Tutti gli articoli di Ilaria Cuzzolin

AMBULANZA A MILANO, QUANTO CI METTE AD ARRIVARE IL 118?

Queste nozioni mi sono state spiegate a un corso di rianimazione tenuto da personale qualificato che ha lavorato per anni nei più grandi ospedali di Milano. 

Dopo quanto arriva l’autoambulanza a Milano, una volta chiamato il 118?

Qui di seguito vorrei dirvi alcuni aspetti che magari ignorate sul pronto intervento, il famoso 118 che presto cambierà numero e diventerà 112 per tutto, valido per ogni emergenza.

  • Mediamente un soccorso a Milano arriva in 15 minuti, dal momento della chiamata al 118.
  • Se trovate qualcuno in difficoltà, che bisogno di soccorso e e voi non chiamate l’autoambulanza, sappiate che dovrete risponderne penalmente: è omissione di soccorso (art.593 del Codice Penale ). In questi casi, se non sapete cosa fare ovvero come assistere la persona in difficoltà, meglio non fare nulla! Ovviamente tenendo presente lo stato di necessità: un bambino che sta soffocando è uno stato di necessità naturalmente; una persona che ha fatto un incidente e che non andrebbe mossa se non con apposito collare e barella (proprio perchè potrebbe avere una lesione alla colonna vertebrale), la si tira fuori senza aspettare i soccorsi se l’abitacolo sta prendendo fuoco.
  • Normalmente nell’ambulanza non c’è personale sanitario ma persone – volontari e assunti – che hanno fatto un corso base. Se la situazione è molto grave, noterete anche la presenza di un’automedica sul posto con un medico e un infermiere. Quest’ultimi posso compiere anche manovre invasive come intubare una persona
  • A Milano le autoambulanze a disposizione sono 100; le automediche invece sono 10. Notte e giorno. Mentre le prime possono esserete gestite anche da cooperative, le seconde sono tutte sotto il 118.
  • Tutte le domande che vengono fatte dall’operatore che sembrano far perdere tempo, lo fanno guadagnare dopo. Siate precisi il più possibile nel dare l’indirizzo, il piano, la scala del condominio, il cognome sul citofono.
  • Al 118 rispondono operatori semplici che poi smistano la chiamata, a seconda della necessità, a un infermiere oppure a un medico.
  • Una volta caricato il paziente può capitare che l’ambulanza stia ferma senza partire. Non stanno perdendo tempo ma stanno cercando di capire dove meglio indirizzare il paziente. Portarlo nel posto giusto, più specializzato, può fare un’enorme differenza. Sempre che ci sia posto…
autoambulanza milano

Z KIDS LABORATORI GRATIS PER HALLOWEEN CON GADGET, DOVE E QUANDO

Conoscete tutte Z Kids, che io chiamo ancora Z Generation? Una volta si chiamava così e io ci andavo davvero spesso perché il negozio era vicino casa di mia madre; per cui mi sbizzarrivo alla grande tentata dalle tante promozioni interessanti.

Oggi ci vado meno per un semplice fatto: Tiara, la secondogenita, può contare sulla miliardata di vestiti della sorella e, poi, col blog – diventato nel frattempo anche lui vecchietto – mi arrivano molti capi di abbigliamento in regalo.

Di recente, in occasione dei laboratori dedicati al back to school che si tenevano in uno dei tanti punti vendita Z Kids, ho avuto il piacere di rimettere piede in uno Z Kids store. Non esagero se vi dico che avrei preso tutto!

A proposito dato che più di una mi ha chiesto di questi laboratori gratuiti, segnatevi qui le prossime date.

Laboratori gratuiti Z Kids: dove e quando

Gli eventi si terranno il 26 e il 31 ottobre dalle ore 15 alle 19, in 10 negozi d’Italia: Carugate, Orio Al Serio, Trento, Bolzano, Reggio Emilia, Lucca, Arezzo, Pisa, Bologna e Trieste.


Ci sarà un animatore che proporrà una sfida “spaventosa” ai piccoli partecipanti, dovranno trovare una pallina nascosta in una scatola misteriosa e piena di cose strane e gelatinose. Quando il bambino troverà la pallina avrà in regalo un sacchetto di stoffa per fare “dolcetto o scherzetto” a forma di mostro (come quelle sopra); inoltre se i genitori dei bimbi che partecipano all’evento effettueranno un acquisto, gli verrà regalato anche il gioco “Memory di Halloween“.

abbigliamento z kids
Total look Z Kids, collezione autunno inverno, scarpe comprese.

