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L’IMPORTANZA DEL SALVADANAIO PER INSEGNARE IL RISPARMIO AI BAMBINI

L’altro giorno mi sono imbattuta in un video che mi ha commosso fino alle lacrime.

Un bambino sudamericano che festeggia il compleanno e scarta i regali con una tale gioia che non può passare inosservata.

I doni ricevuti sono molto semplici come una Coca Cola, delle patatine, dei colori, degli adesivi di Toy Story, tutti oggetti banali per noi e i nostri figli “occidentali” e che tuttavia hanno riempito di gioia Dieguito, questo il nome del piccolo.

I nostri figli sono abituati ad avere tutto e sarei curiosa di vedere le facce delle mie bimbe se al loro compleanno facessi trovare loro una bottiglietta di Coca…

Del resto la colpa non è nemmeno loro; non siamo noi a scegliere il luogo in cui nasciamo. C’è chi nasce in Africa, chi invece Montecarlo.

Abbiamo un’enorme responsabilità verso i nostri figli e anche se hanno la fortuna di essere nati in una società che può contare su certi privilegi, è doveroso insegnare loro l’importanza del denaro e un approccio antispreco verso le cose.

Bisogna cominciare fin da piccoli perchè poi, una volta ragazzi, sarà troppo tardi. Purtroppo essere adolescenti ai tempi dei social non è facile! Viene mostrata una realtà alterata, dove l’ostentazione la fa da padrona e conta molto più mostrare ciò che hai, piuttosto chi sei.

Come far capire il valore dei soldi ai bambini?  Per i più piccoli si può giocare a un grande classico come “il ristorante”: il bambino cucina e con l’ausilio di una cassa giocattolo si effettua lo scambio cibo/denaro. Deve essere chiaro che il cibo ha un costo e per questo non si gioca col cibo.

Il salvadanaio, il primo vero approccio col denaro di un bambino

Uno strumento fondamentale perchè i bambini prendano confidenza col denaro è il salvadanaio. Chi non ne ha avuto uno da bambino? Cambiano i tempi e le abitudini ma il vecchio salvadanaio è duro a morire e sebbene oggi si trovino in commercio modelli moderni io resto affezionata al maialino, l’unico e vero salvadanaio per me

A me piace questo

Ma sono sicura che le mie figlie preferirebbero modelli come questi. La cosa importante per un salvadanaio e che non sia trasparente. Il suo fascino, infatti, sta proprio nel mistero, che suscita grande curiosità nel bambino.

salvadanaio-cartoni

Le foto sono tratte dal sito  https://salvadanaio-italiano.it/

L’uso del salvadanaio non è solo divertente ma serve anche a motivare e responsabilizzare il bambino, facendogli capire quanto tempo ci voglia a conquistare il denaro necessario per comperare ciò che più gli piace.

Scegliete assieme un obiettivo, fissate una data in cui aprire il salvadanaio e fatelo partecipare a una piccola spesa con i propri soldi. Vedrete che ll bambino sarà felicissimo perchè si sentira grande.

Come spiegare a un bambino che il denaro costa fatica?

  1. Quando le bimbe mi chiedono dove sia il loro papà (questo accadeva prima della pandemia, quando non era in smart working), ho sempre risposto: “al lavoro, a guadagnare i soldini che servono per fare la spesa”. Loro sono abituate a trascorrere molto tempo con lui e quindi quando non c’è ne sentono subito la mancanza.
  2. Quando le bimbe mi chiedono dove sia il loro papà (questo accadeva prima della pandemia, quando non era in smart working), ho sempre risposto: “al lavoro, a guadagnare i soldini che servono per fare la spesa”. Loro sono abituate a trascorrere molto tempo con lui e quindi quando non c’è ne sentono subito la mancanza.

La paghetta, da che età cominciare e come gestirla?

Da quest’anno ho cominciato a dare piccole ricompense a Flor, 8 anni terza elementare. Non sono date a caso e con cadenza fissa come una vera paghetta ma a fronte di un servizio straordinario. Non è corretto dare ai bambini dei soldi per qualcosa che devono fare normalmente come per esempio riordinare la camera o aiutare a preparare la tavola. Ma se per esempio vostro foglie raccoglie le foglie in giardino, un paio di monete da mettere nel salvadanaio se le merita tutte.

