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LO SGUARDO DELLE MAMME NON CONOSCE PAUSE

Questa poteva essere la nostra ultima foto, di noi, vicine.

Ieri abbiamo rischiato di perdere Tiara per sempre. Se è ancora qui lo devo a mio marito e a una sua frase pronunciata al momento giusto.

È bastato uno scambio di parole tra me e Johnny, girati con la testa dal lato sbagliato, per perderla di vista.

Secondi…parlo di secondi. 

Ma lo sguardo delle mamme non può conoscere pause e deve anche contare su una buona dose di fortuna. È la distrazione di un attimo, una pipì al bagno mentre di là un balcone resta aperto, una maniglia di una pentola che sporge inavvertitamente, una presa alla parete non coperta, un mobile non ancora fissato, una palla che rotola all’improvviso in mezzo alla strada…pochi secondi. 

Le mamme devono vedere. E prevedere. 

Ci siamo scambiati due parole su un argomento che nemmeno ricordo più; lei era lì, proprio a fianco a noi, sdraiata sulla sabbia, un metro più un basso rispetto alle nostre teste. 

Poi finita la frase: “Dov’e Tiara?”, dice lui.

Lo chiediamo subito alla sorella maggiore, Flor, 7 anni, perché sono sempre lì a giocare assieme, nell’area giochi attigua al nostro ombrellone.

“No, non l’ho vista” dice lei. 

L’ansia comincia a salirmi.

Guardo dentro i giochi, magari si è nascosta lì: il bruco, il castello…niente!

Altri secondi che passano, poi Johnny vira lo sguardo verso il mare, solo tre file di ombrelloni più in là. È meno agitato di ieri ma qui siamo in Liguria e l’acqua diventa subito profonda. Cerca prima a sinistra, poi a destra.  Eccola, è già vicinissima alla battigia.

Ha fatto tanti metri da sola, almeno una quarantina. Come avrà fatto così velocemente?

Cominciamo a correre perché ancora pochi passetti e toccherà l’acqua e le onde non scherzano nemmeno un po’. Nessuna delle persone che sorpassa, mano a mano, si accorge di lei. Nes-su-na! Ma non è una colpa, è solo un dato di fatto.

Eppure è un trottolino che sgambetta in solitaria, nemmeno un metro di donna con il pannolino che si avvicina pericolosamente al mare. Forse danno per scontato che subito dietro ci sia qualcuno, forse sono distratte, sovrappensiero e non la vedono…

Sono le 19 passate e il bagnino ha finito il turno. Lei è temeraria, come lo sono tutti i bambini di due anni che non percepiscono il pericolo. Non si fermerà, lo so, perché quando facciamo il bagno assieme si butta in avanti, cerca di divincolarsi dai nostri abbracci anche dove non tocca.

Corriamo che ci manca il respiro per acciuffarla in tempo. La prendo, le do un paio di sculacciate sonore. LA gente si gira, cerca di capire cosa sia accaduto. Le dico di non farlo mai più, che il mare l’avrebbe mangiata e portato per sempre via da noi.

Piange ma è con noi, sana e salva.

Se johnny avesse pronunciato quella frase – dov’è Tiara? – anche solo 30 secondi dopo, forse lei non sarebbe più qui. 

Sono passate quasi 24 ore eppure ho ancora un nodo in gola. Mentre scrivo e ascolto Tiara cantare di là nella stanza “la bella lavanderina” con le sue parole pasticciate, la mente continua a viaggiare e penso alle conseguenze: alla scena drammatica cui avremmo dovuto assistere, al vuoto incolmabile, a Flor e agli strascichi che questa tragedia avrebbe avuto sulla sua vita.

Penso a quei genitori che disgraziatamente non hanno avuto la concessione di quella manciata di secondi in più che abbiamo avuto noi…

Penso a tutti quei bimbi che se ne sono andati solo negli ultimi due mesi e no, non ce la faccio a dire “per colpa di”: è accaduto nella piscina di Pozzuoli durante un matrimonio, nei bagni Texas a Marina di Pietrasanta, davanti a centinaia di persone a Mirabeach a Mirabilandia, nella piscina di Porto Sant’Elpidio, sul finire della giornata, mentre il papà stava rivestendo il maschietto più grande, in uno stagno di pochi centimetri a Nettuno mentre una mamma medicava il dito della nonna e per un attimo ha abbassato lo sguardo per tagliare la garza.