Se non avete mai fatto acquisti da Z Kids eccon quattro ragioni per farlo:

  • Hanno linee comode, casual ma non troppo sportive, eleganti ma non troppo ingessate. Insomma un mix and match di capi perfettamente intercambiabili tra loro che trasformano un outfit da informale a ricercato, cambiando anche un solo pezzo.
  • Ha una qualità molto buona a prezzi leggermente superiori rispetto ai soliti nomi low-cost come Kiabi e H&M, da cui pure compero. Diciamo che anche l’armadio ideale dei nostri figli, dovrebbe essere un mix di questi marchi, sapendo che alcuni capi ci saluteranno per sempre la stagione successiva (vedi per esempio i leggings di Kiabi che mi si bucano sempre sulle ginocchia).
  • Abitini e magliette, come i golfini presentano decorazioni sobrie, senza troppi “pasticci” sopra. Per pasticci intendo pupazzi, ghiri gori…ma al massimo hanno un fiocchetto colorato o un cuore stilizzato di brillantini, insomma cose piuttosto fini e dai colori tenui.
  • Dulcis in fundo, hanno sempre promozioni davvero accattivanti.
L’autunno, stagione bellissima coi suoi colori…e perchè no, anche per l’abbigliamento.
Tiara indossa pantaloni uguali alla sorella, sempre Z Kids, come le scarpe da tennis glitter con sopra Minnie. Non c’azzeccano molto con i pantaloni ma vaglielo a spiegare a una quasi 3enne fissata con Minnie!

Tessera punti Z Kids, perche farla

Per sfruttare ancora meglio le promozioni, vi consiglio di fare la loro tessera il cui costo è di 4 euro l’anno ma vi regala un’infinità di vantaggi come:

  • ulteriori saldi,
  • sconti extra anche durante l’anno,
  • punti da convertire in buoni sconto,
  • anteprime di flash sales,
  • prolungamento sul cambio merce ecc.).

Con la tessera Vip, vi iscriverete in automatico anche alla newsletter così da non perdere nessuna promozione e potrete rimanere sempre aggiornate sulle innumerevoli iniziative come i laboratori per bambini che si tengono cadenzialmente nei negozi Z Kids. Quando siamo andati noi, per esempio, le bimbe si sono divertite a colorare degli astucci e hanno fatto gli origami. I prossimi appuntamenti cadranno in occasioni come Halloween, come vi dicevo, il Natale e poi il Carnevale, dove ci sono gadget garantiti per tutti i bambini.

MAGIC CUBE, LE COSTRUZIONI NON PERICOLOSE pER I BIMBI PICCOLI

Magic Cube di Geomag sono i cubotti magnetici colorati che stimolano la fantasia e la manualità dei nostri bimbi. Grazie a varie opzioni di gioco si possono costruire infiniti mondi. E’ un gioco sicuro adatto già dall’anno mezzo.

Avendo un blog ormai da quasi 7 anni, ricevo parecchi giochi da testare. Questo perché le aziende, ovviamente, sperano che poi io li mostri alle mamme che mi seguono.

Questo per dirvi che ho maturato una certa esperienza sul tema. Come tutte le mamme del resto.
Premetto che non sono una di quelle che si pone dei limiti in fatto di giochi; per cui vanno bene i giochi in legno, i giocattoli tecnologici, quelli da fare all’aria aperta, quelli educativi ecc.

Va tutto bene, purchè si giochi e che si alterni.


Però, è inevitabile: ci sono alcuni giochi che preferisco ad altri e sono quelli fisici, dove si usano le mani e la fantasia.
Qui vi parlo di un giocattolo che verrà sfruttato tantissimo da tutti i bambini, quelli più piccoli e più grandi: i Magicube di GeoMag, un prodotto fabbricato interamente in Svizzera.
Qui sotto una foto di Tiara, quando ancora aveva solo 10 mesi e come tutti i bambini adorava e adora fare le torri.

tiara che gioca col papà

Ed eccola ancora con il suo papà, a distanza di due anni di nuovo intenta a fare altre torri e ancora torri, con la sorella maggiore Flor.

