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VECCHI E NUOVI METODI PER RISPARMIARE: DAI 6 BARATTOLI ALL’APP GIMME5

Quattro metodi per mettere via qualche soldo per i nostri piccoli grandi obiettivi: il metodo giapponese, la sfida delle 52 settimane, il metodo dei 6 barattoli e quello più moderno e pratico di Gimme5

Negli anni ci siamo inventati mille metodi per risparmiare. E a noi italiani, in particolar modo, il risparmio è una tematica che sta molto a cuore, dato che siamo tra le popolazioni più previdenti in assoluto.

Nel blog e sui social vi ho parlato di diversi modi per riuscire a risparmiare.

Come quella volta che abbiamo scoperto assieme la famosa agenda Kakebo, un metodo di risparmio giapponese per organizzare le proprie entrate e uscite. Su quella che viene da molti definita come la Bibbia dei risparmiatori si annotano i conti della casa come:

  • scontrini,
  • spesa alimentare,
  • bollette fisse come acqua, luce e gas, telefono e internet
  • gli imprevisti, come ad esempio una lavatrice che smette di funzionare
  • spese scolastiche
  • spese sanitarie

Assieme alle uscite si segnano le entrate fisse come lo stipendio, la pensione ma anche quei soldi extra che di tanto in tanto “cadono dal cielo”: un premio di produzione, un regalo dai nonni per la promozione, una piccola vincita al lotto.

Così facendo, settimana dopo settimana, messo tutto nero su bianco, è possibile avere un chiaro quadro della situazione e fare delle previsioni di spesa fisse, così capendo  quanto sia possibile accantonare ogni mese.

Un altro metodo divertente per risparmiare è quello della sfida delle 52 settimane, tante quante se ne trovano in un anno. Se per ogni settimana riuscissimo a mettere da parte l’equivalente in termini monetari (per esempio settimana 1 = 1 euro, settimana 2 = 2 euro, settimana 20 = 20 euro e così via…) alla fine dell’anno ci ritroveremmo con 1378 euro in più in tasca. Non male, vero? Certo si tratta una sfida non da poco dato che ci viene chiesto di mettere via anche duecento euro in solo mese.

sfida delle 52 settimane

Un altro metodo molto conosciuto per risparmiare è quello dei 6 barattoli, di cui non vi ho ancora mai parlato. E’ stato inventato da un famoso economista, Harv Eker, che ha fatto fortuna come motivatore finanziario anche grazie al suo bestseller tradotto in tutto il mondo: “I segreti della mente milionaria”.

Eker non promette certo di farci diventare milionari con questi 6 barattoli bensì propone un metodo per preparare le basi del risparmio.

Cominciate col procurarvi 6 barattoli e suddividete le vostre entrate mensili così:

1. NECESSITA’: è qui, nel barattolo più grande, che devono confluire il 55% delle nostre entrate per coprire tutte quelle spese fisse che abbiamo ogni mese come il mutuo, la benzina, la spesa, le bollette ecc.

2. SPESE A LUNGO TERMINE: in questo barattolo finisce il 10% del nostro budget totale mensile e serve a coprire tutte le spese extra ma comunque inevitabili nell’arco di un anno come il dentista, un nuovo elettrodomestico, le spese di condominio ecc.

3. FORMAZIONE: anche qui è necessario far confluire il 10% dei nostri soldi secondo il principio che la libertà finanziaria non esiste senza crescita personale. Questi soldi, quindi, devono essere utilizzati per acquistare libri, seguire corsi d’aggiornamento ecc.

I miei sei barattoli dove riporrò ciò che trovo nel portafoglio ogni lunedì sera. Non molto,dato che uso quasi esclusivamente le carte per pagare.

4. LIBERTA’ FINANZIARIA: un altro 10% per quello che Eker definisce “La gallina dalle uova d’oro” ed è da destinarsi agli investimenti in azioni, obbligazioni, fondi.

5. GIOCO/SVAGO: l’ultimo 10% va destinato alla parte ludica della nostra vita, indispensabile per una vita soddisfacente alla base della libertà finanziaria; parrucchiere, cinema, ristorante sono tutte voci che rientrano in questa categoria.

