un po’ per scaramanzia dato che la gravidanza precedente era sfociata in un aborto- ho chiesto a mio marito di regalarmi un Chiama Angeli.

E devo dire che è stato particolarmente esoso, forse memore delle privazioni passate, me ne ha regalato uno bellissimo, a forma di ciuccio, in oro rosa. Vi piace?

Non lo sapevo ma il Chiama Angeli ha una tradizione che arriva da lontano, dal Sudamerica per la precisione, il continente di mio marito che è colombiano.

A CHE COSA SERVE UN CHIAMA ANGELI? QUALE SIGNIFICATO HA?

Si dice che il tintinnio generato dal campanellino presente all’interno del gioiello richiami gli angeli, e in particolare l’angelo custode del piccolo, proteggendolo e prendendosi cura di lui nel suo viaggio verso la vita terrena.

C’è da dire che gli angeli, comunque la si pensi, non sono una prerogativa della religione cattolica ma appartengono un po’ a tutti i Credo.

Per chi fosse completamente agnostico, segnalo che il suono dolce e sinuoso dei Chiama Angeli viene percepito anche dal feto all’interno del ventre materno.

Dunque, quella che appare una semplice collana, in realtà è molto di più: una vera e propria compagnia per il piccolo che, una volta nato, sarà in grado di riconoscere quel suono anche all’esterno.

La sensazione di ritrovare un suono familiare dona al piccolo sicurezza e pace, soprattutto nei primi mesi quando i bambini hanno bisogno di un ambiente ovattato.

I Chiama Angeli dicono che siano utili anche per regolare i ritmi sonno-veglia del bambino all’interno del pancione. Questo accade perché, quando la mamma si sdraia per dormire, il bambino non sente più il suono e capisce che è il momento di fare la nanna.

Non sono però troppo convinta su questo punto, è qualcosa che ho letto  e che mi limito a riportarvi. Quando sarete incinte, mi direte se i vostri bambini, di notte, fanno i bravi e vi lasciano dormire oppure no. Con me non ha funzionato.

Le collane Chiama Angeli sono soprattutto un accessorio, diciamocelo, da esibire con orgoglio su quel pancino che cresce giorno dopo giorno fino a diventare un bel pallone rotondo.

Possono essere di diverso materiale: in argento, in oro o platino sono le varianti più costose ma poi ci sono anche quelle più economiche.

I Chiama Angeli di bigiotteria sono altrettanto belli, per cui anche se avete possibilità economiche ridotte e non volete spendere molto, sappitate che oggi ci sono diverse possibilità per acquistare un Chiama Angeli a poco prezzo.

Nel 2012 purtroppo la scelta non era così vasta e soprattutto di qualità e per questo alla fine ho desistito nel chiederne uno in regalo. Se pagavi poco, ti ritrovavi con qualcosa di veramente brutto tra le mani, quella che potremmo chiamare la “classica cinesata”.

CHIAMA ANGELI ECONOMICI E PERSONALIZZATI

Oggi invece potete trovare Chiama Angeli di buona fattura, originali, con offerete vantaggiose. Quando ero incinta io, diversi anni fa, me la sognavo tanta scelta…oggi c’è persino la possibilità di farsi confezionare un Chiama Angeli personalizzato ! Ecco alcuni modelli che mi sono piaciuti particolarmente.

Per chi ama il mix tra oro e argento.

Sulle medagliette è possibile mettere le inziali del bambino che nascerà o incidere le iniziali di mamma e papà.

Ci sono Chiama Angeli più articolati: questo sembra arrivare direttamente dallo spazio, dal Pianeta dove riposano i bambini prima di nascere.

Oggi custodisco il mio Chiama Angeli con amore pensando a quando un domani saranno le mie figlie ad aspettare un bambino. E allora sarò io a regalare loro questo gioiello dal valore inestimabile dal punto di vista affettivo, che rappresenta una commistione tra la mamma e il bambino, un legame tra loro, tra il mondo esterno e quello interno, fatto di onde sonore colme d’amore capaci di attraversare il nostro corpo.