Tutto questo solo negli ultimi due mesi, in Italia.

Continuerà a succedere, qui come nel resto del mondo.

Non c’è colpa ma se fosse successo qualcosa a Tiara non me lo sarei mai perdonato.

Perché lo sguardo delle mamme, che lo si voglia o no, non conosce pause. 

lo sguardo delle mamme

Risparmiare sulle bollette luce e gas? come farlo in famiglia

L’educazione al consumo energetico è importante sia per limitare il nostro impatto ambientale, sia per limitare l’impatto delle bollette sul bilancio familiare. Per questo, in casa, ci deve essere la collaborazione di tutti per attuare piccole strategie in grado di ottimizzare l’uso di luce elettrica e gas e di scegliere i fornitori più convenienti. Partiamo subito dal secondo punto: come scegliere un contratto per l’energia elettrica e il metano che ci permetta di risparmiare.

Luce e gas: fate la scelta giusta

Per quanto riguarda la fornitura di luce e gas, molte famiglie si trovano ancora nel mercato tutelato. A partire da luglio 2020, tale regime non esisterà più e tutti dovremo effettuare il passaggio al mercato libero. Questo anno che ci separa da questo evento, ci deve servire per iniziare a guardarci intorno e prendere confidenza con le offerte di elettricità e metano presenti sul mercato libero.

Il modo migliore per farlo è quello di utilizzare i comparatori online (come ad esempio: https://www.comparasemplice.it/energia-luce-gas). Si tratta di siti online che offrono un servizio gratuito per il confronto delle tariffe e permettono di attivare l’offerta desiderata online o via telefono. Il servizio non è a pagamento e i prezzi sono gli stessi di quelli offerti dai singoli fornitori (come Enel, Eni, Edison e gli altri) sui canali online.

I migliori, offrono anche un servizio di consulenza telefonica, che affianca l’utente durante la comparazione e in fase di attivazione. Volete sapere come guadagnano questi siti? Subito detto: recuperando una percentuale sulla vendita presso i fornitori; percentuale che altrimenti sarebbe andata a coprire le spese della rete di vendita diretta.

gestore gas luce più economico

Negli ultimi mesi, accanto ai comparatori online indipendenti, si è affiancato il sito gestito dall’Autorità per l’energia (ARERA): si chiama ilportaleofferte.it e ha le stesse funzioni degli altri siti di confronto.

Alcuni consigli pratici per trovare l’offerta giusta:

  • Confronto sulla spesa mensile o annuale, non sul costo per kWh o al metro cubo– Le offerte dei vari fornitori enfatizzano il costo del kWh per la luce o al metro cubo per il gas come elemento di confronto. Tuttavia, tra le voci di spesa della bolletta, ci sono i costi di commercializzazione: importo fisso (indipendente dal consumo) che può essere liberamente definito dai fornitori. Per questo, il miglior confronto può essere effettuato sulla stima della bolletta mensile.
  • Conosci il tuo consumo annuo – Le bollette di luce e gas sono ricche d’informazioni interessanti. Una da conoscere bene, prima di effettuare un confronto delle tariffe per cambiare fornitore è il consumo di kWh e metri cubi annui. Ogni comparatore che si rispetti, vi chiederà questa informazione. Non avete le bollette o non riuscite a trovare il dato? Niente paura: i siti di comparazione offrono dei configuratori di consumo che faranno una stima dei vostri fabbisogni energetici su base annua.
  • Conosci il tuo stile di consumo – Per quanto riguarda la luce elettrica, le offerte del mercato danno la possibilità di optare per due regimi tariffari: la tariffa monoraria o la tariffa bioraria. Come scegliere? Cosa conviene? Ovviamente, la risposta dipende dal vostro stile di consumo. Se siete una famiglia con bimbi piccoli, genitori al lavoro full time (e nessun nonno), probabilmente vivrete la casa solo fuori dagli orari d’ufficio, nei weekend e durante le festività. In questo caso, la tariffa giusta potrebbe essere la bioraria, che permette di pagare meno nelle ore cosiddette “fuori punta”. Se avete ragazzi grandi, lavorate da casa o il vostro nucleo abitativo è nonni-comprensivo, allora è probabile che i grandi elettrodomestici verranno utilizzati anche nelle ore di punta e conviene una tariffa flat (monoraria).