6. GENEROSITA’: il 5% dovrebbe finire qui, per la beneficenza ma per chi avesse difficoltà finanziarie questo barattolo può confluire nel primo, quello della necessità che salirebbe così al 60%.

Personalmente trovo questi metodi molto sfiziosi da raccontare sul blog e sui social perché hanno sempre un bel ritorno di pubblico ma nella realtà di tutti i giorni le cose vanno un po’ diversamente. In primis bisogna tenere conto che il metodo di Eker è stato messo a punto quando la carta moneta era ancora molto diffusa. Oggi la maggioranza delle transazioni avviene virtualmente, tramite bancomat, carta di credito quandanche il cellulare. Noi la spesa la paghiamo con il telefono per esempio perchè ci consente di usufruire del cashback.

Insomma, oggi abbiamo sempre meno soldi fra le mani e non mi sentirei sicura ad avere tutto quel contante a casa. Non per paura dei ladri ma di me stessa, perché come si dice “l’occasione fa l’uomo ladro”.

Allora, vi dico che oggi ci sono metodi molto più pratici per risparmiare e far fruttare allo stesso tempo i nostri risparmi. Quello che io uso ormai da oltre un anno è l’applicazione Gimme 5, che investe i nostri risparmi in fondi di diverso tipo, più o meno rischiosi, a seconda di come imposteremo il livello di rischio.

Io ho scelto un fondo dinamico che è una via di mezzo, non rischioso ma nemmeno troppo prudente.

Gimme5, investire a partire da 5 euro

La cosa bella di questa app è il fatto di poterla collegare al proprio conto, impostando il rid bancario; ciò significa che in automatico, ogni mese, o quando lo vorremmo, andremo a versare delle somme da investire sul mercato. Ma la cosa bella che ancora non vi ho detto è che è possibile cominciare anche solo con 5 euro. Ora ditemi quale banca vi permette di cominciare a investire con soli 5 euro? Nessuna.

Quando vedete che riuscite a risparmiare un po’, quei soldi anziché tenerli sul conto, potete versarli sul vostro conto Gimme5. L’app è facile da usare e molto intuitiva. Per motivarvi ancora di più, vi viene chiesto di porvi degli obiettivi. Pensate ai famosi barattoli di cui sopra e trasformateli in obiettivi a breve o lungo termine.

Lo scorso anno ho messo come obiettivo a vacanza studio a Londra per le mie figlie. Manca ancora un sacco di tempo perché sono piccole ma, senza nemmeno accorgermene, con dei microversamenti sono arrivata a mettere via 1117 euro  e 95 centesimi.

Mi mancano ancora più di 2882  euro ma sono sicura che quando arriveremo a questo appuntamento, avrò i soldi necessari per affrontare questa spesa. Non si tratta di una cifra astronomica e per questo, da investitrice prudente, sono ben contenta di affidarla a dei gestori esperti che ogni giorno monitorano i mercati finanziari per cogliere le migliori opportunità di rendimento.

 Io non ho molto tempo da dedicare alla cosa e questa mi sembra la soluzione migliore.

Se siete interessate anche voi vi lascio anche un codice cliente che vi regalerà 5 euro, i vostri primi 5 euro da investire per prendere poi dimestichezza con l’app; inserite il codice MAMMARISPARMIO al momento dell’iscrizione. Cliccate qui per accedere a Gimme5 e ricevere i vostri primi 5 euro da investire senza impegno: https://5gimme5.acomea.it/app/register

Come vedete dallo screenshot sopra è possibile chiedere ad amici e parenti di sostenervi nel raggiungimento del vostro obiettivi, così come avviene nelle piattaforme di crowdfunding. Inoltre, potete creare delle regole; io per esempio ho detto all’app di investire almeno 50 euro ogni mese dal mio conto bancario. Nulla mi vieta di versarne di più qualora riuscissi a risparmiare più soldi in un mese.