Simbolicamente passerò questo “filo” – così lo chiamiamo a casa, e presto capirete perchè – a una delle mie bambine, perchè un giorno possano a loro volta fare lo stesso gesto con i loro figli.

Flor, la mia prima figlia, dice che c’è un filo invisibile che lega tutte le famiglie, cuore con cuore; un filo che mai si spezzerà, anche quando andremo in cielo e saremo noi a diventare degli Angeli. Questo sopra è il disegno che ha fatto durante l’ora di religione lo scorso anno, in seconda elementare. Anche se uno non è credente, trovo che lo studio della religione sia sempre una bella opportunità per conoscere anche altre culture diverse. Non si studia più, infatti, solo la religione cattolica come ai miei tempi. Oggi durante l’ora di religione vengono, in primis, insegnati valori universali come fratellanza, amore e misericordia che uniscono tutte le religioni del mondo.  

TOSSE NEI BAMBINI AI TEMPI DEL COVID: PRIMO PASSO PER I TUOI DUBBI

Da settembre Flor ha già avuto la tosse e il raffreddore più volte (e l’influenza non è ancora arrivata, così dicono gli esperti). Quest’anno, per via del Covid, ho preferito tenerla a casa quando non è stata al massimo della forma, consultandomi sempre con la nostra pediatra.

La febbre non è mai comparsa ma la tosse è stata, come sempre, davvero insistente, con una durata anche di due settimane.

Lei, a differenza della sorella che ha 4 anni, ha sempre avuto episodi di tosse molto importanti che hanno richiesto l’assunzione di antibiotici.

Flor arriva a tossire ogni 3-4 secondi, tutto il giorno, tant’è che a volte arrivo a dirle esasperata: “Bastaaa!”. Non vi dico la notte quando io non riesco a chiudere occhio e lei dorme beata nonostante la tosse (ma come fa?). Mi chiedo anche come non faccia a dolerle la gola con tutto quel tossire.

Eppure lei non lamenta fastidi.

Quella volta al pronto soccorso, per via di una tosse strana

In passato sono arrivata a pensare che avesse la bronchite batterica protratta.

Una volta ricordo di averla portata al pronto soccorso, quando aveva circa 3 anni, perchè respirava come un cane: velocemente e col fiato corto. Ero davvera spaventata, faceva anche una specie di fischio col respiro. Le vennero fatte delle lastre e le fu diagnosticata la bronchite asmatica.

Sono convinta che i soggetti allergici abbiano una maggiore predisposizione per beccarsi tosse e raffreddore. Forse mi sbaglio, non so cosa ne pensiate…

Sta di fatto che Flor è allergica mentre la sorellina Tiara no.

Bronchite e non solo: un progetto informativo per i vostri dubbi

Se voleste approfondire questo aspetto, se siete mamme di bambini allergici e avete qualsiasi dubbio sui bronchi e polmoni dei vostri bambini, potete visitare il sito https://www.unrespirodisalute.it/, iniziativa di FederAsma e Allergie Onlus – Federzione Italiana Pazienti, un’associazione di volontariato che dal 1994 riunisce le principali Associazioni italiane di pazienti che sostengono la lotta alle malattie atopiche, orticaria e malattie respiratorie, insieme alle società scientifiche IAR, SIAIP e SIMRI. L’iniziativa ha come obiettivo quello di fare chiarezza su come, quando e perché utilizzare l’aerosolterapia per la prevenzione e cura delle malattie respiratorie e quali benefici può offrire a grandi e piccini.

L’aerosol non si usa in tutto il mondo

Personalmente penso che l’aerosol sia molto utile in caso di malattie respiratorie, perchè va dritto ai polomoni e soprattutto perchè ne ho constatato l’efficacia direttamente su mia figlia quando nessuno sciroppo mi dava speranze.

Pensare che mio marito e mia suocera, entrambi colombiani, non conoscevano l’aerosol e sono rimasti sbalorditi nel vederne uno quando l’ho usato la prima volta con Flor che ancora non aveva un anno. L’aerosol non è un metodo che loro usano per assumere i farmaci e lo stesso accade in molti altri Paesi.