Dalla scorsa estate Flor ha imparato a contare gli euro e a riconoscere le monete. Così, in vacanza, capitava che andasse al bar della spiaggia a prendere il gelato da sola. Ammetto che è stata una prova difficile più per me che non ero pronta a vederla già consì indipendente.

Adesso che ci avviciniamo al Natale,  un momento delicato per noi genitori perché bisogna conciliare il budget familiare con le tante spese e richieste, far trovare un bel salvadanaio sotto l’albero è di sicuro una bella idea che segna l’inizio di una nuova avventura per i nostri figli: il rapporto coi soldi. E poi appena riapriranno i musei, tutti a Torino in visita al Museo del Risparmio per avvicinarsi in maniera leggera e giocosa ai temi dell’economia e della finanza.

A che ora devono dormire i bambini ?

Il sonno dei più piccoli è sempre fonte di molte domande per i genitori. Molti bambini fanno i capricci quando arriva il momento di andare a nanna, ed è normale chiedersi se bisogna imporre orari rigidi o se si può lasciare che vadano a dormire quando vogliono. La risposta è che in materia di riposo non si possono lasciare le cose al caso. In questo articolo vi spiego a che ora devono dormire i bambini a seconda della loro età sulla base delle principali ricerche in materia e perché un sonno corretto è indispensabile per la loro salute. 

Dormire bene è fondamentale per noi adulti, e lo è ancora di più per i più piccoli, che hanno naturalmente bisogno di riposare per un numero maggiore di ore. Inoltre il loro corpo e la loro mente sono ancora in pieno sviluppo, e per questo possono essere fortemente impattati da abitudini scorrette che si protraggono nel tempo. Vediamo il motivo.

    Perché i bambini devono andare a letto presto

Perché, semplicemente, ne va della loro salute sia fisica che mentale. E anche di quella dei genitori. Su questo punto le moltissime ricerche svolte nel corso degli anni da pediatri, psicologi, psichiatri altri studiosi sono unanimi. 

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Pediatrics e compiuto dall’University College di Londra, i bambini che hanno orari irregolari nel ritmo sonno veglia hanno più probabilità di sviluppare un disturbo del comportamento. 

Un altro studio australiano ha invece indagato la relazione tra orari del sonno dei bambini e il benessere emotivo loro e dei famigliari, scoprendo che quando i bambini vanno a letto presto tutta la famiglia sta meglio. Se i figli vanno a letto presto, infatti, mamma e papà possono rilassarsi e passare del tempo in coppia. Questo rende tutta la famiglia più serena.

Riassumiamo i vantaggi di mettere a dormire i bambini presto e a orari regolari:

– minor rischio che si sviluppino disturbi del comportamento

– minor rischio di insorgenza di iperattività

– minor rischio di sovrappeso e obesità

– maggior benessere emotivo

Vediamo ora a che ora devono dormire i bambini in base alla loro età.

    A che ora bisogna mettere a letto un neonato?

Con i bambini di poche settimane o pochi mesi non è possibile stabilire degli orari fissi per il sonno. Il loro ritmo sonno veglia, infatti, è ancora poco influenzato dall’alternarsi di giorno e notte, ed è più dettato dalle esigenze di cibo, igiene e affetto. 

Nell’arco delle 24 ore quindi tendono a dormire tra le 10 e le 18 ore, ma svegliandosi spesso – sia di giorno che durante la notte – e facendo altrettanto frequenti sonnellini. Man mano che crescono, i momenti di sonno diventano sempre più ininterrotti, e così anche quelli di veglia, mentre il tempo passato svegli si allunga.  

Tuttavia, ci sono alcune azioni che possiamo compiere per abituarli ad avere un sonno regolare: la prima è quella di farli riposare in un ambiente illuminato dal sole di giorno e buio di notte. In questo modo piano piano il loro corpo si adeguerà all’alternanza del giorno e della notte. La seconda azione è quella di creare una routine rilassante di avvicinamento al sonno notturno, facendogli fare un bagno caldo e riducendo gli stimoli eccitanti. 

    A che ora devono dormire i bambini di 1-2 anni

A quest’età i bambini dovrebbero dormire tra le 12 e le 14 ore al giorno, con un lungo riposo notturno e uno o più pisolini. L’ideale sarebbe farli andare a dormire verso le 20. 