Quanto ai rendimenti, ovviamente, non c’è una regola. Ricordo che si tratta pur sempre di un investimento che comporta dei rischi e che il capitale non è mai garantito. Però, stando la mia esperienza nel campo dell’economia e della finanza, se non si fanno grossi azzardi e se si fissano degli obiettivi a lungo termine, in linea di massima qualche piccola o grande soddisfazione si raccoglie sempre.

VESTITE I BAMBINI DA BAMBINI, VI RINGRAZIERANNO

Oggi c’è un’attenzione eccessiva verso la moda. Persino a scuola, si vedono sempre più bambini fuori-contesto, vestiti da miniadulti. Ma siamo sicuri di fare il loro bene? Questi ragazzi che stanno 18 ore in coda per un paio di Nike sono figli di chi? E allora coltiviamo bene oggi per raccogliere ancora meglio domani.

Mia figlia Flor quest’anno ha cominciato la prima elementare. Ma non è l’unico grande cambiamento: dalla periferia milanese ci siamo trasferiti in centro. Sapevo che qui sarebbe stato tutto più bello e in effetti lo è.

I bar sono più belli, il cibo al supermercato è disposto in maniera più ordinata, persino le persone hanno sguardi meno tristi. Sarà che prima eravamo a due passi dal famigerato boschetto di Rogoredo…

Ora viviamo in un luogo altrettanto famoso, ma questa volta per la sua bellezza. Siamo a metà tra la basilica di Sant’Amborgio – patron di Milano, dove se sei stato qualcuno è qui che con ogni probabilità verrà celebrato il tuo funerale – e la Darsena, da poco rinnovata per donare ancora più suggestione ai Navigli di Leonardo.

Qui girano molti più soldi rispetto al Corvetto, inutile nasconderlo. Lo vedo anche quando accompagno Flor a scuola, dopo aver superato un paio di nidi e materne da 1000 euro al mese, dove si parla l’inglese e l’italiano, c’è una piscina interna per far fare le prime esperienze acquatiche ai bambini, un giardino pensile dove insegnare ai piccoli a prendersi cura delle piantine. Una figata, insomma!

Ovviamente, questo NON è il nostro nido. Noi andiamo in quello comunale e con il nostro Isee paghiamo metà della retta piena, ovvero 232 euro al mese.

E fin qui tutto bene…solo un po’ di invidia quando passo davanti al bel parco del nido privato, sapendo che mia figlia Tiara ha a disposizione un piccolo terrazzino in cemento.

Ma i “problemi”, passatemi il termine, non sono questi e cominciano alle elementari.

Ci ho fatto caso da quando Flor mi ha detto di non voler più mettere il cappello di principessa Sofia perchè “troppo da bambina piccola“.

Sono sicura che qualche altre bimba più “alla moda”, in buona fede, le abbia fatto notare questa cosa.

Mah…

Immagine tratta da Corriere.it

La verità è che non mi piace vedere tante bambine, ma anche bambini, vestiti con tanta cura e ricercatezza per andare a scuola. Badate bene, non sto dicendo che non sia giusto avere nell’armadio qualche bel vestitino da mettere nelle occasioni buone ma mi chiedo il senso di mandare a scuola una bambina di 6 anni o poco più con la giacca di renna, gli stivali abbinati e la gonna in tulle, il giaccone in ecopelliccia color verde fluo, i mocassini, la coppola in testa e magari il Fay, i jeans superaderenti e il cavallo che arriva al ginocchio…

Per me dovrebbe vincere sempre la praticità quando si parla di bambini a scuola. Che non significa mandarli tutti i giorni in tuta (anche se ai miei tempi si usava così e siamo ancora qui…).

Ci sarà tempo per essere alla moda!

Immagine tratta da Vogue.it

I nostri figli saranno già penalizzati da questo mondo Instagrammabile fatto di fashion blogger e di motivatori del nulla che dall’alto dei loro 22 anni ti invitano a seguire il “loro” programma di rinascita.

Un mucchio di persone che appaiono, sembrano ma che poi forse non sono.

Se ho paura? Un po’ ne ho.

Perchè se non permettiamo ai nostri bambini di essere bambini adesso che lo sono per davvero, temo che poi non ci sarà più tempo. E ce ne pentiremo.