Sono contenta quando gioca con questi cubi, famosi per fare “click” quando li unisci. La loro caratteristica principale infatti è quella di essere magnetici su tutte le facce del cubo.
Soprattutto adesso che andiamo verso l’inverno e che si trascorre molto più tempo in casa è importante creare delle valide alternative ai bambini che non siano la solita televisione (che pure noi guardiamo tanto sigh!).

Costruire, comporre, trasformare, inventare, disfare.
I cubi magici di GeoMag sono perfetti per tutto questo e per questo sono così amati dai bambini.
Questi giochi sono importanti soprattutto per i più piccoli per sviluppare la loro capacità cognitiva cosa che non potranno mai fare in maniera altrettanto efficace con i giochi virtuali (come quelli che si trovano sui tablet).

Geomag magic cube

Sulla confezione consigliano l’utilizzo dall’anno e mezzo in poi. Per cui sono giochi che vanno bene anche per bambini molto piccoli dato che sono dei cuboni abbastanza grandi da non risultare pericolosi. Al loro interno, come vi dicevo, c’è un magnete che serve a far attaccare i cubi fra loro e creare così le varie forme.
Flor aveva la versione per bambine, Magicube Princess dove si divertiva a dare vita a delle bamboline-principesse. Oltre ai cubi, infatti, nella confezione trovate anche dei magneti componibili e scambiabili: gonnelline, coroncine, scarpe ecc. Purtroppo tanti pezzi li abbiamo perduti negli anni, ma in soccorso sono arrivate nuove versioni.

magic cube princess

Fra le tante versioni, curiosamente, le bimbe hanno amato più di tutte quella più semplice cioè solo quella colorata composta da pochi cubi che costa davvero poco per cui è un’idea regalo perfetta per una di quelle 585 feste di compleanno che costellano l’anno scolastico.
E’ un gioco che accompagna i bimbi nella loro crescita, non solo perché non li annoia ma perché dura nel tempo non essendo assolutamente un gioco delicato.

I bimbi hanno un dono che noi adulti abbiamo dimenticato o forse accantonano, non so: la fantasia, più la usano e più si divertono.
Così Flor e oggi anche Tiara, diventata più grande, ama inventarsi le forme di animali oppure frutta e verdura e portarmeli poi da mangiare. Ed è così che anche io, mio malgrado, sono costretta ad attingere a quel poco di fantasia che mi resta.

magic cube prezzo

“Mamma, cos’è questo?” mi chiede Flor. E io devo fare ricorso a tutta la fantasia del mondo per cercare di capire l’animale che ha in mente. A volte è facile intuire, a volte – devo dire – serve parecchia immaginazione…
Non sono davvero campionessa di gioco, lo ammetto. Anzi, come spesso vi ho scritto, giocare con le mie bimbe è un compito che delego felicemente a mio marito che, come tutti i maschi, è più giocherellone.


Se non sapete cosa regalare a un bambino piccolo o se volete fare un regalo intelligente davvero azzeccato che vi assicuro verrà sfruttato tantissimo, i Magicube di GeoMag sono una soluzione sicuramente apprezzata.
Avrete la certezza, perlomeno, che quel gioco non verrà accantonato subito dopo.
Ci tenevo a dirvelo perchè noi abbiamo la camera stracolma di giochi e, a essere onesta, Flor e Tiara ne utilizzano con costanza molto pochi. Tra questi ci sono sicuramente i cubi magici.
Quando tornano l’una dall’asilo e l’altra da scuola, subito dopo la merenda giocano spesso con queste costruzioni. Io sono contenta perchè sono trenta minuti di televisione in meno e poi perchè, anche se rimangono in giro per casa, non sono un pericolo se li calpesti di notte, a differenza di altre costruzioni che si conficcano come spilli sotto la pianta del piede.

Geomag è la stessa azienda che fa anche i famosissimi Color, le costruzioni magneti con le biglie
Li trovate nei negozi di giocattoli o su Amazon in vari modelli che contemplano tematiche in diversi (dalla giungla alla fattoria, castelli e tipi di frutta) in un numero variabile di pezzi.