A proposito di elettrodomestici

Ecco, appunto: gli elettrodomestici. Perché, poi, sono loro che incidono su quel 40% della bolletta di luce e gas che fa riferimento al nostro consumo reale. Una volta sostituite tutte le vecchie lampadine a incandescenza con le nuove lampadine a led, come è possibile contribuire ad abbassare le bollette facendo attenzione al consumo? C’è un modo per risparmiare seguendo delle buone prassi di utilizzo dei grandi elettrodomestici?

In effetti, il consumo delle lampadine non incide più di tanto sulle fatture di energia elettrica. Quindi dobbiamo concentrarci sui sospettati di maggior assorbimento energetico: lavatrici, asciugatrici, forni, frigoriferi e condizionatori. Per ottimizzare il consumo di questi energivori, basterebbe seguire alcune indicazioni di buon senso:

  • Lavabiancheria – Utilizzare l’elettrodomestico a una temperatura al di sotto dei 40°C, evitare prelavaggi e centrifughe eccessive. Le asciugatrici sarebbero da utilizzare solo in casi estremi.
  • Forno elettrico – Sì, sì, lo so: cuoceva meglio il forno a gas. Ma il forno elettrico è più “green”, anche se bisogna usarlo con accortezza. Il grill è la funzione più dispendiosa ed è possibile spegnere il forno anche 10 minuti prima del completamento della cottura (evitando di aprire in continuazione lo sportello).
  • Frigorifero – Il modo migliore per risparmiare è utilizzare un termometro: la temperatura deve essere mantenuta tra 1°C e -4°C. Volete qualche consiglio in più? Leggete questo interessante documento dell’ENEA.
  • Condizionatore – Le regole per risparmiare con il condizionatore sono: una manutenzione periodica, un uso morigerato delle funzioni di raffrescamento (non oltre i 6°C di differenza rispetto all’esterno) e azioni smart per tenere la casa al fresco per limitare il ricorso all’elettrodomestico (tapparelle e tende chiuse durante le ore in cui batte il sole e creare correnti di contrasto durante la sera).

Per quanto riguarda il gas, ovviamente, la sospettata è una: la caldaia. La manutenzione periodica e l’eventuale acquisto di una caldaia a condensazione di ultima generazione sono le buone prassi da attuare per risparmiare in bolletta, trattandosi di una spesa che può essere anche detratta in dichiarazione nell’arco di 10 anni.

RICETTA SUPER CREMOSA DI “HUEVOS REVUELTOS” ALLA COLOMBIANA

Mio marito è sudamericano e come tutti i sudamericani adora le uova, che lì si mangiano anche tutti i giorni. In Italia invece le assumiamo con più cautela perché i medici ci dicono che fanno alzare il colesterolo. Mia suocera, 70 anni suonati, ha tutti gli esami perfetti; mia madre che è sempre stata molto attenta a l’alimentazione ha il colesterolo alle stelle.

Per dire…

Come saprete, se mi seguite, la scorsa primavera ci ha fatto visita per un paio di mesi la mamma di mio marito che gli ha preparato qualche manicaretto colombiano. Vi avevo già parlato di una specialità colombiana in passato come il chocolate con queso, oggi però vi voglio parlare di un piatto salato, che ho riproposto l’altro giorno a Johnny per fargli sentire meno nostalgia del proprio Paese.

Chocolate-Colombiano-con-queso
Chocolate con queso, a merenda o a colazione, un classico made in Colombia

Sto parlando di huevos revueltos ovvero le uova strapazzate alla colombiana, una sorta di tortilla a cui bisogna aggiungere una serie di ingredienti. La cucina colombiana non è affatto complicata: presenta piatti semplici ma molto gustosi.

Servono delle uova in primis, direi un paio a testa.