Chiediamocelo: di chi è la colpa se i ragazzi di oggi sono disposti a farsi anche 24 ore di coda per un paio di scarpe, altri a sborsare fino a 1000 euro per un paio di Nike?

Perchè ai nostri tempi non accadeva?

Coltiviamo bene ora, per raccogliere un domani. Facciamoci questi regalo, facciamo ai nostri figli questo regalo.

Coda davanti al Nike Lab a Milano sfociata in rissa per acquistare un paio di Nike

CALDAIA NUOVA? APPROFITTA DELLA PROMOZIONE EDISON MY COMFORT CALDAIE

Non so se è una mia sensazione ma questo inverno ho sentito davvero tanti casi di intossicazione da esalazioni di monossido di carbonio di vecchie stufe, camini e caldaie.
Mi viene in mente la coppia di giovani fidanzatini che hanno trascorso la notte dell’ultimo dell’anno nella casa di montagna. Lui non ce l’ha fatta, lei fortunatamente è riuscita a salvarsi grazie al papà del ragazzo che il giorno dopo – preoccupato per non aver ricevuto alcuna chiamata da figlio – si è recato sul posto.
Casi come questi, si ripetono ogni anno. E non solo nelle seconde case. C’è ancora molta gente che si scalda con vecchie stufe di fortuna.

Noi abbiamo una caldaia abbastanza moderna che ha 10 anni. Pensate che però è già obsoleta perché oggi si acquistano le caldaie a condensazione, più performanti dal punto di vista energetico e forse anche più sicure.
Prima o poi, sicuramente faremo il passaggio anche noi. Intanto per cercare di contenere i consumi energetici abbiamo installato un termostato di ultima generazione che ci permette di controllare la caldaia anche da remoto. Naturalmente possiamo comandare la caldaia anche con la voce! E questo è un pallino di mio marito.

A me più di ogni altra cosa, ancor più del risparmio dei consumi, interessa soprattutto la sicurezza. Per questo sui controlli annuali, bollini e libretti vari che certificano che tutto vada bene, non sgarro mai.

caldaia edison promozione


La vostra caldaia, per esempio, è registrata?

Ci sono sempre tante promozioni per le caldaie. Soprattutto da quando i gestori di gas si sono lanciati in questo mondo.

Edison attualmente sta facendo una bella offerta per l’acquisto di una nuova caldaia a condensazione 100% made in Italy, con i dettagli e la precisione che solo i marchi italiani sanno garantire.

Ecco nel dettaglio la promo MyComfort di Edison:

se sostituirete la vostra caldaia entro il 28 febbraio, avrete fino a 150 euro di sconto sul nuovo impianto e in più 150 euro di sconto sulla bolletta del gas (se siete già clienti Edison o se, contestualmente all’acquisto della caldaia, sottoscriverete un contratto per il gas con Edison).

In pratica con Edison My Comfort caldaie andrete a risparmiare fino a ben 300 euro.
Per ulteriori info potete visitare questa pagina internet: Edison My Comfort Caldaie dedicata alla promo.

Naturalmente, data la spesa, potete pagare anche in comode rate. Vi ricordo che per l’acquisto di una nuova caldaia è prevista la detrazione fiscale del 65%. Al momento del bonifico ricordate di usare l’opzione per la detrazione fiscale e di conservare tutto per quando andrete a fare la dichiarazione dei redditi l’anno dopo. Come tutte le detrazioni, la somma viene recuperata e spalmata in 10 anni.

#MyComfort #caldo #madeinitaly #Edison #ad #calduccio #coccole #cosachiederedipiu

CON L’ABC DELLA MERENDA DI PARMAREGGIO SONO TRANQUILLA

Mia figlia Flor non è una gran mangiona. O meglio, mangia solo quello che vuole lei. Noi in famiglia siamo molto abitudinari e mangiamo più o meno sempre le stesse cose. Ok, lo ammetto non amo molto cucinare e non sono certo una mamma che passa il week-end a fare torte con la figlia (quanto mi piace mangiarle, però!).