Raffreddore da allergia ai tempi del Coronavirus

Quando mia figlia Flor aveva circa 4 anni ha iniziato a manifestare i primi sintomi legati all’allergia. La domenica andavamo sempre a pranzo dal nonno, fino a quando questa consuetudine è diventata un incubo perchè, varcata quella porta, la bambina cominciava a starnutire e a tossire; a darle fastidio erano soprattutto gli occhi che le si arrossavano e cominciavano a bruciargli.

Naturalmente ho subito associato la cosa alla presenza dei gatti.

Anche mio marito, infatti, è un soggetto allergico, perennemente raffreddato.  

Entrambi sono allergici anche alla polvere, sebbene il papà, con l’età adulta, sia molto migliorato. Spero che accada anche a Flor che appena va a nascondersi sotto il letto “riemerge” con la rinite allergica.

Capite che non è facile il momento dato che la polvere c’è ovunque, anche in classe dove non basta a volte nemmeno la mascherina, indossata tutto il giorno dai bimbi.

Per avere conferma di quelle che per una mamma erano già certezze abbiamo fatto il famoso brick test, un test molto semplice e indolore per le allergie.

Come funziona il test per le allergie?

Provo a spiegarlo con parole semplici, senza entrare troppo nel dettaglio. Un’infermiera segna con un pennarello una linea sul braccio del paziente, disegnando una sorta di griglia. Poi, sopra ogni casella, viene posta sulla pelle una goccia di una sostanza presa da una boccetta laddove a ogni boccetta corrisponde un reagente come graminacee, crostacei, arachidi, fragole ecc.

Una volta terminata questa operazione, si aspetta che il corpo reagisca e dica se uno è un soggetto allergico oppure no. Se la persona è sensibile a uno di questi elementi, sulla “casella” corrispondente compare un “bozzo” rosso, simile a una puntura di zanzara.

L’esito del test è praticamente immediato. A Flor naturalmente, come vedete in foto, si sono formate due bolle rosse in corrispondenza della polvere e dei gatti (che poi forse non tutti sanno che i gatti non danno allergia per via del pelo ma di una proteina contenuta nella loro saliva). 

A parte il gonfiore nella parte interessata, Flor non ha avuto nessun altro sintomo.

Subito dopo il test abbiamo visto la dottoressa che ci ha dato dei consigli utili su quali accorgimenti adottare in casa per cercare di contenere i fastidi legati a queste allergie come:

  • evitare tende e tappeti,
  • impacchettare con del celofan il materasso per intrappolare gli acari della polvere,
  • prendere un cuscino antiacaro,
  • evitare pelusches nella stanza.

Sul sito Un Respiro di Salute scoprirete tante nozioni interessanti sui disturbi più comuni che interessano i nostri bimbi tra cui la bronchiolite, molto pericolosa nei bambini piccoli e che, per fortuna, noi abbiamo sempre scampato.

Visitate poi la sezione speciale che vi linko qui di seguito dedicata al Coronavirus.

TRAGHETTI SARDEGNA 2021, PRENOTA ORA E RISPARMIA ANCHE GRAZIE AL CASHBACK

L’altro giorno guardavo un documentario sulla Sardegna e sapete che mi sono detta? Che siamo un po’ degli idioti a spararci dieci ore di volo per andare dall’altro lato del mondo, quando in Italia abbiamo un mare cosi!

Io per prima.

In passato sono state alle Maldive, a Santo Domingo, insomma in posti sì incantevoli che però nulla avevano da invidiare ai nostri mari.

E allora perchè andare così lontano quando la perfezione è già qui? Mare stupendo, cucina superba, vicinanza. Che altro volere di più?

La scorsa estate siamo andati in Toscana e abbiamo dovuto un po’ accontentarci perchè abbiamo fatto tutto last second, complice l’esordio della pandemia che ci ha bloccati psicologicamente.

Avevo guardato la Sardegna, in particolar modo mi ero innamorata di un glamping vista mare completamente immerso nella natura ma che, purtroppo, era già sold out. E poi i collegamenti erano troppo cari, se li avessi acquistati

così all’ultimo.