A 3-5 anni

A quest’età i bambini hanno bisogno di dormire tra le 11 e le 13 ore al giorno. È consigliabile che continuino ad andare a letto presto (l’ideale è verso le 20-20.30) riducendo i pisolini diurni. 

A 6-12 anni

Quando raggiungono l’età scolare i bambini hanno bisogno di 10-11 ore di sonno per notte e dovrebbero andare a letto alle 21 in modo da svegliarsi riposati al mattino per andare a scuola.

A 13-18 anni

Quando sopraggiunge l’adolescenza, l’esigenza di dormire si riduce a circa 9 ore. Quindi la regola dovrebbe essere luci spente verso le 22 per svegliarsi riposati alle 7. 

A quest’età, però, soprattutto a causa dei dispositivi elettronici, può essere che i ragazzi comincino a stare svegli fino a tardi e abbiano difficoltà a dormire. La privazione del sonno nei giovanissimi purtroppo è un problema sempre più comune, che ha una pessima influenza sul loro cervello

Ecco perché è così importante stabilire delle buone abitudini di sonno fin dalla più tenera età, così da rendere i ragazzi più capaci di autoregolarsi anche quando sono più grandicelli.

    I vantaggi del materasso per bambini Hypnia

A prescindere dall’ora a cui devono andare a letto, anche i più piccoli, proprio come i grandi, hanno bisogno di un letto confortevole per riposare bene. Hypnia propone nel suo catalogo un materasso per bambini studiato apposta per loro. Realizzato in tessuto traspirante e dotato di lato estivo e lato invernale, il materasso Hypnia per i più piccoli è l’ideale per accompagnarli nei loro sogni.

QUALI MOTIVI DELLA NAUSEA E DEL VOMITO OLTRE I PROBLEMI ALIMENTARI

Lead: La nausea è uno dei sintomi più comuni dei disturbi gastrici e delle malattie gastriche e delle lesioni che si sviluppano nei suoi tessuti. Il fenomeno può anche causare altre cause oltre ai problemi digestivi. Spesso è vissuta dalle donne in gravidanza come risultato di stress cronico o trauma della testa.

Cosa sono e come nascono le nausee?

La nausea, nota anche come nausea, è una condizione spiacevole ma non dolorosa, solitamente associata ad un forte bisogno di vomitare, anche se può verificarsi anche indipendentemente e non precede il desiderio di rinunciare al contenuto dello stomaco. La comparsa di nausea è di solito accompagnata da una sindrome di disturbi aggiuntivi come pallore, sudorazione, tachicardia, salivazione o un sapore acido in bocca. La sensazione che proviene dall’addome è un fenomeno di ampia eziologia e di complesso meccanismo di origine. La nausea è più spesso associata ad abitudini alimentari scorrette e problemi digestivi, ma altrettanto spesso è un sintomo di malattie croniche e stati psicosomatici acuti non correlati all’apparato digerente.

I riflessi del vomito si formano come risultato della stimolazione biochimica o meccanica di centri nervosi e fibre appropriate, e il carattere e l’intensità della sua sensazione è individuale per ogni persona. La nausea momentanea di solito non è motivo di preoccupazione. Particolarmente degni di nota sono l’aumento o la nausea prolungata. Questa condizione è chiaramente un’indicazione per la diagnosi medica. Per evitare spiacevoli conseguenze, vale la pena di consultare il proprio medico di famiglia, che effettuerà esami preliminari, riconoscerà la causa e svilupperà un percorso di cura. Uno degli strumenti diagnostici importanti che sono sempre più disponibili nello studio è il Vscan, o ultrasuono mobile – un equivalente compatto e ordinato di una macchina ad ultrasuoni stazionaria che si trova negli ospedali. L’ ecografo portatile permette di effettuare ecografie anche a casa del paziente. Questo è particolarmente importante quando le condizioni di salute del paziente non consentono una visita personale in clinica.

Cause di nausea

La nausea è sia una risposta fisiologica protettiva dell’organismo a vari tipi di avvelenamento e al fallimento del sistema digestivo, sia una reazione naturale causata da cambiamenti metabolici e ormonali che si trovano nelle prime fasi della gravidanza. Il vomito e il senso di disagio possono anche essere il risultato di molti stati patologici diversi che riguardano la sfera mentale e la maggior parte dei sistemi umani. Una delle cause più comuni di nausea e vomito, oltre al sovralimentazione, indigestione, ostruzione intestinale o ulcere gastriche, sono le malattie cardiache. I sintomi spiacevoli possono essere causati da ischemia della parete inferiore del cuore e possono essere un segnale di infarto miocardico imminente, soprattutto quando si osservano ulteriori sintomi pre-interminali come intorpidimento dell’arto superiore sinistro, dispnea e vertigini. Altrettanto spesso la nausea precede l’ictus e compare nel corso delle infezioni del sistema nervoso centrale, che causano anche forti mal di testa e disturbi dello stato di coscienza.