Mia figlia spesso mi dice: “Mamma ma perché non cucini come la nonna?”. Vero, mia madre cucina benissimo, però usa anche molti condimenti. La mia sarà anche una cucina ripetitiva, ma sicuramente più sana e facile da digerire.C’è una cosa che fin da piccola Flor ha sempre apprezzato: il parmigiano reggiano.

Spesso c’erano dei giorni in cui decideva di fare il digiuno (sapete quando sono molto piccoli, no? Che vogliono mangiare ai loro orari, oppure se stanno poco bene, saltano il pasto…), a salvarmi c’era sempre un pezzettino di parmigiano.

La stessa cosa accade adesso con Tiara.

Il parmigiano reggiano è perfetto: saporito, ricco di proteine e calcio, una fonte energetica per le loro tante attività ed è facilmente digeribile. Così nella borsa del nuoto come nello zaino di scuola, le metto L’ABC della merenda di Parmareggio: un piccolo kit perfettamente bilanciato, al cui interno si trovano dei grissini, del frullato 100% di frutta e un pezzo di Parmareggio (Parmareggio Snack, Formaggini Parmareggio o Parmareggio Snack Bio).

In pratica è un fuori pasto perfetto, costituito da carboidrati al 50%, 15% di proteine e 35% di grassi.Inutile nascondervi che alle bimbe questa merenda piace perché c’è sempre una piccola sorpresina dentro; adesso trovate le figurine Panini con le discipline sportive praticate dai simpatici Topolini testimonial (è la nuova promozione TopAstri infatti… A Flor è piaciuta tanto quella delle gommine per cancellare che tutti in classe collezionavano).Sicuramente già conoscerete questo prodotto in tutte le sue varianti, comprese quelle dolci con il plumcake e la crostatina al cioccolato. I grissini sono croccantissimi, li avete provati? Io li rubo sempre alle mie figlie.

Vi ricordo comunque che L’ABC della merenda Parmareggio si mantiene integro fino a quattro ore fuori dal frigo. Scoprite di più sul sito:
http://l12.eu/parmareggio1-2447-au/EO6PCYU5JRNYH2W7KPTV

#Parmareggio #abcellamerenda #ad

ABC-MERENDA-SNACK-PERA-+FRUTTA-3D

ASSICURAZIONE PER IL CANE: PAGA MENO COL GRUPPO D’ACQUISTO GIDASS

Come si fa con la spesa, perchè non optare per un GAS anche per la polizza del cane che ti permette di avere rimborsate le spese veterinarie? Non solo pagherai meno, ma aiuterai anche i cani meno fortunati

Non ho cani ma se ne avessi, non avrei dubbi: per pochi euro l’anno mi tutelerei con un assicurazione pensata proprio per gli animali. Forse un tempo non avrei mai pensato ad assicurare il mio cane (ne ho sempre avuti!) ma, invecchiando, si diventa più saggi e previdenti.

Non si può mai sapere. Anche col cane più buono del mondo. Penso a una distrazione, a una cagnetta in calore che passa poco lontano e il nostro cane che ci sfugge e fa cadere un signore in bicicletta che si fa veramente male. 

Non solo! Un’assicurazione davvero utile per il nostro amico a 4 zampe copre anche le spese del veterinario.

Oggi ci son tantissime assicurazioni per cani in circolazione ma oggi vi voglio parlare di GIDASS che è un’associazione senza scopo di lucro che, attraverso la forza dei suoi membri e all’esperienza di un consulente esterno, è riuscita ad ottenere una polizza per cani.

polizza cane a poco prezzo

Essendo GIDASS un’associazione senza scopo di lucro, il suo obiettivo non è creare profitto ma è quello di rendere semplice il mondo delle assicurazioni e fornire alle persone le migliori polizze al giusto prezzo.

A questo scopo è nata la tabella GiDATA per capire facilmente che tipo di assicurazione si sta acquistando (tenendo conto delle recensioni lasciate dagli utenti che l’hanno provata) e se il premio pagato è da considerarsi giusto oppure troppo alto.

Grazie alla condivisione delle esperienze della community è possibile conoscere i soldi che sono stati rimborsati all’assicurato in base al premio pagato, franchigie, tempi per ottenere i pagamenti.