Guardate che incanto questo bungalow vista mare del villaggio Isola dei Gabbiani dove volevo andare e ditemi se non ne valeva la pena?

Questa volta non ci casco però. Lo scorso anno mi ero ripromessa che entro la primavera avrei già prenotato tutto in vista dell’estate per essere sicura di avere il meglio al prezzo minore. Come è ormai risaputo, chi prima arriva meglio alloggia, che nel campo del risparmio significa che chi prima prenota, meno spende.

La prima cosa dare da fare è quella di prenotare i traghetti per la Sardegna .

Da Milano mi basta andare fino a Genova e da lì imbarcarmi per la Sardegna, passare una notte in nave e risvegliarmi su quest’isola meravigliosa.

L’aereo? Più veloce ma meno conveniente se avete l’intenzione di visitare un po’ l’isola in lungo e in largo (basta fare due conti e sommare all’aereo il costo del noleggio di un veicolo con rispettivi seggiolini per i bambini se ne avete come me…).

L’ho giò fatto diverse volte quando ero più giovane quando, per me, Sardegna faceva rima con Costa Smeralda. Oggi che ho un’altra età, quello che mi attrae della Sardegna non è la vita notturna e nemmeno il mare cristallino.

acqua trasparente della sardegna

Oggi amo il paesaggio incontaminato, l’entroterra, quella sensazione che il tempo si sia fermato. Arrivando da una grande città come Milano, quando arriva l’estate, sento proprio il bisogno di staccare la spina e tornare alle radici dell’umanità ovvero alla semplicità.

Mi piacerebbe trascorrere del tempo in una fattoria, a contatto con la natura, le capre, a fare il formaggio, cucinare su un fuoco vivo su una delle tante montagne che caratterizzano la Sardegna…è un  po’ quel documentario di cui vi parlavo all’inizio del post, ricordate?

Forse qualcuno, giustamente, si starà chiedendo: “Ma non sarà un rischio prenotare con troppo anticipo in tempi di Covid? E se poi chiudono e viene annullato tutto?”.

Direi che per l’estate possiamo stare tutti più tranquilli.

Fortunatamente questo brutto virus ha mostrato di essere meno aggressivo in estate quando passiamo più tempo all’aperto. In ogni caso, c’è una policy dedicata in caso di lockdown che gli albergatori e le compagnie dei traghetti mettono in atto qualora dovessero mai far chiudere durante l’estate (cosa davvero improbabile, come detto, tanto più ora che per fortuna è cominciata la campagna vaccinale).

Come risparmiare sul traghetto?

Una cosa fondamentale prima di chiudere il post, per risparmiare il più possibile quando andrete ad acquistare il biglietto per la traversata in mare con il traghetto. Prima di comperare vi consiglio di affidarvi a quei siti che comparano i prezzi delle varie compagnie che operano nei nostri mari.

In un solo colpo d’occhio avrete a disposizione la tariffa migliore. Tanto più che questi intermediari, spesso, hanno promozioni dedicate.

Vista dalla : la Tavolara, al tramonto, si tinge di rosa.

Vi faccio un esempio pratico, solo per farvi capire il meccanismo con cui operano questi siti di comparazione: per spedire un pacco, di solito, io mi affido a una società intermediaria che compara i prezzi dei corrieri più famosi, tra cui SDA di Poste Italiane.

Ebbene, se compero la consegna con Poste da questo sito pago meno rispetto a quanto non pagherei se andassi a spedire il pacco direttamente all’ufficio postale. Non solo: passando da questo sito, è il postino che passa a casa mia e non viceversa.  

Una cosa importante per massimizzare il risparmio per il biglietto del traghetto

Prima di acquistare su questi siti non dimenticate di passare da il vostro sito di cashback – io uso Buyon, per esempio – così da avere una piccola percentuale di sconto sul vostro acquisto. Sul già citato Buyon trovate per esempio Traghettilines, uno dei siti più famosi per la comparizione di ticket per traghetti per la Sardegna e non solo.