La nausea è un disturbo comune dopo gravi lesioni alla testa. Non è raro che compaiano anche durante un attacco di emicrania. Il deterioramento della salute è anche significativamente influenzato da fattori psicotici, in particolare da forte stress, nevrosi e fobie disgustose o ipersensibilità a certi gusti, odori o immagini. La nausea può essere causata anche da malattie dei veicoli a motore, chemioterapia oncologica, overdose di farmaci, droghe, colpi di calore o radiazioni ionizzanti. Spesso sono anche vissuti da pazienti che sono in convalescenza post-operatoria e che hanno fatto ricorso all’anestesia generale.

Trattamento della nausea

Il trattamento della nausea di causa sconosciuta comprende principalmente la gestione dei sintomi, cioè mira ad alleviare la sensazione sgradevole che proviene dallo stomaco. Nella lotta contro i disturbi, si raccomanda una dieta facilmente digeribile e piccole quantità di acqua o tè amaro.

Si possono anche fare esercizi di respirazione per calmare il corpo e la mente. A sua volta, a seconda dell’eziologia del fenomeno, viene intrapresa una terapia causale. Il trattamento dei disturbi e delle condizioni che causano nausea ne favorisce il cedimento e riduce la frequenza e il rischio di ricadute. Per esempio, nel corso di problemi gastrici vale la pena di sostenere l’apparato digerente bevendo tisane con melissa, camomilla, menta piperita o zenzero. La nausea durante la gravidanza dovrebbe cessare da sola con l’avanzare del trimestre. Di solito cessa totalmente alla fine del primo trimestre.

LETTINO, COSA SERVE AL BEBE’ PER UNA NANNA SICURA

Una delle prime cose che fanno i genitori quando vengono a sapere di aspettare un figlio è quella di preparare subito la cameretta.

Trattasi di un errore, che io pure ho fatto. Ma tanta è la gioia che accompagna l’arrivo di un figlio, soprattutto il primo, che è inevitabile farsi prendere dall’entusiasmo. Ad oggi, in veste di mamma bis, sconsiglio di tenere il bambino in un’altra camera almeno per i primi due anni di vita. Ho conosciuto molte coppie che hanno cambiato idea subito dopo la nascita del bambino.

Le ragioni sono principalmente due.

Perchè è meglio tenere il bambino piccolo a dormire nella propria stanza?

È importante che il nostro bambino dorma in un luogo accogliente e sicuro.  Tenerlo vicino a sè significa guadagnare in:

– Praticità

– e sicurezza.

Il neonato si sveglia di notte. Anche più di una volta. Sono rari i casi in cui i piccoli dormono 7/8 ore filate e, se lo fanno, si tratta magari di una fase che può cambiare da un momento all’altro. Basta una tosse, i dentini, un mal di pancia che la notte prende tutta un’altra piega. Inoltre se il neonato è allattato al seno è poco pratico alzarsi e andare in un’altra stanza, interrompendo così di netto il ciclo del sonno. Io, se mi alzo e “passeggio” non mi riaddormento più e una buona dormita, per quanto possibile, è fondamentale per affrontare la fitta giornata di una neomamma.

Eccomi con la mia seconda figlia quando aveva pochi mesi

Sicurezza, perché i neonati fino al primo anno di vita, possono essere vittime della morte in culla (SIDS). Chi non è ancora genitore rimarrà sorpreso nel sentire la moltitudine di gorgoglii, rumori non meglio definiti che emette un neonato nel sonno…senza contare che possono essere esserci “incidenti” che richiedono un cambio di pannolino immediato.

Avrete capito che un genitore dorme sempre con un occhio aperto o sarebbe meglio dire con un orecchio drizzato.

Fatte queste premesse, vi parlerò quindi di come creare un angolo accogliente nella vostra camera da letto da dedicare al bebè.

E’ necessario comperare la culla oppure no?