Spese veterinarie rimborsabili dall’assicurazione

Essendo di fatto un grande gruppo d’acquisto, GIDASS è riuscita a ottenere l’assicurazione veterinaria per cani. È una polizza che risarcisce tutte le spese veterinarie:

  • da quella per le analisi preliminari
  • a quelle di degenza,
  • sostenute in caso di infortunio o malattia del nostro cane che abbia comportato un intervento chirurgico.

Come dicevo già esistono diverse compagnie assicurative dedicate agli animali ma questa è particolarmente interessante perchè:
• è scritta da zero ascoltando le persone;
• prevede un meccanismo di miglioramento continuo;
il prezzo è oggettivo e non varia da persona a persona, da razza a razza.

assicurazione cane

A questo link trovate tutte le info per conoscere meglio questa assicurazione per cani frutto di un gruppo d’acquisto portato avanti da questa associazione senza scopo di lucro: https://www.sigmastudi.it/canegidass/

Non bisogna andare dai veterinari che dicono loro ma è possibile continuare ad andare dal proprio
• Si possono acquistare due versioni (BASE E PRO) dalle identiche caratteristiche dove a cambiare è solo il massimale assicurato.
• Possibilità di assicurare più cani dividendo tra loro il massimale e risparmiando notevolmente.

GIDASS è riuscita a coinvolgere in questa iniziativa più grosse compagnie assicurative italiane, ottenendo peraltro una polizza con meno esclusioni possibili.

L’unica assicurazione per cani che fa del bene ai cani

Infine vi segnalo anche che GIDASS, come associazione senza scopo di lucro, ha deciso di devolvere una parte del premio incassato per ogni singola polizza ad un ente benefico che verrà scelto dagli stessi aderenti del gruppo d’acquisto (ad es. canili, ospizi per cani o altro).

PIDOCCHI: LE VERITA’ DA SAPERE E QUELLO A CUI INVECE NON DEVI CREDERE

Torno a parlarvi di pidocchi, questa volta cercando di sfatare tutti i falsi miti che ruotano a questo argomento non proprio piacevole. Vi ricordo che i pidocchi si possono sconfiggere anche con metodi naturali, adatti anche per  chi ha la pelle molto delicata

Dato che l’ultimo post che ho pubblicato sui pidocchi ha destato diverse curiosità e dibattiti tra chi diceva che i pidocchi preferiscono i capelli sporchi, chi invece il contrario – ovvero quelli puliti – ho pensato di racchiudere in questo articolo tutte le curiosità relative ai pidocchi, cercando di fare chiarezza una volta per tutte sull’argomento.

pidocchi rimedi naturali

Ovviamente, come sempre, io mi limiterò a mettere nero su bianco quanto mi è stato raccontato da fonti autorevoli nel campo dei pediculosi. Ho chiesto infatti a Francesca Reale, responsabile di uno dei Centri per i Pidocchi d’Italia, in particolare quello di Milano (gli altri sono a Cernusco sul Naviglio, MI, e Roma), di aiutare noi mamme a capire come distinguere una volta per tutte una notizia vera sui pidocchi da una credenza sbagliata.

Pidocchi: eliminarli in modo naturale 

Avevo avuto modo di confrontarmi con Francesca quando vi avevo parlato di questa nuova tecnologia molto diffusa negli Stati Uniti – dove è stata brevettata – per uccidere i pidocchi in maniera naturale e indolore in una sola seduta. Cliccate qui di seguito se volete leggere il post su AirAllé®, ma solo dopo aver letto qui di seguito tutto quello che c’è da sapere sulla nascita, vita e morte dei pidocchi: https://mammarisparmio.it/problema-pidocchi-un-metodo-naturale-per-ucciderli-con-laria

Come avevo già fatto in un riuscitissimo post sulla febbre – scritto con la consulenza di un medico del Pronto Soccorso Pediatrico Bambin Gesù di Roma – stilerò anche qui una serie di domande e risposte sui pidocchi per mettere a tacere i falsi miti sui pidocchi tenuti vivi (è proprio il caso di dirlo!) dal passaparola.