ARRIVA L’INVERNO: LE MIGLIORI COPERTINE PER CULLA PER NEONATO

Ogni bambino ha bisogno della sua calda e soffice copertina, che sia estate, autunno o inverno. La copertina per un neonato è ciò che lo coccola nei suoi primi mesi di vita, in ogni momento: a casa nella sua culla, all’aperto nel suo passeggino o semplicemente in braccio al genitore mentre lo coccola al parco.

In commercio oggi ci sono moltissime copertine-neonato per carrozzina. È possibile scegliere tra copertine di lana, ma anche in cotone per periodi meno freddi, quelle realizzate all’uncinetto e moltissimi altri tipi.

L’importante nell’attuale periodo invernale è che ci sia tepore e protezione dagli agenti esterni. Dal freddo in particolare. Con la nuova stagione alle porte occorre una copertina nuova per il tuo bebè, che lo coccoli fin dai suoi primi mesi di vita. In casa oppure quando insieme ai genitori si trova in un luogo aperto, nel passeggino o nella carrozzina. Una coperta che lo tenga al calduccio per tutto il tempo è certamente necessaria per ripararlo e farlo sentire al sicuro. Non resta che l’imbarazzo della scelta.

La copertina giusta per ciascuna delle stagioni: Autunno/Inverno

Partiamo dai mesi invernali. In questo periodo, è sempre necessario dotarsi di copertine in lana, non solo da inserire per la culletta ma anche per corredare la carrozzina durante le uscite. Le migliori, nei periodi autunno-inverno, sono dunque quelle di lana, che hanno una serie di caratteristiche: sono sicure, di qualità e soprattutto morbidissime al tatto. Il tuo bambino amerà avvolgersi dentro e riposarci.

Viceversa, se non si scelgono le copertine in lana si potrebbe optare, in alternativa, per una copertina in pile per carrozzina, scelta già da tante mamme che hanno sostituito quelle classiche in lana.

Un’altra fetta di madri preferisce scegliere al corredino e alla lana, la copertina in cotone, e una copertina per neonato di ogni tipo, in modo da non rimanere mai senza, anche se una di esse il neonato dovesse sporcarla. A tal proposito, sui colori delle varie copertine c’è l’imbarazzo della scelta: è il bianco la variante preferita, a cui si affiancano un corredino rosa per le bambine oppure baby blu per gli “ometti”, il tutto per stare in tono con lo stile della culla o il lettino dei propri bambini.

Per l’autunno il consiglio è sovrapporre la copertina per neonati in cotone ad una di lana, se si preferisce che la pelle del piccolo abbia un contatto diretto solo col cotone. Le copertine in cotone per neonati sono senz’altro anallergiche e traspiranti e anche in presenza di problemi alla pelle, tipici nei più piccoli, risultano del tutto sicure e affidabili. La copertina-neonato estiva terrà il bambino fresco e asciutto, permettendo alla pelle di traspirare liberamente.

Ugualmente le copertine-baby per passeggino sono particolarmente adorabili. La copertina passeggino è un accessorio tenerissimo che molte mamme decidono di conservare e tenere gelosamente per sé anche quando il loro bimbo è cresciuto. Non resta dunque che scegliere una coperta lana neonato ideale da portare pure all’esterno e sicuramente sarà un investimento di cui non ci si potrà pentire.

Non dimentichiamo anche il periodo Primavera/Estate

Pure in estate o in primavera c’è altrettanta richiesta di una copertina per neonati. Ovviamente con materiale più fresco e leggero, ma la funzione resta sempre quella di proteggerlo da qualsiasi agente e condizione atmosferica.

L’ultima moda vede sfoggiare delle copertine per carrozzine all’uncinetto, che proteggono il neonato dal venticello, o al contrario dai raggi del sole troppo forti. La copertina da carrozzina è di rito in queste occasioni, ogni mamma lo sa, che non può uscire di casa senza provvedere ad avere con sé una copertina per bambini. Meglio se ricamata a mano con l’uncinetto, fresche e traspiranti, si tratta di copertine in tessuto anallergico e non contengono alcuna sostanza tossica. Le copertine cotone neonato sono del tutto sicure e possiedono marchi di qualità e di rilevanza.