Se guardiamo meramente al risparmio, il mio consiglio è quello di saltare l’acquisto della culla, che pure è comodissima, e di passare direttamente all’acquisto di un lettino. Meglio affidarsi a marchi noti e di qualità riconosciuta, dato che il lettino verrà usato fino all’incirca 4 anni e più. Il lettino low cost che avevo acquistato all’IKEA per la mia prima figlia, per quanto bellissimo, è finito in discarica e non più utilizzabile con la mia seconda figlia perchè l’asse centrale si era spezzata in due.

Una volta assodato che il lettino è uno di quegli acquisti sul quale puntare, è importante dedicarsi alla scelta del tessile per il materasso del neonato e il lettino. Le immagini che vedrete più avanti le ho prese dal sito www.sottoilcavolo.com

Anche qui, qualità ed estetica devono andare a braccetto.  Cominciamo dalla voce più importante, ovvero la qualità: è preferibile optare per il cotone, meglio ancora se biologico, con la consapevolezza che questo farà lievitare il prezzo. I tessuti devono essere tutti traspiranti e ipoallergenici.

Per quanto riguarda i colori, il mio consiglio è quello di puntare su tonalità neutre e armoniche tra loro. Scegliete il beige, il grigio, il tortora, colori che per esempio possano andare bene anche in caso di un secondo figlio con sesso diverso.

Questo coordinato è delicato e molto elegante.

Evitate di acquistare tessili con personaggi dei cartoni animati che alla lunga stancano e creano un senso di caos in case già molto provate dalla presenza di bambini. Ecco qualche esempio, sempre tratto dal sito, dove potete trovare una vasta scelta di coordinati per il lettino, per darvi un’idea dei coordinati tra cui scegliere: lenzuola o lenzuolini, coperte, piumini e copripiumini, federe, paracolpi

Quanti cambi servono per il lettino?

Dato che i bambini passano molte ore su quel lettino, sporcandolo con rigurgiti, eventualmente pipì e vomito, è importante avere almeno un paio di cambi. Ancora più necessario è una traversina plastificata da mettere sotto il coprimaterasso per evitare di rovinare il materasso.

Come rendere accogliente il lettino del bambino?

Serve creare un ambiente raccolto all’interno del lettino poiché i neonati hanno estremo bisogno di spazi contenuti, che gli ricordino il grembo materno. Infatti per loro è molto meglio avere piedini e braccia “confinati”, che toccano contro qualcosa, piuttosto che sentirsi liberi nei movimenti. Così si sentono più sicuri, nella loro comfort zone.

Questo significa non oberare il lettino con oggetti non necessari, come un numero spropositato di peluches che anzi andrebbero proprio evitati. Per creare una sorta di nido, se lo desiderate potete utilizzare un cuscino dell’allattamento, di quelli a salsicciotto, grandi ed extralunghi, che vanno bene anche per la gravidanza, che perimetri lo spazio all’interno del lettino. Meglio ancora è acquistare un riduttore per il lettino che, riducendo l’area del lettino, regala al bambino la sensazione di raccoglimento e accoglimento.

Come rendere sicuro il lettino del bebè?

Ciò che non può assolutamente mancare è il paracolpi perché i nostri cuccioli sanno essere delle vere trottole mentre dormono, soprattutto quando cominciano ad avere 7/8 mesi e imparano a stare bene seduti, muovendosi sul fianco senza problemi.  Il paracolpi è utile per evitare che si prendano brutte capocciate o affinchè un piedino o una manina non si incastrino tra le sbarre; quest’ultime non devono essere troppo distanziate ma nemmeno troppo vicine tra loro.

Il cuscino per un neonato è necessario oppure no?

Per quanto riguarda i cuscini vi consiglio il cuscino per la plagiocefalia, quello che vi aiuta a contrastare la sindrome della testa piatta. Molti si dividono sull’utilizzo di un cuscino per un neonato ma io mi sono affidata ai massimi esperti di malformazioni pediatriche maxillofacciali quando la mia bambina ha avuto questo problema: i professori dell’ospedale San Paolo a Milano.

testa piatta neonato

RIPRENDERE GLI STUDI DOPO LA MATERNITA’ con I CORSI UNIVERSITARI ONLINE

Spesso al giorno d’oggi c’è ancora chi pensa che lavoro, studio e famiglia non siano conciliabili, soprattutto per chi ha bambini piccoli in casa. Sicuramente non si può negare che l’impegno sia tanto, tuttavia è possibile trovare degli escamotage per fare la mamma a tempo pieno e allo stesso tempo dedicarsi alle proprie passioni e magari anche allo studio.
Nella Costituzione Italiana la tutela alla maternità è garantita all’articolo 31: “La Repubblica agevola con misure economiche (un esempio potrebbe essere il bonus bebè ) e altre provvidenze la formazione della famiglia e l’adempimento dei compiti relativi, con particolare riguardo alle famiglie numerose. Protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo”; però non ci sono riferimenti specifici alle studentesse-madri.