Pidocchi: vero o falso

I pidocchi saltano da una testa all’altra, per questo è facile contagiarsi.

FALSO. I pidocchi non sanno saltare né volare ma solo camminare, cosa che fanno molto velocemente. Dunque il contagio può avvenire esclusivamente tramite contatto diretto tra due teste o anche nel caso in cui i capelli tocchino federe, materassi, asciugamani per la testa, superfici che non siano stati puliti a dovere e dove i pidocchi si sono depositati.

pidocchi nel bambino pelle delicata

Quando qualcuno prende i pidocchi è necessario disinfettare la casa e usare vapore ad almeno 90 gradi.

VERO E FALSO. Lenzuola,  divani,  tappeti,  sedili dell’automobile, tutti quei luoghi dove è passata la testa del  soggetto  “infestato” vanno sì puliti con cura. Non è necessario buttare via nulla e nemmeno utilizzare scope o strumenti a vapore con temperature tanto alte. Per uccidere i pidocchi è sufficiente lavare i tessuti in lavatrice a60° o, nel caso non sia possibile, chiudere gli indumenti per due settimane in una busta di plastica sigillata.

Se mio figlio ha i pidocchi li può passare anche al mio cane o al gatto

FALSO. I pidocchi non possono essere trasmessi agli animali domestici.

si possono passare i pidocchi al cane

Tramite i pidocchi si possono prendere anche altre malattie

FALSO. I pidocchi sono dei parassiti della cute e del capello e non trasmettono altre malattie così come non possono aggredire altre parti del corpo (genitali compresi).

I pidocchi riescono a sopravvivere solo se restano a contatto con la testa

VERO. I pidocchi sopravvivono al massimo 48 ore al di fuori del cuoio capelluto, ragione per cui – come si diceva prima – non è necessario buttare via nulla in casa ma è basta pulire con cura le superfici a rischio contaminazione.

I pidocchi preferiscono i capelli sporchi.

FALSO. Come è falso che i vivano solo in ambienti dove l’igiene scarseggia.Non esiste nessuna prova scientifica testata in grado di dare vita a una casistica tipica: i parassiti della cute non guardano alla pulizia, agli ambienti in cui viviamo, a come viviamo. Si potrebbe dire che siano  assolutamente democratici! L’unico fattore di rischio che aumenta le possibilità di contagio è quello di frequentare luoghi con molte persone come cinema, palestre, mezzi pubblici ma per un fatto puramente di probabilità: con più persone veniamo in contatto, più aumentano le chances di incrociare sul nostro cammino i pidocchi.

usare la piastra per uccidere i pidocchi

La piastra per i capelli aiuta ad ammazzare i pidocchi

FALSO. Credenza questa che trova ampio spazio sul web ma che non ha nessun riscontro reale. I pidocchi e le lendini (le uova dei pidocchi), infatti, non vivono lungo il capello ma vicini alla cute dove la piastra per i capelli – a patto di ustionarsi – non può arrivare.

Gli impacchi di aceto servono a eliminare i pidocchi

VERO E FALSO. Vero è chel’aceto aiuti ad ammorbidire le lendini, ma non è altrettanto vero che uccida i parassiti.

Metodi fai da te per i pidocchi come il collutorio alla menta, la maionese sulla testa, la tinta per i capelli possono essere efficaci contri i pidocchi

FALSO. Nessuno di questi metodi fai da te è in grado di debellare definitivamente i pidocchi dalla testa.

Insomma mamme, come avete visto, le credenze sui pidocchi sono dure a morire, proprio come i pidocchi se pensate di affidarvi a metodi fai da te. A limite fate un salto in farmacia e acquistate dei prodotti tradizionali, ricordandovi di usare il pettinino a denti stretti durante e dopo il trattamento per diversi giorni. In alternativa, se non volete utilizzare niente di chimico sulla testa dei vostri bambini perché magari hanno la pelle molto delicata, sappiate che il metodo utilizzato da AirAlle è solo a base d’aria e dunque delicato e adatto a tutti.

metodo naturale contro i pidocchi
Il metodo AirAlle utilizza questo strumento speciale per eliminare i pidocchi