Dato che ultimamente preferisco assumere alimenti pastorizzati perché mi fanno sentire più sicura, per fare questa torta di uova ho scelto la versione Uova strapazzate in bottiglia le Naturelle.

uova strapazzate le naturelle

Non so se conoscete questo prodotto made in Italy (dettaglio da non sottovalutare quando parliamo di cibo), io mi ci sto trovando parecchio bene. Le uova le trovate nel banco frigo di tantissimi supermercati a poco più di 2 euro commercializzate in bottiglie riciclabili da 250 grammi con diverse opzioni:

  • Tuorlo d’uovo in bottiglia le Naturelle (formato ideale per quando volete fare la carbonara ed evitare di sprecare l’albume ed evitare i rischi legati all’assunzione di uova crude perché queste, lo ripeto, sono pastorizzate)
  • Albume d’uovo Bio in bottiglia le Naturelle (se per esempio dovete fare un dolce dove vi servono solo gli albumi da montare a neve o ideali per chi fa sport e intende rafforzare la massa muscolare grazie all’elevata concentrazioni di amminoacidi ramificati presenti al loro interno)
  • Misto d’uovo in bottiglia le Naturelle
  • Uova strapazzate in bottiglia le Naturelle, come sopra ma con l’aggiunta di un pizzico di latte e panna pastorizzati.

Se volete approfondire ulteriormente, al seguente link trovate tutte le informazioni nutritive sulle uova e la gamma di prodotti le Naturelle : http://l12.eu/lenaturelle-2550-au/@userCode

Per la mia ricetta ho scelto la variante uova strapazzate perché rendono il piatto molto più cremoso. Il trucco di questa ricetta è il taglio dei condimenti che andiamo ad aggiungere alle uova: deve essere piccolo, a cubetti e il più omogeneo possibile.

Mia suocera è bravissima in questo, io molto meno. La cucina non è il mio forte ma mio marito ne è rimasto comunque affascinato perché come il cibo italiano – la Colombia non me ne voglia – non ce n’è!

Mia suocera fa così:“pica” – così si dice in spagnolo quando si vuol dire tagliare a cubetti – del pomodoro, del cipollotto oppure del porro e ne fa un soffritto.

Poi a parte, fa abbrustolire la “salsicha picada”, che è l’equivalente del nostro wurstel.

uova alla sudamericana

Ovviamente si può aggiungere al piatto ciò che desideriamo come tonno, piselli, funghi, carne trita, peperoni piccanti. Insomma spazio alla fantasia!

Ricordo che in Messico, in una vacanza di tanti anni fa, mi facevano certi piatti così ricchi e guarniti che ci mettevo un giorno intero a digerirli (che buoni però!).

Non voglio esagerare personalmente e seguo la ricetta di mio marito così, oltre a soddisfare il suo palato, allieto anche la sua mente ricordandogli i piatti della sua terra così lontana.

Uova strapazzate1

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Moda mare e costumi da bagno: come scegliere il migliore per te

Torna l’estate e con essa l’emergenza armadio: cosa metto sulla spiaggia? I bikini triangolo dell’anno scorso sono troppo consumati, troppo piccoli, troppo larghi o semplicemente non corrispondono più al gusto del momento. Ogni anno è sempre la stessa storia ma basteranno pochi accorgimenti per risolvere la questione.

Mai come quest’anno i costumi da bagno da donna sono così attraenti e dettagliati: con fantasie a righe, floreali e tropicali, sono in particolar modo le forme a sorprendere. Sembra che il mood del 2019 prediliga il beachwear di qualità, quello che evidenzia la silhouette e le dona il massimo risalto. La grande varietà di modelli, adatti per tutte le taglie, potrebbe confondere durante lo shopping ma c’è solo bisogno di un po’ di confidenza con le varie tipologie di costumi da donna.

Costume intero o due pezzi? I costumi da donna si dividono in due grandi categorie e ognuna ha il suo modello preferito. Quello intero può differenziarsi nei dettagli (ad esempio, con volant o laccetti strategici per aumentarne la sensualità) ma troverai anche monokini per lasciare intravedere un po’ di pelle nuda.

Il due pezzi ha un ampio margine di differenziamento, dal bikini a balconcino per un effetto push up al bikini a fascia, la scelta è davvero incredibile.