Frequentare le lezioni in presenza e non rimanere indietro rispetto ai compagni di corso potrebbe essere difficile, proprio per questo motivo il consiglio alle mamme è quello di iscriversi o di ritornare (se magari c’è stata già una carriera pregressa) nel mondo universitario attraverso i corsi universitari online erogati dalle Università Telematiche.
I vantaggi degli Atenei Online sono molteplici rispetto ad un’università classica, soprattutto per chi ha poco tempo a disposizione. Una mamma che però ha già frequentato un corso di studi in un Ateneo tradizionale e vuole iscriversi ad uno dei corsi universitari online non deve preoccuparsi, infatti gli esami svolti in precedenza non andranno persi. Tutti gli studenti hanno la possibilità di chiedere che gli esami fatti in passato possano essere riconosciuti e convalidati e sarà una commissione interna ad ogni singola università a valutare le diverse richieste, valutando il percorso universitario pregresso.
Teniamo a specificare che gli Atenei online sono valutati periodicamente dall’ ANVUR (Agenzia Nazionale di Valutazione del Sistema Universitario e della Ricerca) e sono riconosciuti dal MIUR (Ministero dell’Istruzione, l’Università e la Ricerca), perciò hanno lo stesso valore legale delle università tradizionali.
Tornando ai benefici che una mamma può trarre dall’iscrizione ad un corso di laurea triennale o magistrale a distanza, sicuramente c’è quello di non doversi spostare fisicamente per seguire le lezioni. Grazie alla tecnologia e-learning, infatti a disposizione di tutte quelle mamme che devono rimanere a casa a badare ai propri figli c’è una piattaforma online – una vera e propria aula virtuale – in cui poter seguire le lezioni in modalità sincrona (in diretta) o asincrona (tramite registrazioni), quindi 24 ore su 24, 7 giorni su 7.
Quando i bambini dormono e c’è un attimo di pace, è il momento giusto per accendere il computer e mettersi a studiare.

mamme studentesse universitarie

Ricordiamo che per qualsiasi difficoltà, a disposizione ci sono dei tutor che aiutano e sostengono in caso di dubbi o domande.
Anche il costo è un aspetto da non sottovalutare: considerato che le tasse delle Università tradizionali si basano sul reddito complessivo familiare, le spese per un’università per via telematica sono minori, inoltre, si possono risparmiare soldi sugli spostamenti per andare in sede o proprio per vivere fuori dalla città di residenza, c’è anche il vantaggio di non dover acquistare libri extra, visto che tutto il materiale didattico (libri, dispense e appunti dei documenti) viene fornito direttamente online sulle singole piattaforme.
Per concludere, l’iscrizione alle università per via telematica può essere effettuata in qualsiasi periodo dell’anno e non c’è alcun test d’ingresso da superare. Studiare e fare la mamma non è impossibile!

IL CASHBACK NON É PIÙ SOLO ONLINE, LE NOVITÀ CHE DEVI SAPERE

In tanti anni di blog mi è capitato diverse volte di parlare di siti di cashback. In inglese la parola “cashback” significa letteralmente “ricevere del denaro indietro”.
Di cashback hanno parlato recentemente anche i telegiornali, associandolo all’utilizzo di bancomat e carte di credito, come
valido strumento per contrastare l’evasione fiscale.


Ma come funziona esattamente il cashback online?