CORSI E RIPETIZIONI A CASA: COME RISPARMIARE COL MASSIMO RISULTATO PER TUO FIGLIO

Allora, lo ammetto! Questa cosa dei corsi, da quando mia figlia  Flor ha iniziato le elementari, mi sta sfuggendo di mano. Non so se anche da voi sia così – ma immagino di sì – davanti al portone della scuola è un volantinaggio incessante con offerta di corsi di ogni tipo:

  • inglese,
  • musical,
  • musical in inglese,
  • pattinaggio artistico,
  • pattinaggio in linea,
  • violino,
  • chitarra,
  • circo,
  • coro,
  • scacchi,
  • capoeira
  • e potrei continuare a oltranza

Insomma è una giungla!

Stiamo facendo lezioni di prova ovunque. Forse, per risparmiare sul costo di un corso, potremmo andare avanti fino alla fine dell’anno con lezioni di prova, ma non mi pare il caso.

biscotti senza latte ricetta

L’ho iscritta a un corso di cucina che mi è costato tantissimo (10 lezioni 210 euro :-O!), ma sono due anni che me lo chiedeva e dato che non ho proprio tempo di mettermi a fare torte con lei – e da qui nasce il mio senso di colpa che mi ha spinto a una tale spesa non certo degna di mammarisparmio! – ho dovuto ripiegare sulle lezioni di cucina per bambini.  Almeno so che si divertirà perché ci sono diversi suoi compagni che frequenteranno con lei. Secondo me un’insegnante a casa mi sarebbe costato meno ma arrivati a questo punto, fa nulla!

Fortuna vuole che molte di queste opportunità si tengano nella stessa sede della scuola, per cui si va semplicemente a prenderli un’ora più tardi rispetto all’orario di uscita. E’ il famoso doposcuola che, ai miei tempi, si trascorreva nel cortile sotto casa. Oggi non è permesso nemmeno più quello nei condomini.

Per ora non me la sono sentita di sovraccaricarla con l’inglese e la musica, come invece fecero i miei genitori dato che a sei anni cominciai  a studiare pianoforte – che oggi suono mediocramente – e inglese one-to-one.

Nel doposcuola, sempre nello stesso edificio dove frequenta la seconda elementare, c’erano anche queste alternative ma, come dicevo, sono rimandate.

Un po’ di pausa ci vuole anche per loro a fine lezione. Dopottutto non sono poche 8 ore di fila e aggiungerne un’altra ora sui banchi, a sette anni e mezzo, mi pare eccessivo.

L’anno prossimo però non si scampa! O l’inglese o uno strumento. Preferirei il secondo a dire il vero. Per l’inglese c’è tempo.

Di una cosa sono sicura comunque: non la iscriverò a questi corsi dove ci sono tanti bambini da seguire. Preferisco spendere qualche euro in più e fare delle lezioni private; studiare singolarmente con un insegnate dedicato uno strumento, significa dimezzare i tempi di apprendimento.

E siamo tutti più felici, soprattutto se poi l’insegnante viene anche a casa, dato che ho anche una bambina di due anni.

Ci sono diversi modi per trovare un insegnante che venga a fare lezioni a casa.

Qui a Milano poi, c’è solo l’imbarazzo della scelta.

  • Sicuramente il migliore resta il passaparola, ovvero qualcuno che si sia trovato bene e possa garantire sulla professionalità di quella persona.
  • Poi ci sono le bacheche posizionate nelle scuole oppure nelle biblioteche.
  • E poi c’è una moltitudine di siti dedicati, più o meno specializzati nella ricerca di insegnanti privati per ripetizioni e doposcuola.

Di solito su questi siti, essendoci molta offerta, si riesce a risparmiare parecchio.  E’ così che anni fa ho trovato un ragazzo bravissimo, seppur molto giovane, che venne a farmi lezioni di francese.

Se poi dividete la spesa con un’altra mamma che vuole far seguire lo stesso corso, il risparmio è assicurato.

Io comunque non farei gruppi di bambini, ma al massimo mi limiterei a formare una coppia, quindi non più di due, al massimo tre.

  • Metto un’ultima opzione per risparmiare sul costo di un insegnante che venga a casa a fare lezioni private, nata proprio dalla mia esperienza.

Per un periodo andai a lezioni di violino presso una scuola di musica vicino casa mia e, trovandomi molto bene con l’insegnante, le proposi di venire direttamente da me. Così riuscii a risparmiare sul costo della lezione dato che la maestra non doveva più dare parte del compenso alla scuola che la ospitava durante le sue lezioni. Lei era più contenta e io ero più contenta. E vissero felici e contenti.