Per l’abbigliamento mare, il consiglio è quello di puntare su capi capaci di esaltare i punti forti e farci sentire comode tutto il giorno. Il costume bikini è una buona idea se vuoi un modello evergreen e sempre attuale ma prediligi il costume a fascia se vuoi abbronzarti in maniera impeccabile, senza segni sulle spalle. Qualora avessi un seno prosperoso o desiderassi aggiungere un po’ di volume, il costume a balconcino è perfetto per sostenere il décolleté e donare una taglia in più.

Vita bassa o alta? Decidi in base ai tuoi fianchi! Quella bassa è adatta a un corpo molto snello e senza le classiche maniglie dell’amore, in quest’ultimo caso opta per la vita alta così da stare comoda e contenere le tue forme generose.

I brasiliani sono degli slip molto sensuali che non lasciano nulla all’immaginazione, potresti abbinarli con top e canotte da spiaggia, seguendo i trend dettati dalla moda mare da donna. Questo outfit sarà semplice e di impatto, adatto a tutte le donne che vogliono differenziarsi dalla massa e focalizzare l’attenzione anche al mare o in piscina.

Per creare il tuo outfit da spiaggia quest’anno puoi anche optare per il mix & match abbinando pezzi individuali così da personalizzare il costume in base alla tua personalità.

Per perfezionare il look, non tralasciare l’amore per accessori e abbigliamento. Anche l’abito da mare sta riscuotendo successo, per variare dai soliti pantaloncini e canotte casual. Quest’anno indossa un copricostume a tinta unita con trama in pizzo o traforata, così da lasciare intravedere il costume sottostante. Il risultato sarà di impatto e curato, specialmente se abbinato con accessori estivi come collane e orecchini con conchigliette, bracciali in legno, cavigliere, cappelli in paglia e occhiali da sole.

PRESTITO PER L’AUTO NUOVA E FINANZIAMENTO DALLA CONCESSIONARIA, PERCHE’ NON MI FIDO

Non è un mistero che da anni diciamo di voler cambiare l’auto.

Il primo post, in tal senso, risale a 5 anni fa quando avevamo l’Audi A2 che abbiamo poi rivenduto a nemmeno 1000 euro tramite il sito Noicompriamoauto.

Per quanto fosse una  macchina esteticamente ancora molto bella era ormai vecchia – immatricolata nel 2001 – con così tante magagne al motore che per rimetterla a posto ci sarebbero serviti 3mila euro. Capirete che non ne valeva la pena. 

La provvidenza nel frattempo ci ha fatto arrivare in dono una Lancia Musa usata del 2005. La moglie di mio padre ha cambiato auto e ci ha regalato la sua. Anche l’Audi, a dire il vero, era sua…

Adesso non possiamo più sperare in nuovi cambi d’auto, poiché ha deciso che le è più conviente avere un’auto in affitto.

Dunque il momento di comperare una nuova auto sembra finalmentearrivato!

Non abbiamo più scuse, se non quella dei soldi…che poi tanto una scusa non è, a dirla tutta.

La Lancia Musa era perfetta fintantoché eravamo in 3 ma da quando la famiglia si è allargata, un’auto più grande ci farebbe davvero comodo

chicco trio bagagliaio lancia

Il punto è che i seggiolini auto occupano un sacco di spazio e quelle volte che capita di avere dietro anche mia mamma, diventa davvero complicato. Anche fare la spesa non è semplice, perché quando comperi una box di pannolini e due casse d’acqua, il bagagliaio è praticamente già pieno. Per non parlare del passeggino…

Quindi, idealmente, staremmo cercando una macchina grande ma non troppo lunga perché abitando a Milano le dimensioni sono importanti per trovare parcheggio facilmente.

Trovo carini quei minisuv da città, un po’ alti dato che in famiglia siamo tutti degli stangoni. Naturalmente deve avere 5 porte.

Esteticamente, invece, non amo le carrozzerie troppo aggressive ma mi piacciono quelle con i fanali un po’ tondeggianti.

Ma conviene davvero comperare un’auto usata?

La risposta è sì perché, com’è risaputo, il mercato automotive è tra quelli che si svalutano più in fretta.