L’importanza dei colori

Anche l’occhio vuole la sua parte. Se si ha una carrozzina rossa è possibile abbinare senza problemi una copertina neonato di lana, o una copertina di cotone per neonato, una copertina estiva neonato o più in generale una coperta per carrozzina dai colori tenui.

Se invece si possiede una carrozzina beige è possibile osare di più e scegliere una copertina in lana per neonato o copertina in cotone dai colori più decisi e con fantasie variopinte.

Per questo Natale, c’è uno splendido regalo per il tuo neonato

In definitiva, la coperta per neonato è un regalo graditissimo. Scegliere tra le copertine in lana, una copertina per culla invernale o una delle copertine per carrozzine è ciò che di più bello e utile tu possa fare.

Le copertine per culla riescono nella semplice impresa di dare uno stile unico alla culla stessa. Grazie ad un ottimo tessuto, privo di ogni imperfezione estetica, farà sentire tuo figlio al sicuro proprio come se fosse tra le tue braccia.

LAVORO E SICUREZZA: PORTAPRANZO CHE SCALDA IL CIBO ANCHE IN AUTO

È incredibile come la pandemia abbia cambiato il nostro modo di vivere. Personalmente, già prima di questa tragedia, facevo vita ritirata: fuori al ristorante un paio di volte l’anno, al cinema forse una, lo shopping quasi sempre on-line. Le uniche uscite, oggi, restano quelle strettamente necessarie; andiamo a fare la spesa e portiamo le nostre bambine a scuola.

Mio marito è in smart working da marzo, ancor prima del primo lockdown. La sua azienda li aveva messi in quarantena fiduciara perchè un loro collega aveva perso il padre di Covid.

Poi a settembre gli è stato chiesto di tornare al lavoro per 2 giorni la settimana.

Poi i numeri, come sappiamo, sono tornati a peggiorare e così sono stati lasciati nuovamente a casa. Per fortuna! Quando ho saputo che sarebbe dovuto tornare a lavorare in sede ho pensato a tutte le soluzioni possibili per evitare che andasse a mangiare al ristorante.

E’ infatti stato dimostrato ormai da diverse ricerche (i numeri stessi ce lo confermano, ogni volta che chiudiamo bar e ristoranti) che questi luoghi di aggregazione dove per ovvie ragioni si è costretti ad abbassare la mascherina sono quelli  dove è più facile contagiarsi.

Ricordiamoci che il virus poi passa anche attraverso gli occhi e che nei luoghi chusi si forma il pericolosissimo aerosol.

Dato che loro, in ufficio, non hanno il forno micoronde ma solo la macchinetta per il caffè, ho inziato a fare delle ricerche su internet e mi sono imbattuta in un oggetto di cui ignoravo l’esistenza: Scaldavivande elettrico spice 

Si tratta in pratica di schiscette intelligenti, con un filo elettrico che attaccato alla presa scalda e tiene in caldo il cibo. In pratica una schiscetta che scalda!

Il portapranzo termico in accaio inox assicura cibi salutari e caldi da consumare alla giusta temperatura ed è disponibile anche in kit com posate e borraccia termica. E’ anche un’idea regalo davvero originale e utile a un prezzo più che onesto.

A proposito voi come la chiamate nel vostro dialetto la schiscetta? Noi a Milano diciamo così!

Di questi tempi è uno strumento importantissimo, un portacibo utile per chi deve andare in ufficio e non vuole frequentare bar e ristoranti. Ci sono modelli che possono essere collegati anche alla presa accendisigari dell’auto e che quindi sono perfetti per chi fa un lavoro di rappresentante e magari è spesso in giro con l’auto.

Diciamo che mio marito non è contentissimo quando sono io a preparargli il pranzo da casa, perché lui lavorando in centro ha tanta scelta con la possibilità di mangiare in ottimi ristoranti che per l’ora di pranzo mantengono prezzi umani.

“Quando lavoravo in ufficio, almeno una volta al giorno mangiavo bene”, mi dice oggi, prendendomi in giro, intendendo che adesso è costretto per ben due volte al giorno a mangiare (male) nella mia cucina!