Farò un esempio pratico affinché tutti possano comprenderne il meccanismo in modo chiaro.
Esempio di cashback: voglio comperare un paio di scarpe da €100
sul sito di Foot Locker. Prima di acquistare le suddette scarpe, per
ricevere il cashback è importante che io visiti prima il sito
di
cashback che ho scelto e che da lì io mi faccia reindirizzare al sito
di Foot Locker, cliccando sul banner corrispettivo all’azienda.

shopping cards


Perché, prima di comperare online, è importante visitare prima il
sito di cashback?
Perché si genera un link di tracciamento grazie al quale viene
riconosciuta una piccola commissione al sito di cashback
. In
buona sostanza, Foot Locker remunera il sito di cashback per la
pubblicità che gli ha fatto, ricompensandolo con una piccola
somma in denaro. Sono le cosiddette affiliazioni di cui avrete
sicuramente sentito parlare e che ormai hanno tutti i siti,
comprese le più importanti testate giornalistiche (avete presente
quando cercate un codice sconto e finite sul sito della Gazzetta
dello Sport o su Focus di Mondadori? Ecco!).

A differenza di questi ultimi, però, i siti di cashback, anziché tenere per sé tutta la commissione maturata, la condividono con voi/noi che, di fatto, avete/abbiamo generato con l’acquisto appena fatto parte del loro guadagno.

Tornando quindi al nostro esempio pratico: della mia transazione
da 100 euro, Footlocker darà €5 al sito di cashback, che a sua
volta ne darà tre a noi, tenendo per sé due euro (specifico che
sono cifre meramente inventate, anche nelle percentuali di
cashback, utilizzate solo per illustrare i passaggi di denaro in
essere).
Se volessimo semplificare ulteriormente il cashback altro non è
che uno sconto in percentuali variabili applicato sulla cifra
finale
, che di solito è compreso tra l’1 e il 5 per cento.
Vediamo ora quali tipo di applicazioni può avere nella vita di tutti
i giorni: dal parrucchiere alla spesa alimentare fino ad arrivare
alla benzina.

gift card


Esiste infatti ormai anche il cashback offline, che molti di voi
conosceranno grazie all’utilizzo di Satispay.

Ma questa non è l’unica forma applicabile, anche perché questo circuito non è ancora utilizzato da tutti i negozianti.
Se scrivete su google la parola “cashback”, avrete solo l’imbarazzo della scelta. Oggi però vi parlo di un sito in particolare, Cashback World, perché è uno di quelli dove, nei gruppi dedicati al risparmio, riscontro tra i suoi fruitori una maggiore soddisfazione.
Le ragioni sono presto dette Il sito permette di ottenere il
cashback tramite diverse modalità di acquisto e inoltre permette
altre forme di risparmio.
Ѐ strutturato in modo tale da essere facilmente comprensibile e
presenta una sezione dedicata:

  1. al cashback sugli acquisti online
  2. al cashback sugli acquisti in negozio, magari nel bar sotto casa o
    in molte altre piccole imprese del territorio
  3. al cashback per lo shopping in negozi di Grandi Catene grazie alle gift card, digitali (eVoucher) e non
  4. alle offerte disponibili per tutti e a quelle esclusive e accessibili
    grazie agli Shopping Points.
shoppin points

Quest’ultimo punto merita un approfondimento poiché un po’
unico nel suo genere. Praticamente ogni volta che fate acquisti
sul sito maturate anche dei punti che successivamente possono
essere convertiti in buoni regalo
, servizi e/o prodotti proposti dai negozi del territorio.In buona sostanza, è un meccanismo simile a quello che c’è nei supermercati a cui viene abbinata una carta fedeltà.


Perché è intelligente passare prima da un sito di cashback?
Perché non solo andiamo a ricevere una ricompensa per i nostri acquisti on-line e off-line ma abbiamo sott’occhio, in un colpo solo, tutte le promozioni del momento come i codici sconto
applicabili nel carrello.
Non sempre infatti i codici sconto sono segnalati adeguatamente
e così è facile che ci sfuggano. Nei siti di cashback, invece,
vengono messi in evidenza così andremmo a sommare cashback.

Vi invito, quindi, a iscrivervi al circuito di Cashback World e a cominciare a risparmiare fin da ora. Date un’occhiata ai tanti
negozi presenti sul sito e ricordatevi per gli acquisti online di
passare sempre prima dal sito di cashback, pena il non riconoscimento della commissione. Vietato quindi navigare in
incognito con il vostro browser! La cosa più semplice è caricare l’applicazione gratuita Cashback App così da ricevere anche le notifiche sui nuovi partner che si aggiungono man mano all’ iniziativa e per vedere comodamente tutti i partner online e offline che fanno parte del circuito.