Un’auto nuova, dopo nemmeno un mese vale poco più della metà. Forse, semplicemente, perché è sospetto che uno voglia sbarazzarsi di un’auto muova dopo appena un mese?

Chissà, me lo sono sempre chiesto…

La soluzione delle auto a kilometro zero è l’alternativa che mi dà più garanzie. Ovvero quelle auto aziendali, usate pochissimo oppure  usate dalle concessionarie per far fare le prove giro ai clienti. Sono praticamente nuove ma hanno degli sconti davvero importanti

Purtroppo le nostre finanze attuali non ci permettono di acquistare un auto nuova e nemmeno usata sull’unghia.

Una spesa che azzererebbe  tutti i nostri risparmi in un sol colpo. Ed è una cosa che non possiamo fare dato che siamo genitori di due bambine e gli imprevisti sono sempre dietro l’angolo (come per esempio le spese condominiali straordinarie che ci attendono l’anno prossimo).

Sarà anche che l’auto la usiamo molto poco, per cui sicuramente non è tra le nostre priorità.

Tuttavia non è una cosa così impossibile. Ho dato un’occhiata alle valutazioni delle auto usate sul mensile Quattroruote e con 10mila euro si possono comperare dei modelli davvero interessanti e nemmeno troppo vecchi.

prestito auto usata

Per i soldi potremmo chiedere un finanziamento, ma personalmente eviterei di farlo tramite la concessionaria. Per un semplice fatto: non mi fido! Avrete sentito parlare della multa dell’Antitrust nei confronti delle case automobilistiche che –  in accordo con le finanziarie –  avevano fatto cartello per tenere i tassi d’interesse più elevati  rispetto a quelli dettati dalla Banca Centrale Europea.

In pratica le persone che hanno acquistato un’auto con queste modalità tra il 2003 e il 2017 hanno pagato più del dovuto. Si è trattato di una vera e propria truffa ai danni del consumatore. A tal proposito siete sempre in tempo a chiedere il rimborso per i soldi pagati in più (qui a questo link sono descritte le modalità per prendere parte alla class action attivata dal Altroconsumo: https://www.altroconsumo.it/azioni-collettive/finanziamenti-auto ).

Oggi, grazie a internet, è possibile richiedere prestiti molto convenienti rispetto a un tempo. Per esempio, facendo la prova sul sito Younited Credit con un finanziamento di 11mila euro in 3 anni con Taeg 4,95% e Tan 3,75 viene fuori una rata mensile di 328,89 e un importo totale dovuto di 11.840 euro. In pratica l’auto ci costerebbe 800 euro in più, ovvero poco più di 260 euro di interessi l’anno.

L’erogazione del credito avviene completamente online tramite bonifico bancario, i documenti richiesti sono un documento personale e le ultime due buste paga;  una volta inseriti tutti i documenti la risposta avviene in appena 24h. Va da sé che chi ha un passato da  cattivo pagatore non può essere finanziato. Cliccate qui di seguito se volete fare delle simulazioni di prestito con la cifra di vostro interesse. :

Dato che dal prossimo settembre non avremmo più la rata del nido perché Tiara comincerà la materna, forse è la volta buona che la famiglia Risparmio abbia una macchina nuova (usata)? 😊 Intanto mio marito continua a sognare scattando foto alle auto lussuose che parcheggiano davanti al suo ufficio, dove c’è un noto albergo cinque stelle milanese…

SPANNOLINAMENTO VELOCE, la guida: cosa serve, come fare

Missione spannolinamento, vasino e riduttore, quale scegliere? Cosa è importante guardare prima di comperare, evitando di farsi tentare solo dall’estetica.

Anche per Tiara è arrivato il tanto atteso momento dello spannolinamento. Il 21 giugno ha compiuto due anni e mezzo ed è dunque pronta a togliere via il pannolino. Gli esperti dicono che i bambini sarebbero pronti a levare il pannolino intorno ai due anni e in effetti, col senno di poi, avrei potuto tentare già lo scorso dicembre.