Scherzi a parte…dopo questo, buon anno scolastico a tutti i bimbi e ragazzi che si apprestano ad affrontare un nuovo ciclo scolastico. E se ci sarà bisogno di ripetizioni, pazienza, l’importante è passare l’anno!

CUSCINI PER CORREGGERE LA TESTA PIATTA COME SONO FATTI

Ho già scritto di plagiocefalia ma torno a parlarne perché questo problema della testa piatta, anziché diminuire, è in aumento. Secondo me non viene fatta abbastanza informazione a riguardo. Eppure basterebbe dire alle neomamme di prestare attenzione al modo in cui dormono i bambini: che non vuol dire limitarsi a specificare che la posizione corretta è a pancia in su!

Non solo almeno. Basterebbe terminare questa frase con questo appunto altrettanto importante: “facendo attenzione che il bambino non poggi la testolina  sempre dallo stesso lato”.

La plagiocefalia, perché ci sono sempre più casi 

Se sei mamma e o ti stai preparando al parto e giustamente non vuoi arrivare completamente disinformata a questo appuntamento che cambierà totalmente la tua vita, sono sicura avrai già letto che uno dei fattori  di rischio di morte in culla (la cosiddetta Sids) è quello di far dormire a pancia in giù i neonati.

Questo perché si è visto che statisticamente i bambini che sono morti nel sonno, dormivano quasi tutti con il pancino rivolto verso il materasso.

Quindi è importante che tu metta il bambino a dormire sempre a pancia in su.

Il problema è che così facendo, mantenendo sempre la stessa posizione, molti bambini hanno cominciato a soffrire di testa piatta. Prima non accadeva solo perché non c’erano ancora tutti questi studi relativamente alla morte in culla. Anzi, si pensava addirittura il contrario, che tenerli col visino rivolto verso il basso potesse essere più utile in caso di reflusso ed evitargli così il soffocamento.

testa piatta neonato

In ogni caso, dopo l’esperienza di plagiocefalia con la prima figlia, con la seconda, non mi sono fatta trovare impreparata e ho fatto attenzione sin da subito che non stesse con la testolina girata sempre verso lo stesso lato.

Come prevenire la plagiocefalia

Per evitare che la testa potesse appiattirsi  ho utilizzato il cuscino per la plagiocefalia già dal secondo mese. E non so se sia stata davvero questa la ragione, ma non ha mai sofferto di testa piatta.

Naturalmente sono anche stata attentissima che non si coricasse sempre dallo stesso lato, cosa che fanno i bambini quando soffrono di torcicollo (può capitare dopo 9 mesi nella pancia, di cui tre con pochissimo spazio).

La mia prima figlia aveva la testa piatta solo da un lato, la  cosiddetta plagiocefalia laterale. Me ne sono accorta solo grazie al fatto che una responsabile del consultorio dove andavo a pesare la bimba, aveva notato l’appiattimento della testolina nella piccolina. Mia figlia aveva tre mesi circa.

Era proprio lieve, soprattutto nella parte bassa. Ovviamente appena me lo ha fatto notare, non ho visto altro per giorni. Fintantochè sono andata alla visita di controllo all’ospedale San Paolo di Milano, uno dei centri di riferimento in Italia per le deformazioni maxillofacciali pediatriche e uno dei centri più attivi nell’operare bambini con il labbro leporino (in collaborazione anche con le campagne di Operation Smile).

E’ proprio li’ che mi hanno consigliato l’utilizzo di questi cuscini per la plagiocefalia.

cuscino plagiocefalia
cuscino plagiocefalia

Rimedi per guarire dalla plagiocefalia

“Va bene anche un sacchetto di riso da un chilo circa, da mettere  dal lato dove il bimbo tende a tenere la testa, così che non possa girarla in quel verso”.

Ma onestamente, visto che la cifra di questi cifra è più che abbordabile  – da un minimo di 15 euro a un massimo di 30 euro – ho preferito optare per un cuscino perché obiettivamente più comodo.

Altri tipi rimedi per la plagiocefalia, quando in stadi più gravi, sono:

  •  le manipolazioni di un osteopata specializzato in questo tipo di cure verso i neonati
  • esercizi di fisioterapia per  aiutare la testolina a tornare normale.
  •  il caschetto da tenere in testa.

Ma questi sono tipo di interventi quando la testa è già molto piatta o il bambino è più grandicello e dunque curare la plagiocefalia ci vuole più tempo.