Il periodo migliore per togliere il pannolino? Primavera – estate

Il fatto che fosse pieno inverno mi ha disincentivata. Non è un mistero che sia più facile togliere il pannolino con la bella stagione, dato che i bambini si sporcheranno più volte al giorno. L’ideale è lasciarli completamente senza pantaloni affinché realizzino chiaramente che dei loro organi genitali fuoriesce qualcosa di liquidò e di solido e che provoca fastidio e disagio.

A Flor, la mia prima figlia, ho tolto il pannolino a tre anni, rendendomi poi conto che in realtà sarebbe stata pronta ben prima. Ci ho messo non più di una settimana. Se avete bisogno di più tempo probabilmente, state sbagliando qualcosa. Qui vi lascio un video con suggerimenti ed errori sullo spannolinamento.

Con Flor ero alla mia prima esperienza di mamma e dunque ero un po’ timorosa nell’affrontare questo momento, pensando a quanto tempo avrebbe impiegato la mia bambina ad abituarsi senza pannolino.

Sbagliavo.

Come sempre le paure ci bloccano senza un vero perchè dato che nella realtà le cose sono molto più semplici di quelle che ci immaginiamo.

Cosa serve per fare lo spannolinamento?

  • Può essere utile un vasino (ma non per forza necessario)
  • Sicuramente un riduttore (questo sì è necessario e lo userete per almeno un biennio).

Il vasino che utilizzerò sarà quello che ho usato con Flor: un modello a forma di papera di Ok Baby che onestamente non tornerei a comperare. Uno, perchè la bimba non lo ha praticamente usato, preferendo fin da subito il wc; due perchè l’ho trovato scomodo e piccolo per le sue gambine lunghe.

Quale vasino e riduttore comperare? Consigli e opinioni da mamma bis

I bambini amano imitare i grandi, soprattutto i genitori. Quindi è più facile che il piccolo sia attratto dal water piuttosto che dal vasino. Speravo che il vasino a forma di papera potesse divertirla, invece no.

Noi genitori facciamo spesso questo errore: guardiamo più all’estetica che alla praticità. Questo vasino La mia Prima Toilette della Fisher Price sembra molto carino in effetti (ed è per questo uno dei modelli più venduti tra i vasini), ma siamo sicuri valga la pena spendere 60 euro per un oggetto che forse non useremo?

vasino-fisher-price-finto-wc

Per evitare di sbagliare esistono delle guide online che mettono in luce i punti di forza e le debolezze dei prodotti più venduti.

Ora, ad esempio, devo acquistare un nuovo riduttore poiché quello utilizzato con Flor è stato buttato via (era di seconda mano),  esasperati dal fatto che suonasse in piena notte senza un perché…non vi dico che paura la notte (come se non bastasse, avevo appena finito di guardare il film “Paranormal Activity”)!

Ma è davvero necessario che un riduttore suoni per allietare il bambino mentre fa la cacca?

Con la consapevolezza di una mamma bis, oggi so per certo che per un riduttore è più importante essere comodo che bello.

Prima di lanciarvi in un acquisto online, studiate la materia poichè le recensioni così come le posizioni dei prodotti presenti non sempre corrispondono all’oggetto con il miglior rapporto qualità prezzo.

Prima di acquistare un vasino potete farvi un giro su questi siti tipo Habu.it che velocemente vi spiegano cosa guardare e cosa no. Ci sono diverse categorie tra cui quella dedicata ai bambini e alla puericultura.

Il mio consiglio numero uno quando si tratta di acquistare un riduttore è quello di essere sicuri che abbia i manici laterali, sui quali il bambino possa poggiare le manine. Questo piccolo accorgimento è fondamentale per evitare che venga in contatto direttamente con l’asse del water.

Non a caso nella sezione dedicata alla scelta dei riduttori wc, fra quelli attualmente recensiti (in futuro potrebbero cambiare in base ai trend di vendita), quello che più mi ha convinto è quello di Chicco che ha una seduta morbida e le famose maniglie. Il famoso rapporto qualità prezzo tuttavia non sempre è premiato, poichè l’estetica – soprattutto tra i neogenitori – ha ancora la meglio. Come potete notare nell’immagine sotto, la paperella sembra avere un appeal irresistibile… ecco perché per certi acquisti è bene farsi guidare da chi ci è già passato.

riduttori wc a confronto