Prima si interviene in caso di plagiocefalia, meglio è perché la calotta cranica è più morbida e dunque  modellabile. Tant’è che la maggior parte delle volte non serve alcun tipo di azione poiché la plagiocefalia si risolve da sola, in modo naturale.

Ovviamente non da un giorno all’altro.

Una delle domande che mi viene rivolta più spesso, del resto, è proprio questa:

Quanto tempo ci vuole perché la testa ritorni normale?

Come dicevamo man mano che crescono le ossa si irrobustiscono e si irrigidiscono, rendendo così le malformazioni più difficili da sistemare.

Una plagiocefalia scoperta dopo l’anno è molto più difficile da arrotondare ma sicuramente non impossibile. Solo ci vorrà più tempo (e molto comunque dipende da quanto piatta è la testa del bambino). Dopo i tre anni è davvero difficile cambiare le cose.

Teniamo comunque sempre ben presente che si tratta di un difetto estetico e nulla più. Solo in rarissimi (e gravissimi) casi può comportare un ritardo motorio.  Capisco però che nelle mamme di un figlio maschio, la cosa possa destare più preoccupazioni.

Per prevenire la plagiocefalia, dicevo, si può intervenire con i cuscini col buco, quelli dove la testolina del neonato poggia praticamente su una superficie concava arrotondata.

Prevenire la plagiocefalia: cuscini per la testa piatta  a confronto

Ne trovate tanti tipi ormai in commercio. Ai tempi della mia prima bimba c’era il cuscino a forma di cuore Lovenest e di memory foam ancora non si parlava.

Oggi ci sono cuscini molto ben fatti, come per esempio il Koala BabyCare di cui vi avevo già parlato, e praticamente tutte le principali marche commercializzano cuscini come questi, tra cui Chicco e Prenatal.

Più o meno si equivalgono tutti perché ormai sono tutti traspiranti,  in cotone.  Vi segnalo però un nuovo cuscino che rispetto agli altri ha un dettaglio che fa la differenza, ovvero il kit di fissaggio.

cuscino col buco in mezzo per testa piatta
I forellini che si intravedono nei cuscini per la plagiocefalia hanno la funzione antisoffoco ma va detto che i bimbi, anche i più iccoli, istintivamente girano il capo al bisogno.

Quello che può capitare infatti è che il cuscino si sposti, soprattutto quando il bambino solitamente dopo i 4 mesi comincia a essere più attivo e mobile. Questo cuscino venduto da Boquerias (lo trovate su Amazon e qui sotto vi lascio il link così potete andare a vedervi il video di come funzioni) rimane fermo sul materasso del lettino grazie a una semplice striscia di velcro posta sul retro del cuscino alla quale si fissa una cinturina di cotone da assicurare al materasso.

Un’idea molto semplice ma davvero efficace.

Quando l’ho visto mi è sembrato un po’ alto rispetto  al corpicino di un neonato ma poi leggendo meglio le caratteristiche del prodotto ho capito che la funzione di essere un po’ più spesso rispetto agli altri è quella di contrastare anche il reflusso, di cui soffre un numero incredibile di bambini.

Poi, essendo in memory foam, si adatta alle forme del corpo del piccolo – eccezion fatta per la testolina dove c’è ovviamente il famoso buco in mezzo – e  quindi lo spessore dimezza con il peso del piccolo.

INSEGNARE A LEGGERE L’ORA COL METODO FLIK FLAK

Flor ha sette anni e frequenta la seconda elementare. Lo scorso anno ha studiato bene il tempo e tutte le sue derivazioni: le stagioni, i giorni, i mesi ma anche il significato di “prima, dopo e durante”. Badate bene che per un bambino non sono cose scontate! Quante volte i nostri piccoli ci hanno detto “prima ho fatto…” riferendosi a un avvenimento accaduto magari due mesi addietro? 

Imparare a leggere l’ora per un bambino è uno straordinario cambiamento che gli permetterà di  capire quanto tempo manchi al pranzo quando il suo stomaco comincia a brontolare oppure quanto ci voglia alla campanella per poter riabbracciare la sua dolce mammina, che giust’appunto sarei io, quella qui sotto.

evento flik flak

Oggi per imparare a leggere l’ora ci sono diversi metodi: dai libri alle app, tra cui quella ideata da Flik Flak.

Noi abbiamo usato proprio il metodo Flik Flak, perché oltre a essere divertente e facile abbiamo due orologi appartenenti alla collezione Going to school (che potete vedere tutta a questo link) e Futuristic (che invece potete vedere a questo link). Se doveste acquistare un orologio Flik Flak troverete un cartoncino all’interno della custodia che vi ripropongo qui di seguito così che possiate usarlo anche voi coi vostri bimbi.

Per me si è trattato del metodo più semplice e immediato.

Prima di spiegarvi come insegnare al vostro bambino a leggere l’ora, dobbiamo costruire il kit Flik Flak a forma di orologio.

Di seguito l’immagine che dovrete scaricare e stampare.

Ecco i passi per creare il vostro modellino Flik Flak per far capire bene la differenza tra lo scorrere dei minuti e delle ore.

  • ncollare il foglio su un cartoncino sottile così da dare spessore al vostro orologio
  • ritagliare le lancette Flik (la blu dei minuti) e Flak (la rossa delle ore), compresa la parte centrale azzurra come da foto qui seguito
  • ritagliare il centro dell’orologio, che per vostra comodità ho ripassato con un pennarello blu.
  • incastrare le lancette nel centro dell’orologio così che possano scorrere sul quadrante al vostro tocco.

Ma ecco le immagini a supporto delle istruzioni.

imparare a leggere l'ora
Il centro deve essere ritagliato solo ai lati. Dovete ottenere due alette, come da foto
insegnare a leggere l'ora
Ed ecco il risulato finale!

Per insegnare a leggere l’ora ai vostri bambini è bene cominciare con degli esempi pratici. Un buon punto di partenza è motivarli con un bel orologio con cui fare pratica. Flik Flak è sicuramente il marchio più conosciuto quando si parla di orologi per bambini. Sono belli, colorati e durevoli. Ci siamo cresciuti tutti con i Flik Flak. A me fanno pensare al mio primo viaggio aereo, che feci con mio papà (mamma aveva paura). Lo scelsi al duty-free in uno stand più o meno come questo della foto dove ora c’è il braccio di mia figlia. E questa cosa, non so perchè, mi intenerisce molto.

Per insegnare ai bambini il senso del tempo è importante fare loro degli esempi pratici. Fargli capire che:

  • per indossare il cappotto ci mettono meno di un minuto
  • per dare un bacio pochi secondi
  • per guardare un film intero più di un’ora
  • per fare la nanna di notte tante ore

Così potranno avere un’idea di come è suddiviso il tempo.

Personalmente, ho diviso il quadrante dell’orologio in quattro sezioni, facendo esempi concreti con le cose che facciamo durante quegli orari. Ovvero:

  • Dalle 7 alle 8 del mattino ci prepariamo per andare a scuola
  • Alle 4 e 30 esci da scuola
  • Alle 6 e 30 ceniamo (sì è parecchio presto lo so…)

Le ho spiegato che una giornata è fatta di 24 ore ma per non complicare troppo le cose non le ho detto che l’una si può dire anche “ore 13”, e così via…le ho solo detto che ci sono le ore della mattina e del pomeriggio e della notte.

In sala abbiamo un orologio digitale e più volte al giorno le chiedo di dirmi le ore e confrontarle poi con quelle del suo orologio Flik Flak. Nell’arco di pochi giorni questi concetti mi sono sembrati subito chiari.

Come in tutte le cose, non c’è fretta per cui se vedete che vostro figlio non è ancora pronto, inutile insistere.

Tempo al tempo, è proprio il caso di dirlo!

Qui vi lascio link per ammirare gli orologi Flik Flak, sicuramente un’idea per un regalo utile e tanto apprezzato dai bambini.

#flikflakfamily #flikflakwatch

collezione flik flak going to school
Flor e io, il suo primo giorno di scuola. Entrmbe indossiamo Flik Flak (sono riuscita a rubarlo per un paio d’ore alla sorellina Tiara che lo usa, ovviamente, come un semplice braccialetto… per lei è ancora troppo presto ma ne è già gelosissima).
orologio flik flak
Tiara e io all’evento Flik Flak dove le bimbe si dono divertite a colorare degli zainetti
metodo per insegnare il senso del tempo
Flor mostra orgogliosa lo zainetto decorato durante l’evento Flik Flak dedicato al back to school